Mancini ha il mal di Inter? Non proprio, i problemi sono altrove

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24 luglio 2016, 00:00
Mancini

Ritiro iniziato, tournée iniziata, stagione in fase di preparazione, ma in casa Inter è ancora viva la polemica interna che riguarda la posizione di Mancini, sempre più traballante sulla panchina nerazzurra: mal di pancia sì o mal di pancia no? Ovviamente sì, ma non è esattamente legato all’Inter

MAL DI PANCIA – Qual è il motivo del mal di pancia che colpisce Roberto Mancini in questa torbida estate italico-americana? O meglio, italo-cinese… Facile ridurre tutto al rinnovo che non arriva, ai giocatori d’esperienza che non vengono neanche presi in considerazione, agli acquisti che ritardano. Un contratto in scadenza al 30 giugno 2017, un Yaya Touré in meno e un Antonio Candreva (ancora) alla Lazio non possono giustificare l’atteggiamento ostile – e a tratti infantile – di Mancini nei confronti dell’Inter e nello specifico contro la nuova proprietà cinese. Il gruppo Suning si è appena insediato, assurdo gettare benzina sul fuoco prima di placare l’incendio precedentemente appiccato alle casse nerazzurre da una proprietà tutt’altro che lungimirante. Perfino il ruolo da “mediatore” di Erick Thohir risulta essere ridicolo, perché l’attuale presidente non dovrebbe neanche commentare i casi interni, che non dovrebbero esistere. L’Inter paga ancora oggi gravi errori di valutazione-gestione fatti anni fa e la potenza economica del gruppo cinese non può garantire sorrisi fin da subito: pur portando a Milano sia Lionel Messi sia Cristiano Ronaldo, quest’Inter non riuscirebbe a tornare competitiva come nella stagione 2009/10, dove la vera forza risiedeva nella testa e nel gruppo piuttosto che nei singoli. E’ questo il grosso problema che si vive oggi in casa Inter, soprattutto tra chi è meglio abituato a vincere… o almeno a lottare per farlo.

MANCINI HA GIA’ CAPITO – Se Mancini è così dubbioso sul futuro dell’Inter, i motivi sono piuttosto evidenti: il tecnico jesino vuole vincere e sa che l’Inter non può permettergli, per ora, una rosa “ammazzacampionato” come quella costruita nell’estate 2006/07. Rosa che, invece, sta costruendo la Juventus: se fino alla cessione di Paul Pogba Mancini (e colleghi di prima fascia) nutrivano una mezza speranza di strappare il sesto scudetto consecutivo agli attuale penta-Campioni d’Italia, l’acquisto di Gonzalo Higuain toglie l’ultima percentuale del sogno. Mancini sa che, nella migliore delle ipotesi, la sua Inter dovrà lottare per il secondo posto con le altre (Roma e Napoli in prima fila), risultato minimo per ritornare in Champions League… ma tra una anno lo stesso Mancini potrebbe sedere su un’altra panchina, quindi sarebbe improduttivo per se stesso. E’ vero, si potrebbe puntare all’Europa League – sia come trofeo annuale sia per tornare in Champions -, ma anche in quel caso c’è chi è meglio attrezzato: il Manchester United di José Mourinho e Zlatan Ibrahimovic ha tutte le carte in tavola per sbaragliare le altre superpotenze europee costrette a “retrocedere” nella competizione secondaria. Ecco perché Mancini non è convinto: perché restare un altro anno all’Inter solo per puntare a riportare la squadra nell’Europa che conta senza la possibilità di alzare mezzo trofeo? Il rinnovo del contratto sarebbe una “garanzia” per un’altra stagione, questa volta nel calcio che conta, ma l’Inter al momento è distante dalle altre big: sia in Europa sia in Italia, quindi meglio non illudersi. E Mancini non si illude, perché prima di tutto sa quello che non vuole: Mancini non vuole fallire, ancora.