Il Paradosso del pie’ veloce Pioli e la tartaruga Inter: chi vince?

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14 marzo 2017, 00:00
Pioli tartaruga

Più vince, più rischia. Più ottiene consensi, più è insediato da successori. Più si avvicina ai vertici, più si allontana dall’obiettivo. Pioli sta vivendo una situazione paradossale alla guida dell’Inter e la cosa più assurda è… che è giustissimo così. Bisogna fermare il tempo e analizzare nel minimo dettaglio tutta la situazione: è il Paradosso del pie’ veloce Pioli e la tartaruga Inter

PARADOSSO FILOSOFICO – In principio fu Zenone di Elea, noto per essere un po’ il padre scolastico dei paradossi. Una delle perle più famose di Zenone è senza alcun dubbio il Paradosso di Achille e la tartaruga, che contrappone il celebre Achille, simbolo di velocità nella mitologia, a una banale tartaruga, simbolo di lentezza nel regno animale. Attraverso questo paradosso Zenone afferma che il pie’ veloce Achille, concedendo un minimo vantaggio (un piede, appunto) alla tartaruga, non riuscirebbe mai a raggiungerla nonostante l’evidente differenza di passo perché, nel momento in cui recupera lo svantaggio iniziale, la tartaruga sarà già avanzata raggiungendo una nuova posizione e così via all’infinito, mantenendo il vantaggio pur vedendo ridurre passo dopo passo la distanza tra i due. Alla fine della teorica gara, Achille sarà vicinissimo alla tartaruga, ma senza mai raggiungerla perché la distanza tra i due non sarà mai pari a zero. Filosoficamente.

PIOLI COME ACHILLE – Dalla filosofia al calcio il passo è breve, soprattutto per un pie’ veloce come lo Stefano Pioli allenatore nerazzurro. Pioli, l’Achille nerazzurro. L’Inter, la tartaruga zenoniana. La stagione di Pioli è iniziata con un ampio gap da colmare – in seguito alla precedente gestione firmata Frank de Boer – per raggiungere l’obiettivo terzo posto e, nonostante le numerose vittorie ottenute finora, la distanza si riduce, ma non si annulla. E non è detto che riesca ad annullarsi entro l’ultima giornata di Serie A. Anzi, settimana dopo settimana l’Inter sembra sempre più distante dalla meta: il tempo stringe e le avversarie – Napoli in primis, ma anche Roma e Lazio restano in gioco per il terzo posto – sono tutto tranne che tartarughe. Situazione assurda, appunto paradossale. Ma il Paradosso di Pioli e la tartaruga Inter è ben più ampio e va analizzato in ottica futura, perché la conseguenza di questo finale di stagione è proiettata sull’inizio della prossima. Forse.

BEFFA CHAMPIONS – Pioli sta facendo il massimo per meritarsi la conferma sulla panchina dell’Inter, eppure si parla più spesso dei possibili successori (Diego Simeone e Antonio Conte i nomi internazionali più quotati) anziché della sua permanenza. Ma come, Pioli corre e l’Inter gli sfugge? Paradossale anche questo, ancora di più considerando che Pioli potrebbe essere rimpiazzato anche qualora raggiungesse l’insperata qualificazione ai preliminari di Champions League. E il paradosso si trasformerebbe da danno a beffa se fosse proprio il terzo posto a consegnare l’Inter a un altro allenatore (considerato superiore a Pioli per curriculum internazionale), perché difficilmente un tecnico di grido accetterebbe la panchina dell’Inter con la prospettiva di non competere in Champions (Atletico Madrid e Chelsea la giocheranno quasi sicuramente): l’Europa League è poco intrigante, un altro anno zero idem. Pioli invece resterebbe volentieri, a priori. Pioli.

PARADOSSO GIUSTO – In tutto ciò, la paradossale situazione vissuta da Pioli sulla panchina dell’Inter è sacrosanta. Tra ripristinare la normalità a stagione (compromessa) in corso e programmare una stagione (vincente) dall’inizio, c’è il mondo: Pioli sta dimostrando di saper fare la prima, ma non è automatico che sia in grado anche per la seconda. Pioli ha grandi meriti, perché ha riportato ad Appiano Gentile doti che mancavano da anni: si è adattato mentalmente alla situazione e tatticamente alla rosa a disposizione, ha saputo analizzare il tutto e il suo interismo (inteso come vero DNA interista, non di facciata) non guasta affatto, anzi. Però, scontri diretti fallimentari a parte, bisogna capire se potrà gestire una rosa di prime donne per primeggiare in Italia ed Europa. L’Inter fa bene a temporeggiare: Pioli può essere l’allenatore ideale per l’ambizioso progetto Suning? A giugno sarà giusto valutare pro e contro, ma la qualificazione in Champions non dev’essere il parametro per giudicarlo. Finora Pioli ha fatto il suo e l’ha fatto bene con un’Inter “normale”, l’Inter 2017/18 dovrà essere e sarà altra roba. In attesa di capire chi vincerà la gara del paradosso tra il pie’ veloce Pioli e la tartaruga Inter.

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