Inter, 2016 di confusione e sliding doors: 2017 anno di Suning

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1 gennaio 2017, 00:00
Zhang Inter Suning

È trascorso un altro anno nerazzurro, certamente un anno non semplice e nemmeno soddisfacente dal punto di vista dei risultati. Un anno in cui a regnare è stata la confusione: da Roberto Mancini indeciso sul da farsi fino all’ultimo minuto alla scelta di ingaggiare, a due settimane dall’inizio della nuova stagione, un allenatore di non semplici idee come Frank de Boer. Ma adesso c’è qualcosa che fa ben sperare: Suning sembra aver preso il controllo della situazione, con tutto ciò che ne consegue. In attesa del 2017, proviamo dunque a riassumere gli ultimi 366 giorni di Inter

DA LAZIO A LAZIO – Il passaggio dell’Inter dal vecchio al nuovo anno presenta una curiosità, nonché uno spartiacque decisamente indicativo: la partita con la Lazio a San Siro. Il 2015 nerazzurro si era chiuso infatti nel peggiore dei modi e sfido chiunque a dimenticarsene: la squadra allora allenata da Roberto Mancini, prima in classifica, cade sotto i colpi dei biancocelesti allora allenati da Stefano Pioli. Sì, proprio colui che adesso siede sulla panchina dell’Inter e che ha chiuso il 2016 calcistico nerazzurro con una netta vittoria sulla sua ex squadra. Insomma, da carnefice a giustiziere. Così come Antonio Candreva, che quella fatidica sera demolì l’Inter con una doppietta. Candreva sì, lo stesso che Mancio chiedeva a gran voce e che alla fine in nerazzurro ci è arrivato… Ma senza Mancini in panchina! Una delle tante, troppe stranezze che hanno caratterizzato il 2016 dell’Inter. Da Lazio a Lazio dunque, da Pioli a Pioli, da Candreva a Candreva. Due uomini che adesso sono tra i protagonisti assoluti di un’Inter che sembra in ripresa dopo il disastroso inizio di stagione.

CAMBIO DELLA GUARDIA E SCELTE AFFRETTATE – Il 2016 dell’Inter non è stato certamente esaltante, ma nemmeno del tutto anonimo. A giugno infatti è andato in scena l’ennesimo cambio della guardia: arriva Suning Commerce Group, potente gruppo cinese che diventa azionista di maggioranza. Che fine ha fatto Erick Thohir? Simbolicamente è ancora il Presidente, anche se non si sa ancora per quanto tempo. Un cambiamento così grande ha comportato ovviamente delle conseguenze altrettanto importanti: Mancini non sembra convinto delle strategie della nuova Inter targata Suning e decide – tardivamente – di abbandonare la nave a sole due settimane dall’inizio del campionato. A questo punto interviene Thohir che, con il benestare dei nuovi azionisti di maggioranza, decide di chiamare Frank de Boer. Una decisione certamente forte che desta non pochi dubbi, poi ampiamente confermati dai risultati in campo. L’Inter inizia la nuova stagione nel peggior modo possibile, con pochissimi lampi di orgoglio (la vittoria sulla Juventus, per esempio) e tantissime cadute. Il cammino in Europa League termina ancor prima di iniziare e in campionato non va certamente meglio. Chiaramente non può che andare a finire con l’esonero del tecnico olandese, che grosse responsabilità non ne ha avute se non quelle di voler applicare idee elaborate in troppo poco tempo. Scenario che la società avrebbe potuto (e dovuto) prevedere, se solo non avesse agito senza logica e frettolosamente.

CASTING ED ENNESIMA RIVOLUZIONE – Si giunge così all’ennesima rivoluzione sportiva e in parte anche societaria: iniziano i casting per la scelta del nuovo allenatore e Michael Bolingbroke si dimette. A questo punto è chiaro che Suning inizia a prendere in mano la situazione, ristabilendo ruoli e cariche. La scelta di effettuare dei colloqui per la scelta della nuova guida nerazzurra desta stupore e qualche ilarità di troppo, in realtà è una modalità del tutto normale e lecita per una società sportiva. Ma tant’è, in Italia le “novità” non vengono mai accolte con rispetto. Marcelino, Zola, Pioli: ce n’è per tutti i gusti. Alla fine arriva Pioli, appoggiato da Piero Ausilio e Javier Zanetti su tutti e ben accolto dal resto della società. Anche la squadra sembra rispondere bene agli input del nuovo tecnico, che con calma e professionalità sembra aver ridato credibilità alle prestazioni di una squadra che dava l’impressione di brancolare nel buio. Non sono ovviamente mancate le grane interne allo spogliatoio, con giocatori insoddisfatti (Stevan Jovetic), indisciplinati (Marcelo Brozovic) e un tantino ingenui (Mauro Icardi). Sulla biografia del capitano nerazzurro andrebbe aperto un capitolo a parte, ma siccome se n’è già parlato abbastanza è preferibile andar oltre. Oltre appunto, nel 2017. Un anno dal quale tutti noi tifosi nerazzurri ci aspettiamo molto di più: dalla squadra, dalla società e soprattutto dai risultati. Senza troppi giri di parole, che il nuovo anno dell’Inter sia semplicemente tutto ciò che il 2016 non è stato.

Un augurio speciale di Buon Anno ai nostri lettori da tutta la Redazione di Inter-News.it.