Inter, mercato da S double face: stallo dietro, stelle avanti!

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1 settembre 2016, 12:20
inter mercato 2016

Terminata la sessione estiva del calciomercato 2016, è tempo di analisi, previsioni, giudizi e voti sui movimenti nerazzurri. L’Inter ha sorpreso un po’ tutti grazie alla nuova gestione del mercato affidata ai milioni del gruppo Suning e alla competenza tecnica del DS Ausilio, vero artefice della campagna acquisti nerazzurra durante l’interregno che ha portato alla fine del Mancini bis e all’inizio dell’Era de Boer. Nonostante le tante chiacchiere sul ruolo marginale di Ausilio e sulla potenza dell’intermediario Kia Joorabchian, a fine mercato l’Inter e i suoi tifosi possono dirsi piuttosto soddisfatti del lavoro svolto

INTER RINFORZATA – Il primo mercato dell’Inter targata Suning si chiude al di sopra di ogni aspettativa: la rosa non è esattamente quella dei sogni, anzi è piuttosto incompleta e di medio-bassa qualità in un determinato settore, ma non è partito nessun big, quindi è stato mantenuto l’ottimo scheletro della passata stagione su cui è stato innestato un quintetto d’acquisti niente male. La nuova proprietà cinese, facendo qualche conto dozzinale, ha investito circa 90 milioni (senza calcolare le operazioni minori) per la campagna acquisti, ricevendone giusto 2 per la cessione in prestito dell’ormai ex numero 5 finito nella Capitale: forse è stato speso troppo, forse si poteva spendere – e incassare – meglio, ma c’è l’alibi di aver dovuto fare tutto in fretta ed è difficile non essere soddisfatti, anzi. L’Inter esce sicuramente rinforzata dal calciomercato estivo 2016 e, anche considerando quanto fatto dalle dirette avversarie – Juventus esclusa -, i miglioramenti possono portare la squadra nerazzurra a competere fin da subito per la seconda piazza in classifica, ovvero quella necessaria per tornare in Champions League senza passare dai sempre più tragicomici preliminari all’italiana. Aumenta la forbice tra Inter e la coppia Fiorentina-Sassuolo (ah sì, anche il Milan…) e diminuisce contemporaneamente quella con la coppia Napoli-Roma. Un buon punto di partenza dopo le prime due giornate di campionato, che vede l’Inter ancora nelle retrovie dopo aver perso a Verona contro il Chievo e pareggiato in casa contro il Palermo: oggi 1° settembre 2016 l’Inter riparte da un punto, ma sa che è un punto che rappresenta il passato. Finalmente si volta pagina, finalmente si deve voltare pagina: è Suning che lo chiede, è Suning che lo merita dopo gli sforzi fatti sul mercato sia nell’acquistare reali talenti sia nel non cedere i pezzi pregiati. Il tutto con la prepotenza di chi sa cosa sta facendo, avendone le possibilità.

DIFESA RISCHIOSA – Analizzando la rosa reparto per reparto (in porta nessuna novità, Samir Handanovic sempre titolare con Juan Carrizo dodicesimo e la coppia formata dall’esperto Tommaso Berni e dal giovane Ionut Radu a completamento), si può ammettere senza troppi problemi che è la difesa il punto debole della stagione 2016/17. L’unica novità è rappresentata dal terzino Cristian Ansaldi, che arriva dal Genoa per prendersi un posto da titolare garantendo corsa e qualche cross in più, presumibilmente sulla fascia sinistra (rimasta orfana di Alex Telles prima, di Dodò durante e di Caner Erkin dopo), ma potrebbe tranquillamente giocare anche a destra. Per il resto è stato riconfermato tutto il blocco precedente, lasciando un vuoto alle spalle dei titolari: il ritorno sia dell’irrecuperabile Andrea Ranocchia sia del lungodegente Marco Andreolli – oltre a quello del giovane Eloge Yao – fa capire quanto sia corta e di pessima qualità la coperta difensiva della nuova Inter, che ha salutato forse frettolosamente – ma senza grossi rimpianti – Juan Jesus, ora alla Roma. Servirebbe almeno un altro innesto che possa garantire prestazioni di medio livello sia sulla fascia sia in mezzo, infatti il nome dello svincolato Martin Caceres (ancora tesserabile, nonostante la chiusura della finestra di mercato, ndr) sarebbe l’ideale in qualità di jolly difensivo – dove potrebbe essere annoverato anche il nome di Gary Medel sia in caso di linea a tre sia a quattro -, ma in assenza di quest’ulteriore novità, il voto del pacchetto arretrato non può essere superiore a una striminzita sufficienza: 6 di fiducia, giustificato dalla presenza del leader Joao Miranda e dalla permanenza di Jeison Murillo, mentre il trio di terzini formato da Danilo D’Ambrosio, Davide Santon e Yuto Nagatomo abbassa notevolmente la media qualitativa della rosa (e non a caso si parla della suggestione Maicon, propostosi per un clamoroso ritorno all’Inter anche a mercato chiuso, o dell’immediato lancio del classe ’97 Senna Miangue).

CENTROCAMPO TALENTUOSO – La grande rivelazione del mercato estivo dell’Inter non può che essere il centrocampo, punto debole della passata stagione sia per la scarsa qualità sia per l’inconcepibile scelta di affrontare un intero campionato con appena cinque elementi dopo la cessione di Fredy Guarin. L’Inter, infatti, ha confermato tutto il blocco 2015/16 senza cedere nemmeno un centrocampista, aggiungendo immediatamente il grande colpo Ever Banega, arrivato a parametro zero dal Siviglia, e successivamente la costosissima ciliegina sulla torta Joao Mario, primo acquisto faraonico dell’Era Suning. Oltre al già citato Medel, infatti, l’Inter ha trattenuto sia l’esperto Felipe Melo sia il giovane Assane Gnoukouri, ma soprattutto ha necessità di rilanciare quello che per molti addetti ai lavori è stato il “flop 2015/16″, ovvero Geoffrey Kondogbia. Inoltre, l’Inter ha fatto la voce grossa negando Marcelo Brozovic prima ai club italiani interessati e poi a quelli stranieri pronti a offrire cifre importanti, facendo capire che i migliori elementi della rosa non sono più merce da plusvalenza con la nuova proprietà. Insomma, l’Inter ha finalmente un centrocampo di qualità, che ritrova geometria e visione di gioco grazie ai due nuovi acquisti, che dovrebbero garantire anche qualche gol in più in una linea mediana in cui a segnare è solo il numero 77 croato. Il voto per il nuovo centrocampo dell’Inter è per forza di cose altissimo: 9 di incoraggiamento, visto che la perfezione non si raggiunge poiché manca sempre un centrocampista completo capace di sapere fare tutto e non soltanto il compitino difensivo (vedi Medel) o i gol senza garantire diligenza tattica (vedi Brozovic).

ATTACCO TUTTOFARE – Oltre che in mezzo al campo, la nuova Inter esce assolutamente rinforzata nel pacchetto offensivo, dove le novità arrivano sia sulla fascia sia in mezzo, considerando l’atipicità del colpo sudamericano. Il primo innesto è quello di Antonio Candreva, ala destra perfetta per qualsiasi utilizzo sia nel cuore della linea mediana sia sulla trequarti, ma la vera curiosità stagionale è rappresentata dall’acquisto di Gabriel “Gabigol” Barbosa, neo campione olimpico con il Brasile e tra i più interessanti talenti emergenti del calcio mondiale: si tratta di una punta che può essere utilizzato sia largo nel tridente sia in posizione centrale, quindi sarà senza dubbio una variante tattica di primo livello una volta ambientato nel calcio europeo e in particolare nell’esasperato tatticismo della Serie A. Il reparto offensivo dell’Inter esce notevolmente migliorato dal mercato estivo in quanto i due nuovi acquisti sostituiscono numericamente i partenti Adem Ljajic e Rey Manaj, dunque è automatico parlare nuovamente di conferma in blocco per le principali pedine offensive dell’ultima rosa nerazzurra: nonostante il pressing del Napoli, capitan Mauro Icardi è rimasto al suo posto e con lui anche l’ala sinistra Ivan Perisic – cercato a più riprese da club esteri –  e il talentuoso Stevan Jovetic, negato al Milan nell’ultimo giorno di mercato e pronto per una stagione di rivalsa. Sono rimasti, infine, anche l’ala destra Jonathan Biabiany – elemento tattico prezioso quando c’è da sfruttare la sua velocità -, l’esperto Rodrigo Palacio e il jolly offensivo Eder, che dovrà garantire gol e corsa quando chiamato in causa tra fascia e area di rigore. Insomma, l’Inter – dopo l’agosto nefasto – si presenta ai nastri di (ri)partenza con otto attaccanti che si completano a vicenda per caratteristiche, dunque il voto non può che essere estremamente positivo: 8 disilluso, considerando che la squadra deve ancora uscire dall’handicap che vede il solo Icardi andare in gol con facilità, e non a caso il reparto sarebbe stato più completo con un vice-Icardi avente caratteristiche diverse dal bomber argentino, ma adesso tutta la fiducia e i sogni nerazzurri sono riposti nel talento di Gabigol.

ALLENATORE NUOVO – In definitiva, l’Inter si è rinforzata abbastanza dal centrocampo in su, mentre in difesa la situazione è pericolosa: la batteria di terzini fa piuttosto (sor)ridere, mentre i centrali non hanno alternative credibili in caso di forfait. Scelta rischiosa, che Piero Ausilio e soci potrebbero dover spiegare a stagione in corso, così come la decisione di cambiare allenatore a meno di due settimane dal debutto stagionale e con una campagna acquisti già impostata. L’Inter che Roberto Mancini stava costruendo sulle sembianze di un moderno 4-2-3-1 rischia di essere stravolta dalla filosofia olandese di Frank de Boer, che si è già detto pronto a riproporre anche in Italia il suo storico 4-3-3, modulo che può significare tutto e niente. L’addio di Mancini è sicuramente positivo, perché il tecnico jesino ha fatto intendere a più riprese di non avere gli stimoli per portare avanti il progetto Inter, invece l’arrivo di de Boer può essere un’arma a doppio taglio: positivo per i giovani da lanciare, negativo per i giocatori già fatti e finiti, che potrebbero essere utilizzati fuori ruolo per adattarsi ai dettami tattici dell’olandese. Un esempio su tutti: Banega, arrivato pensando di fare il trequartista nel 4-2-3-1, è tornato a seguire lezioni da regista davanti alla difesa nel 4-3-3, in attesa di scoprire la collocazione di Joao Mario e Gabigol. Il cambio in panchina non fa guadagnare molti punti all’Inter di oggi, almeno non nell’immediato futuro, ma la rosa attuale è di livello piuttosto alto per ipotizzare un fallimento su tutta la linea: voto 7 di aspettativa, che potrebbe aumentare se de Boer si accorgesse di avere in mano una rosa perfetta per non lasciare in panchina pezzi pregiati (nel 4-3-3 rischiano di rimanere fuori sempre tre tra Kondogbia, Brozovic, Candreva, Perisic e Gabigol), reinventando l’Inter con la difesa a tre guidata da Murillo e con un assetto offensivo ancora mai visto.

GIUDIZIO COMPLESSIVO – Ci sarà tempo per gli esperimenti e per capire la vera natura di questa squadra, intanto una cosa certa: l’Inter esce rafforzata dal mercato, meritandosi un 7.5 pienissimo in pagella, che non vuole essere ancora un 8 sia a causa della gestione della situazione in panchina sia perché sono tante le cose in sospeso, altrettante quelle migliorabili e da migliorare a stagione in corso, mercato di gennaio compreso. Durante il mercato di riparazione, infatti, si può cedere meglio qualche elemento in esubero (Carrizo, Ranocchia, Santon, Melo ed Eder per nominarne uno per ruolo tra quelli che dovrebbero vedere più difficilmente il campo e che percepiscono un ingaggio importante), magari anche sfruttando il mercato cinese e il Jiangsu Suning, andando a completare la rosa con quei due-tre innesti fondamentali per arrivare con tranquillità a fine stagione, avendo degni ricambi in difesa e forze fresche sulle corsie laterali difensive. Il primo mercato dell’Inter che porta la firma della S di Suning è un mercato double face: la difesa non fa sognare, ma tra centrocampo e attacco il livello è sicuramente superiore, finalmente il talento c’è davvero. Quella di oggi è un’Inter che parte da un 7.5 pienissimo con vista sull’8, ma che per arrivare (sul campo) a 9 o addirittura a 10 dovrà impegnarsi duramente e sappiamo che non sarà facile né in Serie A né in Europa League, ma stavolta – forse – vale la pena avere fiducia…