Mancini boccia Shaqiri? Non proprio, ma l’Inter riparte così

Articolo di
9 luglio 2015, 17:17
Shaqiri Mancini

Negli ultimi giorni in casa Inter a far discutere è la bocciatura di Xherdan Shaqiri da parte di Roberto Mancini: ma è la reale volontà del tecnico o è stato costretto a prendere una decisione del genere? Scopriamolo insieme, visto che entrano in gioco tutti i nomi di questo mercato: Mohamed Salah, Stevan Jovetic e Ivan Perisic

TUTTO IN SEI MESI – Dopo il pressing invernale per convincere Xherdan Shaqiri ad accettare la causa Inter, Roberto Mancini sembra aver cambiato completamente registro. Lo svizzero, infatti, non è più nei suoi piani e si sta aspettando solo che arrivi una soluzione a lui gradita per poter completare il trasferimento in uscita. Nell’idea del tecnico jesino ci sarebbe la stessa mossa di mercato fatta da Basilea dopo la cessione dello stesso Shaqiri al Bayern Monaco, ovvero affidare la maglia da titolare a Mohamed Salah, ma in realtà la situazione è ben più complessa, nonché diversa. Domanda lecita: è stato davvero Mancini a bocciare Shaqiri, chiedendo la sua cessione immediata?

IL FATTORE ECONOMICO – Una cosa è certa: Mancini vuole Salah. Pur apprezzando la volontà reciproca dell’egiziano di approdare all’Inter, la trattativa a oggi è bloccata, non tanto dai deliri della Fiorentina, quanto soprattutto dalle richieste economiche del Chelsea, che si scontrano con il budget realmente usufruibile dall’Inter. I nerazzurri, infatti, per completare un’entrata così importante dal punto di vista economico (costo del cartellino prossimo ai 25 milioni e ingaggio superiore ai 3 milioni, ndr) necessitano di soldi cash nel più breve tempo possibile. La cessione di Shaqiri va proprio in questa direzione: acquistato per circa 15 milioni, cederlo dopo sei mesi a 17 milioni (cifra dell’accordo con lo Stoke City, poi rifiutato) significherebbe fare un’inaspettata plusvalenza su un giocatore che, in realtà, sembrava si stesse svalutando. Ma non è esattamente Mancini a volere la sua cessione, visto che stima il giocatore e crede possa dare molto all’Inter, più di quanto fatto nei primi sei mesi, in cui i bassi hanno preso il sopravvento sugli alti. Soprattutto se si considera che, per necessità di lista, Shaqiri verrebbe rimpiazzato da Jonathan Biabiany, che oggi offre zero garanzie e diventerebbe la prima alternativa sulla fascia destra nel tridente nerazzurro: un mix tra azzardo e follia.

LA VIA ALTERNATIVA – Non potendo arrivare a Salah, salvo sorprese, è giusto che l’Inter valuti un’alternativa di livello: il nome di Stevan Jovetic è perfetto in quest’ottica, ma la stampa vuole venderci un’altra idea. L’idea che l’Inter debba vendere Shaqiri per motivi economici affinché possa prendere Jovetic, ad esempio, non è calzante, visto che l’esborso per il montenegrino non è paragonabile a quello per l’egiziano, per un fattore legato alla certezza della trattativa (Jovetic sarebbe una scommessa a costi contenuti, Salah un investimento pesante e definitivo). Come non è calzante l’idea che l’Inter debba sacrificare proprio lo svizzero per poter prendere un’altra ala, tipo quell’Ivan Perisic di cui si parla ormai da troppo tempo. Shaqiri, infatti, ha caratteristiche esattamente complementari a quelle di Perisic: proprio per questo, sacrificarne uno per arrivare all’altro, magari perdendo per strada anche qualche milione, avrebbe poco senso. L’esterno croato rappresenta, infatti, il sostituto di Lukas Podolski come ala sinistra e si tratterebbe di un notevole upgrade. Pur non essendo ai livelli del trio del Barcellona, un tridente formato da Mauro Icardi in mezzo con ai lati Shaqiri largo a destra e Perisic a sinistra potrebbe soddisfare più di un tifoso. E Jovetic, invece?

IL VALORE AGGIUNTO – Il discorso legato a Jovetic, come fatto intendere, è a sé. Il giocatore del Manchester City sarebbe per l’Inter quel valore aggiunto che, nel migliore dei casi, formerebbe con Icardi la miglior coppia d’attacco del campionato e una delle meglio assortite in Europa. Nel peggiore dei casi, invece, andrebbe a prendere il posto che Rodrigo Palacio (quest’anno retrocesso a riserva) tra un anno lascerà in eredità: seconda punta, all’occorrenza punta esterna o prima punta, utile a partita in corso. Insomma, sarebbe una scommessa vera e propria, ma se Jovetic dovesse fallire (la paura è legata prettamente ai suoi problemi fisici cronici, non di certo alle qualità tecniche), l’Inter potrebbe anche non disperarsi. Ci sarebbe da disperarsi, invece, se Shaqiri andasse via e facesse il fenomeno altrove.

IL SACRIFICIO DI SHAQIRI – Quindi la domanda è: vale la pena sacrificare Shaqiri per prendere Perisic? No, perché i due sono complementari: entrambi forti fisicamente, ma con una struttura assolutamente diversa (169 cm lo svizzero, 187 cm il croato). Più tecnico il primo, più tattico il secondo, uno da mettere a destra e l’altro a sinistra. E sacrificare Shaqiri per la coppia Perisic-Jovetic? Ni. Un no sempre legato all’importanza che potrebbe avere lo svizzero in una squadra che punta al vertice, ma un si che tiene conto anche della questione numerica, oltre a quella economica. Una stagione senza le coppe europee si può affrontare tranquillamente con Icardi, Palacio, Jovetic, Perisic, Biabiany e il cosiddetto “vice-Icardi”, varando sia il 4-3-3 sia il 4-2-3-1, ma una cosa dev’essere chiara: non è Shaqiri a far spazio a Perisic, che andrebbe acquistato a prescindere per occupare la casella lasciata vuota da Podolski, come a prescindere andrebbe preso Jovetic, visto che all’Inter della passata stagione mancava l’ultimo tassello offensivo la promozione di (Federico Bonazzoli e George Puscas in Prima Squadra ne era la prova).

TUTTE LE POSSIBILI MOSSE – E’ quindi la coppia (Perisic-Jovetic) che, legata ai problemi dell’Inter (budget limitato, lista dei 25 da compilare con delle restrizioni, mancanza di impegni europei infrasettimanali e il solito Fair Play Finanziario), allontana Shaqiri dall’Inter. Infatti, in determinati contesti, il quartetto formato da Shaqiri largo a destra, Perisic largo a sinistra con Jovetic alle spalle di Icardi non sarebbe utopico se l’Inter non avesse determinati parametri da seguire, ovviamente andando a sacrificare altri giocatori: un centrocampista in entrata (niente Mario Suarez et similia per cui servirebbe una decina di milioni) e uno in uscita (Hernanes più di Fredy Guarin, per ricavare un’altra decina di milioni). Diverso, invece, il discorso legato a Salah (prima scelta): se al posto di Jovetic (seconda scelta), insieme a Perisic, arrivasse l’egiziano, la cessione di Shaqiri sarebbe necessaria a livello economico e tattico, oltre che numerico. In attesa di capirne di più sull’Inter 2015/2016, aspettiamo fiduciosi novità di mercato.