Inter, è il giorno del de Boe(r)tto: occhi puntati sull’Olanda del 3

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21 agosto 2016, 00:00
de Boer

Quella odierna potrebbe essere una data importante per la storia dell’Inter, ma meglio non viaggiare troppo mentalmente: Chievo-Inter segnerà il debutto di de Boer sulla panchina nerazzurra in una competizione ufficiale. L’Italia scoprirà finalmente la filosofia olandese del tecnico scuola Ajax, seppur ancora in fase embrionale: è tutto pronto per il debutto di de Boer

LA SVOLTA – Ci siamo, finalmente. Chievo-Inter è l’appuntamento più atteso della recente storia nerazzurra: esagerato? No, perché rappresenta la svolta. Una svolta attesa fin dal momento in cui si è realizzato che Roberto Mancini aveva deposto le armi, probabilmente durante quel famoso Inter-Lazio datato 22 dicembre 2015, anche se è servito un po’ di tempo per rendersene conto completamente: oggi è il 21 agosto 2016, in otto mesi è cambiato tutto. E’ cambiata la proprietà, passata in mano ai cinesi del gruppo Suning. E’ cambiata la panchina, passata alla guida dell’olandese Frank de Boer. Ecco, appunto: Suning e de Boer, la svolta della storia recente dell’Inter. I cinesi investono i propri soldi, l’olandese applica le proprie conoscenze in ambito tecnico-tattico: una mini-rivoluzione nel mondo nerazzurro, che rimanda direttamente al binomio formato da Massimo Moratti e José Mourinho. Esagerato? Sì, in questo caso sì. L’entusiasmo, però – dopo sei anni di solo nero e niente azzurro -, è evidente. Com’è evidente un altro concetto: Mancini doveva andare via. Per il bene dell’Inter. Per il suo bene. Tra qualche anno potremo giudicare Zhang Jindong in qualità di patron e de Boer come allenatore, ma su Mancini i dubbi sono pochi: grazie di tutto per quanto fatto in passato, buona fortuna per il futuro. Ed è positivo che non si parli più di presente, perché non c’erano i presupposti per andare avanti insieme: tutto questo gioca a favore di de Boer, che avrebbe solo da perdere dopo essere stato catapultato nell’avventura nerazzurra dalla porta di servizio e con eccessive pressioni addosso. Invece bisogna guardare avanti, avendo fiducia in de Boer. E in Suning, ovviamente. Perché de Boer sarà anche stato scelto e/o consigliato da Erick Thohir, ma si tratta pur sempre del primo allenatore dell’Era Suning. Di nuovo un tecnico internazionale per l’Internazionale di Milano, chissà…

DE BOE(R)TTO – Ma torniamo al 22 agosto 2016, oggi. Riparte il Campionato Italiano di Serie A. Inizia la stagione 2016/17 dell’Inter, che affronterà come primo avversario il sempre temibile ChievoVerona. In trasferta. Insomma, poteva andare meglio. Sarà la prima partita ufficiale in Italia per de Boer, che sulla panchina dell’Inter vuole mettere le proprie radici. Tutti i riflettori sono per lui, che in neanche dieci giorni di lavoro avrebbe dovuto trasformare la depressa Inter di Mancini in una squadra nuovamente viva, introducendo la sua “filosofia olandese” direttamente nella testa di tutti i calciatori a disposizione: ci sarà riuscito? Lo scopriremo stasera, ma per fortuna le richieste fatte a de Boer per Chievo-Inter non sono legate né alla filosofia né al calcio in sé: all’Inter e soprattutto ai tifosi dell’Inter oggi interessano solo i tre punti, per iniziare al meglio – e in testa – questa nuova stagione. Ci saranno tempi e modi per vedere un’Inter bella, compatta, aggressiva e votata al gioco offensivo per 90′ e oltre. Contro il Chievo, invece, basta anche uno 0-1 segnato in contropiede. L’Inter made in Netherlands di de Boer si baserà sulla regola del tre, come i tre centrocampisti e i tre attaccanti che scenderanno in campo (sia in caso di 4-3-3 sia nel 4-2-3-1), una rarità dopo aver visto partite anche con cinque terzini o sei difensori contemporaneamente in campo. C’è curiosità attorno all’Inter di FdB, a cui al momento non è richiesto nessun Triplete (anche se, con campionato, Europa League e Tim Cup da giocare…). L’unica regola del tre richiesta contro il Chievo è esclusivamente quella dei tre punti: de Boer è pronto per il suo debutto ufficiale sulla panchina dell’Inter, i tifosi non aspettano altro. Che sia un buon de Boe(r)tto. Possibilmente più bello di questo squallido gioco di parole.

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