Kondogbia all’Inter: ma come, il colpo ora l’ha fatto il Milan?

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20 giugno 2015, 17:57
kondogbia

Dopo il susseguirsi di notizie che vedono concluso l’accordo per il passaggio di Geoffrey Kondogbia all’Inter, l’attenzione principale si sposta sui dettagli economici. O forse sul fatto di aver strappato il giocatore alla concorrenza del Milan. Ecco il pensiero del giornalista Mino Taveri direttamente dalle pagine di “SportMediaset”: si può essere d’accordo?

NON E’ UN COLPO DI MERCATO – «E’ vero che il prezzo lo fa il mercato, ma la domanda è d’obbligo: Geoffrey Kondogbia vale davvero 36 milioni di euro? Trattasi di un centrocampista di anni 22, d’accordo, trattasi di un giocatore che assieme a Pogba ha fatto le fortune dell’under 20 francese, d’accordo, ma… la voglia di ripetere il colpaccio che fu già opera della Juve nell’affare Pogba-Manchester United è davvero forte, forse anche più del reale valore, nel senso di quotazione, del giocatore. Perché quella dei bianconeri fu un’intuizione geniale dei dirigenti di una società che, vinto lo scudetto della rinascita, videro nel giovane francese, in forza ai Red Devils, un potenziale fuoriclasse. Ed ebbero ragione, ma la spesa fu… zero.

Tutto vero, se si omette il fatto che il talentuoso Paul Pogba fu un’intuizione di mercato dell’Inter, che ha dovuto rinunciare all’acquisto del ragazzo a causa di un accordo tra gentiluomini pattuito in quegli anni con Sir Alex Ferguson e il Manchester United tutto, basato sul non trattare i giovani giocatori in scadenza. Senza contare che, dietro, c’era il solito Mino Raiola, allontanato alla sede nerazzurra dopo la doppia cessione con protagonisti Zlatan Ibrahimovic e Mario Balotelli. Entrambi poi finiti al Milan: curiosità storica, o forse no.

NON VALE POGBA – «La storia di Kondogbia appare simile a quella del “polpo” bianconero, ma solo dal punto di vista “estetico”… Per intenderci: stesso fisico, movenze simili, atletismo da far paura, con il centrocampista del Monaco che dalla sua ha già un paio di esperienze concrete, ovvero prima il Lens e poi il Siviglia. Complessivamente una ottantina di partite ma solamente due gol, che in parole povere vorrebbe dire trovarsi di fronte a un giocatore che in fase di realizzazione non è certo Pogba. Ha solo 22 anni, certo, quindi per lo meno i margini di miglioramento sono immensi; interpreta bene il ruolo di centrocampista moderno, capace di occupare più zone del campo, potendo agire con risultati egregi davanti alla difesa ma anche nel ruolo di interno sinistro nella linea dei centrocampisti. Ma la tecnica e l’incisività in zona gol sono inferiori al fuoriclasse juventino, su questo al momento non si scappa, anche se i due insieme formano però una coppia temutissima, vedi proprio i successi con l’under transalpina. Non a caso proprio la società bianconera lo cercò quando ancora militava nel Lens e prima che finisse nella Liga. Chissà che non pensasse già da allora di metterli uno a fianco all’altro per consegnare loro le chiavi del centrocampo bianconero».

Tutto vero, ancora una volta, salvo sbagliare alcuni dettagli non da poco: Kondogbia non è uguale a Pogba semplicemente perché ha caratteristiche diverse dal giocatore juventino, sia tecniche sia tattiche. Fine delle trasmissioni. Il fisico può ingannare, ma per il resto si tratta di un centrocampista diverso: più difensivo il monegasco, più offensivo il bianconero. Il primo difende, spezza il gioco e riparte, il secondo sfrutta il gioco a memoria della Juventus per inserirsi e battere a rete sfruttando fisico e lunghe leve. Un paragone inutile, visto che i due francesi sono complementari: è come se gli inglesi denigrassero Jack Wilshere perché non segna come Frank Lampard.

TALENTO ACERBO E COSTOSO – «Tutto sta ora a fissare il prezzo: 36 milioni sembrano davvero tanti, pronti ovviamente a recitare il mea culpa e a dar ragione a Milan o Inter disposte a dissanguarsi per portarselo a casa. Ma valutiamo anche il fatto che le milanesi sono in fase di ricostruzione totale e che forse avrebbero più bisogno di gente con grande talento in mezzo al campo. Kondogbia il talento ce l’ha ma dovrà svilupparlo, se ci riuscirà e lo farà vivere parallelamente alla sua forza fisica e alla sua dinamicità, allora avremo di fronte il nuovo Pogba. Per ora, però, di Pogba ce n’è uno solo».

Non poteva che essere così: di Pogba ce n’è uno solo, di Kondogbia anche. E perfino di de Jong, oserei dire. Sul fatto che la probabile cifra spesa sia alta non ci sono dubbi, ma purtroppo il mercato di oggi è questo: il Monaco ha fatto un investimento importante, la cessione non poteva essere altrettanto remunerativa. Il fatto però è uno solo: l’Inter aveva bisogno di un mediano di spessore da cui ripartire e difficilmente si riesce a trovare sul mercato uno con caratteristiche superiori a Kondogbia, anche per quanto riguarda i margini di miglioramento. Quanto al Milan, beh, lì siamo nel campo del condizionale: avrebbe bisogno di un mediano e via dicendo… Ripartire da Kondogbia e da questo tipo di investimento sul mercato non può che essere una notizia positiva per i tifosi dell’Inter, che sanno bene che una cifra del genere negli anni (anzi, mesi) passati si sarebbe spesa per prendere tre giocatori non solo scarsi, ma anche inutili e dannosi. Ma gli interisti accettano tutto e a breve si aspettano anche i dieci motivi per non prendere Kondogbia…