Inter, 109 anni così riassunti: obiettivi, errori e futuro. Auguri!

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9 marzo 2017, 00:00
Thohir Zhang Zanetti

L’Inter compie 109 anni, ma non è (ancora) tempo di festeggiare: bisogna riportare i colori nerazzurri dove meritano sia a livello di competizioni sia di trofei. La storia non si cambia: si emula. E la storia dell’Inter parla di vittorie, con grandi giocatori e allenatori

109 – Era il 9 marzo 1908: «Nascerà qui, al ristorante “L’Orologio”, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo». Oggi è il 9 marzo 2017: sono trascorsi ben 109 anni da questa celebre citazione. Centonove anni di Inter, di successi, di emozioni, che negli ultimi tempi si sono un po’ affievoliti. Adesso è tempo di riprenderci la storia che ci appartiene, perché non si può continuare a vivere di ricordi. L’Inter deve tornare Inter a tutti gli effetti, non soltanto a parole o sugli spalti, ma sul campo.

UNO – Andando a destrutturare la cifra 109, il primo numero da analizzare è l’1. Uno, come l’obiettivo prefissato dell’Inter da ormai troppo tempo: il ritorno in Champions League, competizione abbandonata malamente nel 2012 a nemmeno due anni dalla spettacolare vittoria di Madrid sul Bayern Monaco. Sono cinque anni che l’Inter è assente ingiustificata nell’Europa che conta e un’altra stagione in Europa League – o peggio ancora solo nei confini nazionali – sarebbe inaccettabile. Pur considerando le note difficoltà dettate dalla classifica sfavorevole e da un Napoli ampiamente favorito, bisogna raggiungere il terzo posto, senza se e senza ma: è questo l’obiettivo da perseguire.

ZERO – Il secondo numero è sicuramente quello che fa più male, lo 0. Zero, come l’anno che l’Inter dice di ripercorre a inizio stagione dal 2010 a questa parte. Un anno zero perenne iniziato con l’addio di José Mourinho e proseguito fino a quello di Roberto Mancini, per non citare tutti gli allenatori presi in giro tra i due “cicli” principali. In questa stagione si è addirittura esagerato: salta Frank de Boer, traghetta Stefano Vecchi e lo stesso Stefano Pioli non sa ancora se tra qualche mese sarà sulla panchina nerazzurra o se al suo posto ci sarà un nome d’impatto internazionale. La moda dell’anno zero ora deve finire, il 2018 ha l’obbligo di essere il primo anno uno del post-Triplete. Anni passati a fare e disfare, senza costruire veramente nulla di concreto: è questo l’errore da evitare.

NOVE – Infine, il terzo e ultimo numero, quello più tondo e corposo, il 9. Nove, come la maglia indossata da Mauro Icardi, sempre più simbolo e leader di questa Inter anche perché ne è capitano. L’Inter del futuro riparte da Icardi e dai suoi gol, ma per costruire qualcosa di importante non può bastare. Facendo un calcolo superficiale, in estate serviranno almeno nove acquisti di un certo livello per riportare l’Inter a competere per gli obiettivi che merita, ovvero lo Scudetto e la già citata Champions. Due terzini titolari, un centrale difensivo all’altezza e un’alternativa valida, un mediano completo e una mezzala futuribile, un’ala destra top e la famosa seconda punta di cui tanto necessita Icardi. Sono otto? Anche un portiere non farebbe male… Con il Suning Group si può, l’importante è investire bene sul mercato: è questo il futuro da costruire. Auguri per i tuoi 109 anni, Inter!