Inter, sei una “strana e inattesa” capolista. Lo senti il rumore?

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15 dicembre 2015, 00:00
icardi

Il sedicesimo turno di campionato – forse uno dei più decisivi finora – è già stato messo da parte. C’è una gara di Coppa Italia da affrontare, e sappiamo quanto sia importante. Ci sono però delle considerazioni da fare dopo una giornata di scontri diretti che hanno indubbiamente avvantaggiato i nerazzurri. Napoli e Roma non si fanno male e si prendono un punto a testa, la Fiorentina invece esce con le ossa rotte dalla sfida contro la Juventus, che conferma di essere definitivamente tornata a lottare per lo Scudetto. E l’Inter? La squadra di Mancini vince a Udine con un tondo 0-4 e allunga sulle immediate inseguitrici. Mini-fuga? No, vi spiego perché

SENTENZE – Prima di tutto, dopo il turno di campionato appena terminato, abbiamo una sentenza ben precisa: sarà un Natale da prima in classifica per l’Inter di Mancini. Un piccolo regalo in vista delle feste, grazie anche al prezioso contributo delle tre principali inseguitrici che hanno perso punti preziosi. Un’altra sentenza – che indirettamente riguarda anche la squadra nerazzurra – è il ritorno definitivo della Juventus. Sesta vittoria consecutiva per i bianconeri, che fanno fuori la squadra di Sousa e si piazzano al quarto posto in classifica, a soli due punti dalla seconda posizione e a sei dalla prima. Un ritorno – quello della squadra di Allegri – che farà indubbiamente tirare un sospiro di sollievo ai tanti esperti che mal sopportano il primato nerazzurro. Un primato apparente, a quanto pare. Un’illusione, un fuoco di paglia, un qualcosa al quale bisogna porre rimedio. O almeno così dicono. Loro.

REGALI DI… NATALE – Sarà l’aria di festa, sarà che siamo tutti più buoni, sarà quel che sarà… Ma l’Udinese ha proprio esagerato con la bontà d’animo! Regalare la partita all’Inter? Ha ragione allora la “Gazzetta dello Sport” che parla di “strani” assist (salvo poi farli diventare “inattesi” dopo qualche ora). Cosa avrà voluto dire la rosea? Forse che i grossolani errori difensivi della squadra di Colantuono non erano poi così casuali ma diretti a favorire i gol di Icardi e compagni? Ma questa è roba grossa ragazzi, roba da inchiesta! Non la partita, sia chiaro. Il titolo – poi ritrattato – del giornale sopra citato. Perché getta ombre su due squadre scese in campo per darsi “battaglia” in maniera leale e onesta, perché l’Udinese – nonostante i 4 gol subiti – ha sempre giocato a viso aperto, mettendo anche in difficoltà l’armata nerazzurra. È vero che almeno tre dei gol dell’Inter nascono da errori individuali dei giocatori friulani, ma non vi sembra esagerato arrivare a fare illazioni di ben altro tipo? Nessun giocatore di calcio, di nessuna categoria, di nessuna squadra vorrebbe mai commettere errori del genere, ma capita. Non solo all’Udinese. E non solo quando c’è di mezzo l’Inter prima in classifica.

TOH, CHI SI (RI)VEDE – Signori e Signore, è tornato Icardi! Perché, dov’era andato? Era in località crisi, fiumi di inchiostro ci hanno raccontato i motivi della sua scarsa vena realizzativa. Dai mal di pancia, ai mal di Wanda, ai mal di Jovetic. Chi più ne ha più ne metta. Contro l’Udinese però il bomber argentino è tornato implacabile, doppietta e conquista del ′Tapiro d’Oro′ pure! Ah, non gliel’hanno dato per i due gol di Udine? In effetti sembrava strano. E per cosa quindi? Per la rapina subita. E non ha accettato l’ambito premio? Ma allora ne merita un altro, assolutamente! Ma il ritorno al gol del capitano nerazzurro non è l’unica notizia degna di nota, ce n’è un’altra ancora più eclatante. Montoya ha giocato. Non pochi minuti, ma tutta la partita. E si è comportato bene, per la gioia di Mancini e la disperazione di chi aveva già catalogato lo spagnolo scuola Barcellona tra i misteri irrisolti della società nerazzurra. Ma non fatevi illudere, non è tutto oro ciò che luccica. I problemi sono dietro l’angolo. E sono sempre gli stessi. Inutile elencarli.

RUMORE – Dunque l’Inter post-Napoli è più forte, consapevole della propria forza, padrona del proprio destino. Icardi e Jovetic, contro l’Udinese, non si sono pestati i piedi e hanno segnato entrambi. Il gioco è migliorato e la manovra offensiva è convincente. La difesa continua ad essere imperforabile. Handanovic è la solita sicurezza. E la classifica sorride, primo posto a quota 36 punti, di cui 17 conquistati fuori dalle mura amiche. Numeri che non si vedevano dal 2010. Insomma, l’Inter è tornata. E sapete da cosa si nota? Dal rumore, quello che Mancini conosce benissimo e che piaceva da morire a Mourinho. Il rumore dei nemici. Inter, ora portati le mani alle orecchie come fa il tuo capitano. Lo senti?