Inter, ennesimo 1-0! Ma questa volta esce il SOL(one)

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9 dicembre 2015, 00:00
Esultanza Inter

Anche questa giornata di campionato (la quindicesima) è volata via, con qualche sorpresa inaspettata. Il Napoli di Sarri, primo in classifica dopo aver battuto l’Inter al ′San Paolo′, perde il primato dopo appena sei giorni cadendo a Bologna e viene scavalcato in classifica anche dalla Fiorentina, vittoriosa contro l’Udinese. I nerazzurri – che hanno battuto il Genoa di Gasperini – tornano così solitari in vetta, grazie all’ottavo 1-0 stagionale. Un risultato che non dice nulla di nuovo, se non fosse che questa volta si intravede il sole!

DOMINIO NERAZZURRO – La sfida tra Inter e Genoa ha sostanzialmente parlato una sola lingua, quella nerazzurra. Le statistiche hanno chiaramente evidenziato il dominio dell’Inter sia per quanto riguarda il possesso palla, sia per quanto riguarda le occasioni create. Eppure Gasperini, a fine partita, la pensava diversamente. Forse avrà assistito a un’altra partita, o magari ha solo bisogno di una buona visita oculistica. Riconoscere il giusto merito agli avversari è un concetto troppo difficile da comprendere, soprattutto per chi ha il dente avvelenato da anni e non riesce a farsela passare.

CONFERME – La gara contro i genoani non era un banco di prova insuperabile per l’Inter, ma era importante sul piano delle conferme. Nell’ultima mezz’ora di Napoli si era vista una squadra diversa, con una manovra più fluida e lampi di classe non indifferenti. E quindi era fondamentale dare continuità a quel tipo di prestazione, aspettativa che l’Inter non ha assolutamente tradito. Mancini ha ancora una volta mischiato le carte, riconfermando però Ljajic, l’uomo più in forma del momento. Insieme al serbo hanno giocato Palacio (a sorpresa), Biabiany e Jovetic. I quattro nerazzurri hanno creato molto e si sono anche sacrificati, dimostrando di avere quel feeling che ancora Icardi non è riuscito a stabilire con i suoi nuovi compagni di reparto e che gli sta costando qualche panchina in più. Non è un dramma, sia chiaro, solo che i suoi gol mancano davvero tanto. Se il capitano nerazzurro iniziasse a buttarla dentro più spesso l’Inter potrebbe fare davvero paura. Se parliamo di conferme non possiamo che citare altre due costanti del campionato dell’Inter: il famoso 1-0, risultato prediletto dai nerazzurri, che senza trattino in mezzo si trasforma in un 10. No, non è il numero di Jovetic. Piuttosto è il numero dei giocatori con i quali l’Inter termina le partite. Non una, non due ma ben CINQUE volte in stagione. Su 15 partite. Se non è una conferma questa…!

VITTORIA E TESTA – La vittoria contro il Genoa – la decima stagionale per l’Inter di Mancini – non regala solo la testa della classifica ai nerazzurri, ma anche punti preziosi che vanno gestiti al meglio. Perché il Napoli ha perso a Bologna, la Roma ha pareggiato a Torino ma Fiorentina e Juventus hanno vinto, quindi i tre punti assumono davvero un significato importante, soprattutto in vista del prossimo turno di campionato in cui le quattro squadre sopra citate si scontreranno tra di loro mentre l’Inter sarà impegnata a Udine. E’ proprio in questi momenti che serve essere forti mentalmente, come lo è Miranda, colui che dirige la fortissima difesa nerazzurra. Non è di certo una scoperta il difensore brasiliano, che già all’Atletico Madrid di Simeone si era messo in evidenza per prestazioni sopra la media insieme al suo compagno di reparto Godin. Quello che colpisce maggiormente di Miranda è la calma olimpica con cui gestisce ogni situazione, riflessivo intelligente ed elegante. Un giocatore di testa appunto, con la quale tra l’altro è anche bravo a colpire (chiedere a Reina per conferma). I tifosi nerazzurri aspettavano un difensore di questo livello dai tempi in cui andò via Samuel, finalmente adesso possono ammirarlo.

FINALMENTE IL SOLE – Dunque l’ennesimo 1-0 di questa Inter cinica e concreta non è il solito, ha qualcosa di diverso, qualcosa di speciale. I colpi di classe di Ljajic, per esempio, che stanno illuminando la manovra nerazzurra, la stessa che fino a qualche settimana fa era oggetto di pesanti critiche. Adesso invece si parla di squadra che sta sbocciando e decollando, come se fosse una cosa anomala. Non è altro che la normalità, perché un gruppo quasi del tutto nuovo ha necessariamente bisogno di tempo per amalgamarsi, conoscersi e assimilare i dettami tattici dell’allenatore, che ha sperimentato anche più del dovuto e adesso sembra aver trovato la quadratura del cerchio. E pazienza se qualche ″solone″ di professione non vuole e non vorrà mai ammetterlo, questa Inter è sempre di più una creatura ″manciniana″. Con poche ombre che piano piano lasciano spazio al sole.