Inter, il mercato che deve essere, ma non è: colpa di Touré?

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28 maggio 2015, 09:02
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Ormai in casa Inter non si parla di altro: lo fanno i tifosi, lo fanno i giornalisti, ma il problema è che lo fanno anche i dirigenti, visto che il primo a parlarne è il tecnico, Roberto Mancini. Ma al mondo non esiste solo Yaya Touré, che rischia di diventare un’arma a doppio taglio per il futuro dell’Inter

OBIETTIVO: TORNARE AI VERTICI – L’Inter in estate avrà bisogno di fare un mercato all’altezza per tornare ai vertici. Con o senza Europa League, il prossimo anno l’obiettivo minimo si chiamerà terzo posto, che vale la qualificazione in Champions League, ma si potrebbe addirittura già puntare più in alto, allo Scudetto, visto quanto potrebbe succedere alle dirette avversarie: la Juventus potrebbe perdere pezzi importanti (Pogba e Tevez su tutti) e, avendo una squadra un po’ logora come l’Inter del post-Mourinho, in caso di gestione errata il crollo potrebbe essere nell’angolo; la Roma rischia di dover rinnovare oltre mezza rosa e sembra che il progetto Sabatini-Garcia sia giunto già alla fine; il Napoli, dopo l’addio di Benitez, diventerà un cantiere con stravolgimenti sicuramente importanti sia in entrata sia soprattutto in uscita; la Lazio si è giocata le sue carte quest’anno, crollando nel finale, e ripetersi sarà difficile; al Milan, per tornare ai vertici, servirebbe un miracolo che parta dalla presidenza e arrivi alla panchina, per poi trovare almeno quindici giocatori nuovi di livello assoluto. Insomma, ci sono tutte le carte in regola per pensare in grande: fare un mercato importante per un obiettivo altrettanto importante.

NON ESISTE SOLO TOURE’ – Purtroppo, però, il mercato dell’Inter sembra girare attorno a un unico nome: Yaya Touré. L’ivoriano del Manchester City è senza alcun dubbio il centrocampista totale che, in questo momento, più si avvicina alla perfezione: in pratica tutto ciò di cui avrebbe bisogno il centrocampo dell’Inter per fare il salto di qualità. Sono troppe, però, le parole spese sul suo conto: arriva o non arriva? Costa troppo o si libera con l’articolo 17? Si riduce l’ingaggio o chiederà più soldi? Tutta aria fritta, perché se arrivasse ci sarebbe solo da festeggiare, ma se dovesse rimanere in Premier League l’Inter se ne dovrebbe fare una ragione, senza alcun rancore. A partire da Roberto Mancini, primo fan del numero 42 dei Citizens. Il lavoro del Direttore Sportivo Piero Ausilio, quindi, non può ruotare attorno alla decisione di Touré, visto che nel frattempo gli altri club si rinforzano acquistando giocatori a prezzo di saldo o, meglio ancora (per loro), a parametro zero.

IL MERCATO INTELLIGENTE – La prima cosa da fare quando si vuole ricostruire una squadra per portarla ai vertici è quella di andare a cercare i migliori giocatori nello scaffale della convenienza. Niente “Operazione bis” o “3×2″, non siamo al supermercato: esistono i tesserati in scadenza di contratto o, come direbbe Adriano Galliani, i “parametri zero“. Il primo nome che balza all’occhio è quello di Sami Khedira, che tra un mese lascerà il Real Madrid per accasarsi, molto probabilmente, alla Juventus, visto che a breve dovrebbe svolgere le visite mediche per capire la sua situazione fisica. Giocatore spesso infortunato ultimamente, ma centrocampista che definire prezioso sarebbe riduttivo: operazione in perfetto stile Esteban Cambiasso, con una decina di anni di ritardo. Se i bianconeri dovessero portare a termine questa trattativa, ci sarebbe solo da mangiarsi le mani, visto che il tedesco avrebbe fatto comodissimo all’Inter a prescindere da Yaya Touré. Non per altro, un centrocampo formato da Touré, Khedira e Kovacic sarebbe non solo il più forte in Italia, ma avrebbe poco da invidiare ai club che faranno la prossima Champions.

DIFESA E ATTACCO DA RIFARE – I problemi dell’Inter non sono solo a centrocampo, visto che c’è da ricostruire anche in difesa e in attacco. Si parla dell’addio di Samir Handanovic, che andrebbe sostituito con un nome all’altezza: andrebbe bene Petr Cech se si liberasse dal Chelsea, ma senza svenarsi. Per il resto il mercato dei parametri zero in Italia porterebbe a Neto della Fiorentina (su cui si è mossa in anticipo, guarda caso, la Juventus), a Sergio Romero della Sampdoria (cercato dall’Inter) e ad Antonio Mirante del Parma, quest’ultimo già contattato per il ruolo da dodicesimo, che Juan Pablo Carrizo dovrebbe lasciare. Poi ci sarebbero altri nomi a sorpresa dall’estero. Viste le partenze al centro della difesa (Nemanja Vidic e Felipe in prima fila, ma attenzione a Juan Jesus), dopo l’acquisto di Jeison Murillo dal Granada, potrebbe far comodo Fabian Schar del Basilea, che dovrebbe essere in scadenza di contratto (anche se alcuni riportano la scadenza tra dodici mesi) e il solito Marotta lo ha puntato da tempo. In avanti, invece, il nome più interessante è quello di Evgen Konoplyanka del Dinpro, che ieri sera ha ben impressionato nella finale di Europa League persa contro il Siviglia. L’ucraino sarebbe perfetto per sostituire il partente Lukas Podolski e, sebbene chieda un ingaggio probabilmente superiore al tetto prefissato, il fatto che arriverebbe a costo zero non dovrebbe far pensare più di tanto i dirigenti nerazzurri. E questa sarebbe solo la base da cui ripartire già a fine giugno, poi il resto andrebbe fatto nel mese di luglio.

GLI ESUBERI ALTRUI – Oltre al mercato dei parametri zero, sarebbe intelligente andare a cercare i giocatori in esubero nelle altre squadre, soprattutto in quelle di vertice, che ogni estate lasciano andare qualche talento per fare spazio a nuovi acquisti per accontentare gli allenatori, specie se nuovi. In perfetto stile Xhedan Shaqiri, dunque, che nella prossima stagione dimostrerà di aver meritato prima la maglia del Bayern Monaco, poi quella altrettanto gloriosa dell’Inter. Quest’anno è arrivato il momento di cercare in casa Real Madrid (Asier Illaramendi in mezzo al campo e Jesé in avanti i primi nomi), in casa Manchester City (Stevan Jovetic su tutti, vera scommessa dell’anno da non perdere) e in casa Borussia Dortmund (interessante il profilo di Marcel Schmelzer, se c’è da sostituire la coppia formata da Yuto Nagatomo e Dodò sulla fascia sinistra), tanto per fare qualche esempio. E ce ne sono ancora tanti altri che non sto qui a citare, giusto per far capire che non è il caso di offrire 34 milioni al Palermo di turno per portarsi a casa Paulo Dybala, giovane del sicuro avvenire, ma a un prezzo che non è proprio accettabile per le casse nerazzurre di oggi. Acquistare i giovani ci sta, ma a determinate condizioni. La Juventus si è portata a casa l’attaccante argentino, ma rischia di fare lo stesso con Khedira e soci: è arrivato il momento di intervenire, Inter. Stare a guardare gli affari altrui per poi trovarsi con un pugno di mosche in mano è il metodo migliore per continuare a sprofondare: i tifosi dell’Inter tra qualche mese non accetteranno le favole che vedrebbero Zdravko Kuzmanovic come nuovo acquisto in mezzo al campo “meglio di Yaya Touré” e Rodrigo Palacio tornato giovane e forte come prima “meglio di Stevan Jovetic”.