Inter, cos’altro devi fare per convincere?

Articolo di
18 dicembre 2015, 00:00
inter

Nonostante l’Inter sia in crescita, abbia la migliore difesa e stia trovando una grande continuità di risultati, le critiche continuano a fioccare da tutte le parti. Ma cosa deve fare quindi la squadra di Mancini per convincere di essere tornata grande?

SEGNALI AL CAMPIONATO – Gli ottavi di finale di Coppa Italia sembrano aver fornito ulteriori segnali sul possibile andamento di questo campionato: l’Inter sta migliorando sempre più il proprio gioco e le ultime uscite sembrano confermare tale crescita, a partire già dalla partita contro il Frosinone e passando poi per la trasferta di Napoli – forse decisiva, nonostante la sconfitta, per dare la spinta e la convinzione necessaria alla squadra di potersela giocare fino alla fine con chiunque – fino ad arrivare alle sfide contro Genoa, Udinese e Cagliari; la Roma, al contrario, è in una crisi profonda che sembra ben lontana dalla fine: dopo essere stata pronosticata come la più probabile vincitrice del campionato, la squadra di capitolina è piena di difficoltà, a partire dall’allenatore in bilico fino ad arrivare a un reparto offensivo davvero poco prolifico – l’ultimo gol su azione è stato firmato da Gervinho l’8 novembre nel derby di Roma – e il punto più basso della stagione giallorossa fino ad oggi è stata l’eliminazione dalla Coppa Italia a causa dello Spezia; anche la Fiorentina sembra essere in calo, dopo la sconfitta contro la Juventus è arrivata anche l’eliminazione per mano del Carpi, con un Paulo Sousa furioso nel postpartita riguardo all’atteggiamento della propria squadra. Ma se due delle cinque squadre in corsa per lo scudetto sembrano in calo, un segnale forte arriva dalle vittorie di Napoli e Juventus – rispettivamente su Verona e Torino – che sembrano dimostrare come le gerarchie nel campionato siano ormai scritte: sicuramente è sbagliato sottovalutare Roma e Fiorentina, ma quello che sembra emergere dalle ultime partite è che il campionato sia una corsa a tre. Sicuramente sarà molto importante la primavera, quando le coppe europee potrebbero fare la differenza.

TROPPE CRITICHE – Eppure non tutti sembrano ancora essere convinti di questa lettura, né dell’Inter capolista. Nonostante ci troviamo a sole 3 giornate dal termine del girone di andata – e quindi qualche giudizio già semi-definitivo può essere dato – con un’Inter in netto miglioramento e con un vantaggio di quattro punti sulla seconda in classifica, i detrattori dei nerazzurri non mancano, anzi, forse sono anche in aumento. Le critiche spaziano dai classici “troppi 1-0″ e “Inter fortunata” a nuove trovate a metà tra il ridicolo e il paradossale: i nerazzurri sarebbero infatti una squadra senza gioco né idee aiutata dagli assist degli avversari (anche se, analizzando la partita di Udine, si può notare come gli errori siano indotti proprio da un’idea di aggressività e pressing alto), oltre ad essere una squadra di “picchiatori slavi” (nonostante l’Inter, statistiche alla mano, sia tra le squadre con meno falli commessi nel campionato). Insomma, il gioco antico di Mancini proprio non piace e in effetti dobbiamo rassegnarci al fatto che è molto meglio il gioco delle altre, basti vedere ad esempio lo spumeggiante 0-0 fra le stellari Napoli e Roma, o magari il modo di giocare della Juventus che sta lentamente rientrando. Una Juventus che però sta attuando le stesse idee dei nerazzurri: solidità fisica e difensiva accompagnate dalla capacità di sfruttare le occasioni lasciate dagli avversari – come ad esempio l’errore in uscita di Tatarusanu che ha spianato la strada alla vittoria dei bianconeri contro la Fiorentina. Però se da una parte si elogia la capacità di rientrare in corsa della Juventus, dall’altra si critica il primato dell’Inter rea di essere troppo brutta da vedere e fortunata, aiutata anche da alcuni “strani assist”. E se Allegri va elogiato per le sue capacità di riportare la Juventus in corsa per lo scudetto, Mancini va criticato per l’incapacità di dare un gioco convincente alla sua squadra. Insomma, la morale è sempre quella: comunque vada l’importante è denigrare i nerazzurri, a costo di sembrare ridicoli e faziosi.

IL RITORNO DELL’INTER – La questione che mi pongo è quindi la seguente: cosa dobbiamo fare per convincervi? L’Inter è tornata, ma molti non sembrano averlo capito. O forse non vogliono semplicemente accettarlo. Le critiche sembrano essere spesso il frutto del fastidio (o della paura?) proprio di questo inaspettato ritorno, della capacità di una squadra e di una società intera di cambiare e di rifondarsi nonostante le difficoltà economiche e una serie di brutte stagioni alle spalle. Una cosa che, prendendo in esame per esempio l’altra squadra di Milano, non tutti riescono a fare. E allora gli elogi e i favori del pronostico lasciamoli agli altri, a quelli che giocano bene anche se non segnano su azione da più di un mese, a quelli che pareggiano contro le ultime due in classifica, a chi passa dal primo al terzo posto dopo aver festeggiato uno scudetto a dicembre al termine di una partita sofferta in 10 contro 11. Noi, che sappiamo accontentarci, ci teniamo questa Inter che sta sempre più crescendo e che con lavoro e umiltà sta tornando sempre più grande ogni giorno che passa. E non ci interessa che convinca opinionisti, giornalisti o sostenitori avversari, perché l’importante è che convinca noi, la tifoseria nerazzurra. E possiamo assicurarvi che, fino ad ora, ci sta riuscendo alla grande.