Eder, l’alter-ego di Palacio: è l’uomo giusto? Tatticamente, sì

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10 giugno 2015, 12:06
eder

Eder per l’attacco: ecco un nome nuovo per il reparto offensivo dell’Inter, ecco un nome intelligente, verrebbe da dire. Il neo-azzurro non ruba le copertine come Dybala o Cuadrado, ma è un giocatore che ha fatto le fortune della Sampdoria nelle ultime stagioni, meritandosi la chiamata di Conte in Nazionale e l’interesse delle big. Tatticamente può essere l’uomo giusto.

L’UOMO GIUSTO AL POSTO CHE VUOI – Giocatore molto simile a Palacio, con quattro anni in meno. Entrambi hanno nel sacrificio per la squadra e la duttilità tattica le doti principali, che li rendono indispensabili agli occhi di qualsiasi allenatore che, non a caso, anche in condizioni precarie non hanno mai fatto a meno di loro. Oltre questo, sono degli attaccanti e buttarla dentro è un aspetto tutt’altro che secondario. Eder ci è riuscito ben 24 volte nelle ultime due stagioni, 25 in totale considerando anche quella all’esordio in Nazionale. Numeri che però non raccontano la tipologia di giocatore che è Eder: sarebbe l’ideale per Mancini soprattutto nella sua capacità di vestire qualsiasi abito desideri il tecnico jesino. Seconda punta nel rombo ma all’occorrenza attaccante esterno nel 4-2-3-1 che intende disegnare l’attuale allenatore nerazzurro per la prossima stagione. Una versatilità non trascurabile, che unita a quella di Palacio permetterebbe all’Inter, senza coppe, di completare il reparto offensivo in un solo colpo, magari affiancando solo un altro giovane al pacchetto o un affare low cost come Biabiany o Sansone. Eder è il classico nome che non fa impazzire il tifoso alle prese con i sogni di mezza estate, salvo poi innamorarsene ed applaudirlo ad ogni presenza in campo per volontà e sudore, nonostante il ruolo, a servizio della squadra. Un po’ come Palacio: che la provenienza (Genova) sia di buon auspicio ancora una volta?