Geoffrey Kondogbia: TOP of the FLOP

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10 ottobre 2015, 00:00
kondogbia

Sette partite. Sette striminzite partite. E già c’è chi parla di flop. Curioso come sette partite non siano abbastanza per decretare praticamente nulla, ma siano sufficienti invece per sentenziare il fallimento di questo o quel giocatore. In questo caso, come avrete capito, parliamo del centrocampista francese Geoffrey Kondogbia

MISTER 35 MILIONIGeoffrey Kondogbia è stato il protagonista della trattativa di calciomercato forse più appassionante dell’estate calcistica italiana. Non una telenovela alla Perisic, per intenderci. Ma un vero e proprio blitz. Una di quelle trattative lampo che tanto appassionano i tifosi. Poi, se a contendersi il centrocampista ex Siviglia sono addirittura Inter e Milan ecco che lo spettacolo prende forma. Tanto si era parlato di questo giovane ragazzo, che aveva piacevolmente incantato nella mediana del Monaco disputando un ottimo campionato e non sfigurando nemmeno in tornei importanti come la Champions League. Come spesso accade in questi casi, gli addetti ai lavori si sono lasciati prendere un po’ la mano scomodando paragoni illustri. Chiaro che così facendo l’opinione pubblica viene fortemente influenzata e, di conseguenza, le aspettative sul ragazzo crescono a dismisura. In particolare tra i tifosi che magari non hanno seguito tutte le partite della Ligue 1 francese per avere un quadro generale chiaro del giocatore e delle sue caratteristiche. Dunque il prodotto viene confezionato in un certo modo, per poi essere totalmente stravolto alla prima occasione utile. Proprio quello che sta succedendo con Kondogbia. Una sorta di accanimento mediatico che sicuramente non giova né al giocatore, né a chi lo osserva. Non perché bisogna farsi condizionare dall’opinione di un giornalista o di una prima pagina, ma vuoi o non vuoi si tratta di un modo per distorcere la realtà. Ecco allora che partono giudizi sul giocatore che non tengono conto di nessun fattore, se non quello relativo al costo del suo cartellino. 35 milioni, ormai lo sanno anche i cespugli di Appiano Gentile. Geoffrey Kondogbia è diventato dunque “Mister 35 milioni”. Anzi, un mistero da 35 milioni come lo ha definito la “Gazzetta dello Sport”.

PECCATO ORIGINALE – Il centrocampista francese, a mio modo di vedere, sta esageratamente pagando il prezzo della sua trattativa, frutto anche del modo in cui è stata impostata. Un’asta sanguinosa tra due squadre dirette rivali. Anche per questo la sua valutazione è lievitata in maniera eccessiva. Perché è vero che 35 milioni sono decisamente troppi per una giovane promessa, ma questo non deve essere un pretesto per tirare conclusioni affrettate buone solo a riempire le prime pagine dei quotidiani in periodi di vacche magre. Come la pausa nazionali, per esempio. Non è concepibile stilare una classifica di top e flop alla settima giornata di campionato, e questo non vale solo per Kondogbia. È ingiusto valutare le prestazioni di un giovane calciatore basandosi unicamente su quanto è stato pagato. Perché, ricordiamolo, questi sono investimenti che una società fa per il futuro. E all’età di Kondogbia (22 anni) esistono ampi margini di miglioramento. Miglioramenti che il centrocampista francese può raggiungere unicamente attraverso il lavoro.

NON È POGBA, E NON È NEMMENO YAYA TOURÉ – Quante volte abbiamo sentito pronunciare la frase “Kondogbia è bravo ma non è Pogba”. E infatti, non è Pogba. Il centrocampista francese della Juventus esiste già, perché dover per forza andare alla ricerca di un suo clone? Sono entrambi giovani, entrambi francesi, entrambi centrocampisti ma non hanno le stesse caratteristiche. E non devono somigliarsi per forza. Al massimo i tifosi nerazzurri, e anche la società, si augurano che Kondogbia possa avere lo stesso successo del connazionale bianconero ma non vivono costantemente nell’ossessione di un altro Pogba. Il paragone con Yaya Touré poi ha quasi dell’incredibile. Ingeneroso e insensato pensare che un ventiduenne possa minimamente somigliare a un giocatore di esperienza come l’ivoriano. Colpa di Mancini che lo ha tanto desiderato per poi virare sul francese ex Monaco, direte voi. Sbagliato. Kondogbia non è stato né un ripiego, né tantomeno il sostituto diretto del centrocampista del Manchester City. È stata una scelta ben precisa di Mancini e Ausilio, che hanno deciso di puntare su di lui per rinforzare la squadra anche in ottica futura.

MASSIMA FIDUCIA – Il campionato è iniziato da sette partite e Kondogbia ha alternato prestazioni buone a prestazioni meno buone, com’è normale che sia per un calciatore che ha cambiato metodo di lavoro e di allenamento. A volte appare ancora spaesato, poco veloce di gamba, poco reattivo ma ha fatto vedere ottimi spunti che fanno indubbiamente intravedere le qualità dimostrate al Monaco oltre che tecnica e forza fisica. Tutte caratteristiche in cui crede fermamente il suo allenatore, Roberto Mancini, che a più riprese ha sottolineato come un giovane calciatore come lui abbia bisogno di un po’ di tempo per adattarsi alle dinamiche e ai ritmi del nuovo campionato. Tempo che Mancini è disposto a concedergli, a differenza di quanto ha insinuato a più riprese la stampa sportiva italiana. Kondogbia è sempre stato titolare, gode della stima di compagni società e allenatore. I tifosi hanno intravisto il suo talento e aspettano la sua miglior condizione fisica per godersi quello che è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti nerazzurra. E poco importa se per qualcuno Geoffrey Kondogbia sia già il TOP of the FLOP. Gli interisti credono in lui. Forza Kondo!

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