Inter-Bayern: com’è cambiata la musica in 5 anni!

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21 luglio 2015, 08:59
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Cinque anni rappresentano un lasso di tempo sufficientemente lungo per fare un bilancio corretto. Succede nella vita in generale ed è possibile farlo anche nello sport e, in particolare, nel mondo del calcio. Inter e Bayern Monaco si sono affrontate 5 anni fa nella notte di Madrid che ha visto la squadra interista riportare in Italia la Champions League. Una partita memorabile per i colori nerazzurri, una serata indimenticabile. Da allora, però, il giocattolo nerazzurro si è rotto mentre il club tedesco ha proseguito nella sua corsa di successi e profitti. Come mai questa differenza?

MODELLO SOCIETARIO – Grande diversità nella conduzione della società anche grazie all’intervento di ingenti somme di capitali da parte di sponsor esterni. La questione dello stadio risolta in breve tempo è uno degli elementi che fanno la differenza tra un club di livello come il Bayern ed uno che cerca di scalare posizioni come l’Inter attuale. Il termine “naming rights” si riferisce al diritto di denominazione di uno stadio e paga tantissimo. Allianz, nel caso del Bayern, contribuisce non poco alle casse sociali bavaresi dando il nome all’impianto di gioco. Il campionato tedesco poi riscuote un grande “appeal” nel pubblico presente alle partite. Rispetto all’Italia ci sono molte più persone che vanno a vedere gli incontri di quanto non si faccia a casa nostra. Impianti nuovi (grazie al Mondiale del 2006), attrezzature moderne, campi perfetti…tutto ciò invoglia il pubblico a seguire dal vivo la propria squadra.

INTERL’Inter ha subito un tracollo finanziario prima che sportivo. La famiglia Moratti ha deciso che non fosse più il momento di investire nel calcio una volta raggiunti i trofei più ambiti. L’opera di dismissione dei giocatori più talentuosi ha preso avvio come un’emorragia inarrestabile, causando un danno irreversibile. Il cambio di proprietà nel 2013 non ha solamente rappresentato un passaggio di consegne tra Moratti e Thohir ma anche una svolta epocale per quanto riguarda il management e la conduzione della società. Un’Inter più globalizzata, un’Inter pronta a sbarcare nei mercati emergenti, un’Inter che deve incrementare il proprio fatturato in maniera importante. Lo stadio di Milano, poi, è ormai inadatto al calcio moderno e l’impianto risente pesantemente dell’età e della distanza dall’ultimo restyling avvenuto in occasione del Mondiale…del 1990! Di conseguenza calano gli spettatori ormai sempre più abituati alle comodità del divano rispetto alla partita dal vivo allo stadio.

DIFFERENZA – Il Bayern non si è fermato alla sconfitta di Madrid ed è ripartito alla grande. L’Inter è rimasta per troppo tempo nella capitale spagnola a cullarsi con la sua straordinaria coppa. Ora è tempo di ingranare la quarta e raccogliere le sfide del calcio moderno. Non manca molto, in verità, per vedere la società nerazzurra protagonista a livello europeo. Servono i giocatori giusti, serve il coraggio di osare e quello di fare scelte importanti. Thohir sta lavorando in questo senso, nella direzione giusta per fare in modo che tra cinque anni si parli ancora di Inter ma con una storia diversa rispetto a quella di oggi. Le basi ci sono…bisogna crederci e andare fino in fondo!