Inter in Cina: tra bluff, mercato e sogni di mezza estate

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19 luglio 2015, 11:22
Mancini

Inizia ufficialmente oggi, con lo sbarco nel continente asiatico, l’avventura cinese dell’Inter. Una tournée che vedrà l’Inter confrontarsi con squadre del calibro di Bayern Monaco, Milan e Real Madrid, dopo le due amichevoli low profile di Riscone di Brunico. Il cantiere nerazzurro, però, è ancora aperto e lo fanno da padrone bluff, mercato e sogni di mezza estate

IL BLUFF – La prima parola chiave di questa tournée è senza alcun dubbio questa: bluff. Nulla di pokeristico, o meglio, forse il paragone con le carte si può anche utilizzare, ma l’Inter le sue se l’è giocate bene, questa volta. Dopo i tanti proclami e le “minacce” di non portare in Cina i vari esuberi, sull’aereo sono partiti tutti: ecco Nagatomo, ecco Santon, ecco anche Guarin. Ecco, soprattutto, Shaqiri. L’Inter non ha potuto lasciarli a casa, sarebbe stato un invito troppo grande per gli acquirenti: “Questi sono di troppo, prendeteli al prezzo che volete, l’importante è cederli”. I giocatori in questione, ovviamente, rimangono sul mercato, ma i prezzi li fa l’Inter: si può limare qualche dettaglio, scontare qualche milione o aggiungere dei bonus particolari, ma il prezzo da cui partire quello è e quello rimane. E’ possibile che lo svizzero abbia già in mano un biglietto di ritorno (in Germania), ma nonostante la fretta dell’Inter di chiudere la trattativa in uscita, al momento vige la calma e la pazienza. Giustificate, invece, le assenze di Vidic, Dodò, Medel e Taider: il serbo è contemporaneamente infortunato e sul mercato (trovata una nuova squadra, ci sarà la rescissione); il brasiliano anche, ma non può avere acquirenti, vista la lungodegenza; il cileno è ancora in vacanza e la sua posizione verrà valutata solo al suo ritorno, dopo aver parlato con Mancini; infine l’algerino rimane in attesa di nuova destinazione, ma non è volato per mancanza della documentazione necessaria.

IL MERCATO – Dal momento che il bluff cinese è legato soprattutto al mercato in uscita, non può mancare un discorso a parte su quello in entrata: Roberto Mancini aspetta ancora alcuni giocatori, di cui almeno un paio titolari e decisivi per il salto di qualità. Il primo acquisto, quello più impellente, è l’esterno offensivo che prenderà il posto di Shaqiri. Un solo nome: Perisic. Mancini aspetta lui nel più breve tempo possibile, visto che lo vorrebbe già in Cina, poi ci sarà modo di farsi regalare la seconda punta che dovrà panchinare Palacio. Viste le difficoltà per Salah, una volta abbandonata la pista egiziana dovrebbero aprirsi le porte nerazzurre per Jovetic, che nel frattempo fa da spettatore alla tournée del Manchester City. L’altro tassello mancante è in mezzo al campo, non tanto numericamente quanto a completamento di un reparto molto giovane e con spiccate doti offensive. Il tecnico jesino aspetta un mediano che faccia da “guida” al trio formato da Kovacic (’94), Kondogbia (’93) e Brozovic (’92) e ha individuato in Felipe Melo (’83) l’uomo ideale: conosce i dettami tattici di Mancini e il campionato italiano, dove cerca riscatto. L’alternativa resta un ex eroe del Triplete: Thiago Motta (’82). Infine, se sistemati tutti i terzini, il colpo finale dovrà essere fatto sulla fascia sinistra: Mancini vuole un mancino, curioso. Chiede un terzino sinistro che sia un mancino puro, però, e probabilmente con una stazza più importante di quella di Nagatomo. Tutti gli altri investimenti (Kehrer, Duda e il vice-Icardi) saranno solo chicche finali, che sposteranno poco gli equilibri nel presente e nell’immediato futuro, compresi gli equilibri economici.

I SOGNI – Infine, una parola che non manca mai sul vocabolario del tifoso, tantomeno su quello di un allenatore: i sogni, che in questa fase dell’anno diventano di mezza estate. Nel tifoso i sogni culminano spesso nell’illusione: battere le rivali storiche in Cina e contemporaneamente rinforzare la squadra con i migliori giocatori sulla piazza, senza necessariamente cedere alcune pedine pregiate (Santon, Kovacic e Shaqiri in particolare). Nell’allenatore, invece, i sogni si scontrano con la realtà: in Cina si va per far bella figura, senza preoccuparsi troppo del risultato finale, perché l’importante è continuare a lavorare bene per preparare al meglio la stagione che verrà. Nel frattempo, però, i sogni diventano speranza sul mercato: la squadra va completata in fretta e non è positivo continuare a lavorare in un cantiere talmente aperto che potrebbe essere smantellato da un giorno all’altro, senza avere la sicurezza che le fondamenta siano salde al loro posto. Mancini ci ha abituato a grandi performance in sede di mercato, sia con Moratti sia a gennaio con il primo Thohir, ma adesso le cose sono cambiate. La bocciatura del mercato invernale non è stata metabolizzata ai piani alti, pertanto adesso si acquisterà senza fare “follie”, ma soprattutto dopo aver ceduto bene gli elementi di troppo. Sarà un’estate caldissima quella nerazzurra, sia in Cina sia in Italia, una volta tornati (si spera vittoriosi). E sperando di non andare incontro a delusioni, vorrei invitare i tifosi dell’Inter a essere uniti per lo stesso obiettivo: il bene della maglia nerazzurra, a prescindere da chi la vestirà a partire dal 1° settembre 2015.