Inter, 7 acquisti in 20 giorni. Ma anche 7 cessioni per rinascere

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11 agosto 2017, 18:56
Spalletti Zhang

L’Inter lavora alla rinascita: Spalletti chiede, Ausilio propone, Sabatini decide e Suning esegue. O almeno così dovrebbe essere, solo che al momento tutto va a rilento. Negli ultimi venti giorni di agosto l’Inter è chiamata agli straordinari sul mercato e, nonostante un pessimismo dilagante, le basi per sperare che tutto vada per il meglio ci sono

LA POTENZA DI SUNING – Il mercato estivo dell’Inter è stato preannunciato dagli “esperti”, mesi fa, come il più spumeggiante di sempre. Si parlava di fuochi di artificio. Si parlava della potenza economica del Suning Group, capace di spendere cifre clamorose senza preoccuparsi minimamente di eventuali paletti fissati dalla UEFA. Si parlava di un budget superiore ai 200 milioni di euro a prescindere dalle cessioni, quindi idealmente anche pari a 250-300 milioni. Si parlava, ecco. La realtà, invece, è un’altra. Quel “la potenza di Suning” è diventato un motivetto ricorrente per fare ironia sul non-mercato dell’Inter, perché di questo si tratta. Fino a oggi. Eppure non è tutto così drammatico come si crede, perché dopotutto è sacrosanto rispettare gli accordi presi, le regole e – soprattutto – il progetto tecnico sposato mesi fa. Quindi vada per un altro anno all’insegna del Fair Play Finanziario, ennesimo boccone amaro da inghiottire in silenzio. Eppure, ripeto, il non-mercato dell’Inter non va sottovalutato o – peggio ancora – deriso.

IL NON-MERCATO DELL’INTER – Fino a questo preciso momento, a venti giorni dalla chiusura della finestra estiva del mercato, Luciano Spalletti può godere di cinque innesti, uno per ruolo. In porta è arrivato Daniele Padelli per il ruolo di dodicesimo, al centro della difesa Milan Skriniar, sulla fascia (sinistra) Dalbert e davanti alla difesa Matias Vecino, coadiuvato in mezzo al campo dal tuttofare Borja Valero. Poco? Vero, verissimo. Solo cinque acquisti, un mix tra giovani ed esperti senza nomi buoni per vendere maglie. In realtà le novità sarebbero addirittura sette, se alla lista dei nuovi acquisti venissero aggiunti i due “big” tornati a Milano per fine prestito: Andrea Ranocchia, che oggi fa solo numero come difensore centrale, e Stevan Jovetic, che dà un’opzione in più tra gli attaccanti. In attesa del mercato in uscita, che per ora ha visto partire Juan Carrizo, Marco Andreolli, Gary Medel, Ever Banega, Jonathan Biabiany e Rodrigo Palacio, oltre all’oggetto misterioso Trent Sainsbury, tornato in Cina per fine prestito.

VENTI GIORNI DI FUOCO – Nonostante si tratti di un mercato low profile e per certi versi low cost rispetto alle attese, l’upgrade della rosa nerazzurra è già netto, a partire dall’allenatore: nel suo 4-2-3-1, Spalletti ha migliorato e visto migliorare – e di tanto – la qualità nel cuore della difesa, sulla corsia mancina (in attesa del debutto di Dalbert) e soprattutto in mezzo al campo, mentre nelle prossime ore si aspettano anche le prime mosse ufficiali dalla trequarti in su, sia sulle corsie laterali sia nella zona centrale del campo. L’attuale rosa a disposizione di Spalletti è evidentemente corta, non all’altezza, incompleta per lottare per i primi posti, ma è soprattutto inadeguata in alcuni ruoli fin dall’undici titolare. Ciò non deve preoccupare, oggi. Nei venti giorni che restano l’Inter dovrà completare la rosa con un paio di centrali difensivi, un terzino destro, almeno un centrocampista, sicuramente un paio di ali e anche una punta, tutti profili di un certo spessore, che va da Serge Aurier (Paris Saint-Germain) a Patrik Schick (Sampdoria).

LA ROSA FINALE – Un’enormità di acquisti da fare in meno di tre settimane sembra assurdo, ma l’aspetto positivo è che l’Inter – grazie al lavoro sotto traccia di Walter Sabatini e Piero Ausilio – da settimane sta imbastendo trattative, che potranno chiudersi appena saranno soddisfatte tutte le condizioni, in primis quelle numeriche. Sì, perché prima di inserire nuovi innesti in rosa, l’Inter dovrà anche cedere, e gli esuberi in partenza sono tanti: Jeison Murillo (già del Valencia), Davide Santon, Geoffrey Kondogbia (seguito anch’esso dagli spagnoli), Gabriel “Gabigol” Barbosa (in prestito), forse Yuto Nagatomo (e Marcelo Brozovic?), senza dimenticare i già citati Ranocchia e Jovetic, che al momento fanno comodo per tappare buchi. E poi potrebbe esserci un’uscita importante davanti, magari Antonio Candreva anziché Ivan Perisic, così da abbracciare un esterno offensivo titolare di maggior spessore. Insomma, via praticamente tutte le “mele marce” individuate da tempo. Quello nerazzurro sarà un agosto caldissimo, dal debutto in campionato alla chiusura del mercato: Spalletti aspetta i suoi rinforzi, adesso i tifosi credono finalmente nella rinascita nerazzurra.