Il segreto dell’Inter? C’è un gruppo che ha fame

Articolo di
13 dicembre 2015, 00:00
inter

Dopo i difficili anni del post Triplete, l’Inter è tornata protagonista in Serie A: quali sono le chiavi di questa trasformazione? Gli innesti di qualità e il lavoro sul campo hanno dato indubbiamente il loro contributo, ma non si può sottovalutare quanto possa essere forte un gruppo unito e che ha fame di vittorie

Disputata la sedicesima giornata di Serie A, l’Inter è prima in classifica con quattro punti sul secondo posto che la accreditano, se non come la favorita, come una delle principali candidate allo scudetto. Alzi la mano chi, solo pochi mesi fa, avrebbe scommesso sul vedere l’Inter in testa alla classifica alla fine del 2015: pochi, sicuramente. In pochissimi l’avrebbero fatto all’inizio di questa stagione che era annunciata più che altro come la stagione della transizione, la stagione in cui l’obiettivo era tornare in Europa, con tutti i dubbi legati a una squadra completamente nuova, con un progetto tecnico agli albori affidato a un Roberto Mancini al quale era stata data la difficile missione di ricomporre i cocci del crollo Mazzarriano.

Le cose stanno andando oltre le più rosee previsioni, qualcuno parla di fortuna, qualcuno sottolinea il brutto gioco dell’Inter, ma i fatti ci dicono che questa Inter è prima in classifica e lo è meritatamente, perché ha saputo essere la più continua, ha saputo mostrare carattere nei momenti difficili e ha la migliore difesa, un fattore che spesso e volentieri in Italia è sinonimo di successo. C’è qualcosa però in questa Inter che fa bene sperare, anzi, sono due gli elementi che colpiscono maggiormente in questa squadra, vediamoli assieme.

LA FORZA DEL GRUPPO- Dopo anni l’Inter ha un gruppo unito, determinato, che sa lottare e soffrire assieme. Questa Inter ha di nuovo un gruppo come lo aveva nell’età d’oro del primo Mancini e soprattutto di José Mourinho, è palese, lo si vede dagli atteggiamenti sul campo, dalle piccole cose alle quali forse non si fa tanto caso come alle esultanze collettive dopo un gol o da quelli che possono essere scambiati per meri fenomeni di folklore come l’ormai mitico #EpicBrozo, dal fatto che Roberto Mancini davanti alla stampa usi molto raramente i cognomi dei giocatori preferendo citarli col loro nome: piccole cose che però sono sintomi di un gruppo unito, forte, con dei leader, convinto dei propri mezzi e in cui ognuno sa di potersi fidare ciecamente del suo compagno di squadra. Un gruppo così è la base per qualsiasi squadra che voglia ambire al successo, soprattutto se (come è il caso di questa Inter) non può godere di uno strapotere tecnico su tutte le altre concorrenti. Mancini è riuscito a prendere una rosa di giocatori che si conoscono da pochi mesi, a plasmarla e a farne una squadra, un gruppo: indubbiamente, al momento, il vero capolavoro del Mancio è proprio questo.

L’INTER HA FAME- Abbiamo detto che uno dei punti di forza di questa Inter è quindi il gruppo, ma da solo il gruppo non basta, il gruppo per vincere deve avere fame, la fame della vittoria che si traduce in determinazione e carica agonistica da mettere sul campo. Questa Inter ha fame, ha fame una società totalmente rinnovata dopo il passaggio di proprietà, una società che sente l’onore e l’onere di guidare un club come l’Inter e sulla quale pesa il paragone con i trionfi della proprietà precedente, ha fame il gruppo, composto da una miscela eterogenea di giocatori in cerca di riscatto, in cerca di una consacrazione o semplicemente talmente amanti della vittoria da non esserne mai sazi. La fame è quella condizione che spinge un giocatore o una squadra a “mangiare l’erba”, come dicono i nostalgici del lessico calcistico di una volta: questa Inter mangia l’erba perché ha fame e al momento ha soltanto quella, ma ha un obiettivo, ovvero saziare la fame addentando un trofeo a fine stagione. Non possiamo prevedere come finirà, ma anche noi tifosi abbiamo fame e partita dopo partita, giornata dopo giornata, stiamo diventando sempre più consapevoli che questa Inter possa essere il ristorante giusto in cui soddisfarla.