Mancini 2.0, via l’abito e fuori il monaco

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29 aprile 2015, 11:46
mancini

Lo ricordavamo diplomatico, elegante e raramente fuori dalle righe se non in qualche imprecazione e polemica verso gli arbitri: mai, però, nei confronti dei giocatori e soprattutto nell’immediato post-match. La sua seconda esperienza all’Inter ha permesso ai tifosi di conoscere un Mancini nuovo, più duro e diretto: i risultati sembrano dar lui ragione.

IL NUOVO MANCINI, COSI’ CI PIACE – Lo si era capito da un po’, Mancini è cambiato: niente più bei sorrisi e pacche sulla spalla. Sarà l’esperienza di questi anni, la voglia maledetta di vincere e l’insofferenza verso una situazione precaria alla quale non era abituato, soprattutto all’Inter e dopo anni di successi e fuoriclasse allenati al City. Il tecnico jesino ha saputo dare alla squadra una bella strigliata in più di una situazione, ben al di là della più mediatica sessione di allenamento punitiva a Pasqua, dopo lo scialbo pareggio casalingo col Parma. Da lì sono arrivati poi 10 punti in 4 partite, che potevano benissimo essere 12 se nel derby qualche errore arbitrale marchiano non avesse condizionato il risultato finale. Un nuovo Mancini, per una nuova Inter ed una nuova situazione in cui non si era mai trovato: partire dal punto più basso per risalire, poco alla volta e con la consapevolezza che ci vorrà del tempo. Ieri non ha usato mezzi termini per strigliare la squadra, sin dai microfoni e facendo nomi e cognomi, cosa rarissima per un allenatore. La partita di ieri, nonostante la vittoria, ha fatto imbufalire Mancini che ha trattenuto a rapporto la squadra stamane ad Appiano, con un bel discorsetto prima dell’inizio dell’allenamento. Se l’Europa arriverà, sarà anche merito del Mancini 2.0: un’evoluzione, forse, anche per lui inaspettata.