Ecco l’Inter 2015/16 nelle idee di Mancini: work in progress

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8 luglio 2015, 12:12
Mancini

La rosa attuale dell’Inter è ancora incompleta, ma il mercato è in continuo divenire e nei prossimi giorni potrebbero concludersi affari sia in entrata sia in uscita. Ecco come dovrebbe delinearsi la nuova rosa di Roberto Mancini, che ha in mente una squadra capace di competere fin da subito per lo Scudetto

LA LISTA DEI 25 – Seguendo come unico parametro quello della compilazione della lista dei 25 iscrivibili e utilizzabili in campionato nell’arco di tutta la stagione (salvo poi poter modificare la lista durante la finestra invernale del mercato, ndr), proviamo a delineare quella che potrebbe essere l’Inter 2015/2016 nelle idee di Roberto Mancini. Dei venticinque giocatori, quattro dovranno essere prodotti del vivaio nazionale italiano e quattro del vivaio giovanile interista, mentre non dovrebbero esserci limiti per gli Under 21.

RUOLO PER RUOLO – Tale lista, comunque, può essere considerata una formalità dall’Inter di questa stagione, in quanto venticinque elementi sono sufficienti per competere sul fronte nazionale, sia per il campionato sia per la coppa. Dei venticinque giocatori, la suddivisione ruolo per ruolo dovrebbe essere la seguente: tre portieri, nove difensori (quattro terzini e quattro centrali più un jolly), sette centrocampisti (cinque arretrati e due avanzati) e sei attaccanti (quattro di movimento e due centravanti). Ciò che interessa principalmente a Mancini, però, è il numero di giocatori polivalenti da sfruttare in più ruoli, in particolar modo sulle fasce e sulla trequarti, visto che, pur partendo dal 4-3-3, si vedrà molto spesso il 4-2-3-1 provato inutilmente nella passata stagione.

CAPITOLO PORTIERI – Il rinnovo è arrivato sia per Juan Carrizo sia per Tommaso Berni [vivaio nazionale], che resteranno sicuramente e rispettivamente in qualità di secondo e terzo portiere. A rimanere, salvo sorprese, sarà anche Samir Handanovic, il cui rinnovo verrà ufficializzato soltanto dopo la chiusura di questa finestra di mercato. Le alternative sul mercato, infatti, sono terminate, con il solo Sergio Romero (svincolatosi dalla Sampdoria) rimasto appetibile, almeno per quanto riguarda l’aspetto economico della trattativa.

CAPITOLO DIFESA – Il grande colpo di mercato nel reparto arretrato è arrivato: Joao Miranda. Il centrale brasiliano sarà il nuovo leader difensivo dell’Inter, mentre il capitano Andrea Ranocchia [vivaio nazionale], fresco di rinnovo, si giocherà il posto con l’altro neo-acquisto, Jeison Murillo. Degli altri tre centrali attualmente in rosa, Nemanja Vidic è quello destinato ad andar via per motivi economici (ingaggio troppo alto per un panchinaro), Juan Jesus è sul mercato alla ricerca di una plusvalenza che dia ossigeno al bilancio nerazzurro, mentre Marco Andreolli [vivaio giovanile] dovrebbe restare per necessità numerica, proprio per la questione della lista. Considerato Andreolli il quarto centrale, il jolly difensivo al momento è il brasiliano, mal visto da Mancini come centrale e adattato terzino sinistro con scarsi risultati in fase di spinta, pertanto a breve potrebbe essere sostituito da Ervin Zukanovic, che ha lo stesso profilo, ma capacità tecniche superiori. Visto l’eccessivo numero di terzini sinistri in rosa, infatti, sarebbe assurdo acquistare il bosniaco come prima riserva sulla fascia sinistra, andando a incrementare gli esuberi in casa Inter.

CAPITOLO FASCE – Per la corsia destra è arrivato lo spagnolo Martin Montoya, che prenderà la maglia da titolare di Danilo D’Ambrosio [vivaio nazionale], retrocesso nel ruolo di riserva, tra l’altro polivalente. A sinistra, invece, dopo il rifiuto di Davide Santon [vivaio giovanile] al Watford, resta l’incognita sul titolare. In attesa di definire la sua situazione, devono essere ceduti anche gli altri due: Yuto Nagatomo, nonostante le belle parole spese per lui da Mancini, è sul mercato e oggi sarebbe solo l’ultima alternativa sulle fasce; e Dodò, difficile da piazzare e che, nel peggiore dei casi, Mancini proverà a recuperare sfruttandolo, all’occorrenza, in posizione più avanzata. Mancini, quindi, gradirebbe un nuovo esterno basso anche sulla sinistra (settimane fa si è fatto il nome di Alex Telles, mentre Arthur Masuaku si è offerto), ma a bloccare tutto è Santon: ceduto lui, l’Inter potrebbe regalarsi l’ultimo tassello, a prescindere dal già citato Zukanovic. Il giovane Federico Dimarco, invece, farà parte della rosa senza bisogno di essere iscritto in lista.

CAPITOLO CENTROCAMPO – Come per la difesa, anche in mezzo l’investimento importante è già stato fatto: Geoffrey Kondogbia. Oltre al francese, l’unico realmente sicuro della permanenza è Marcelo Brozovic, mentre Gary Medel, apprezzatissimo soprattutto per la sua duttilità, potrebbe diventare oggetto di mercato qualora non accettasse il ruolo di comparsa, dopo essere stato uno dei pochi a salvarsi nella passata stagione. Mancini si fida del cileno, ma davanti alla difesa cerca un giocatore con caratteristiche fisiche e tecniche diverse: un’eventuale offerta importante per il Pitbull non sarebbe rifiutabile. In quel caso si cercherebbe l’affondo per uno dei centrocampisti monitorati in queste settimane (tra cui l’economico Felipe Melo e il più chiacchierato Mario Suarez). Ponendo il veto sulla permanenza di Mateo Kovacic, per il quale solo un’offerta superiore ai 30 milioni potrebbe far vacillare l’Inter, Mancini sa che dovrà rinunciare a Fredy Guarin e/o Hernanes, che hanno un ingaggio troppo elevato per passare la maggior parte del tempo in panchina: il colombiano è sul mercato e ha estimatori in Turchia, invece sarà più difficile piazzare il brasiliano, che rischia di rimanere sul groppone anche per evitare una minusvalenza dannosa al bilancio (e chiuderebbe le porte al giovane Ondrej Duda, per il quale l’Inter ha già stanziato una cifra di poco inferiore a 6 milioni). La partenza di Guarin, nello specifico, è legata all’acquisto di un mediano che, oltre a portare ordine in mezzo al campo, non faccia sentire la mancanza dei gol e degli assist del colombiano, visto che il duo Kondogbia-Kovacic sotto questo punto di vista non dà ancora le necessarie garanzie. Il giovane Assane Gnoukouri, invece, potrebbe trovare spazio in provincia una volta messo a punto la batteria definitiva in mezzo al campo. Detto dell’aut aut tra Hernanes e Duda, l’altro centrocampista offensivo dovrebbe essere l’ala tattica di cui necessita il tecnico jesino per varare il 4-2-3-1 e, in fase di non possesso, il 4-4-1-1: tutti gli indizi portano a Ivan Perisic.

CAPITOLO ATTACCO – In avanti si riparte dal miglior giocatore nerazzurro della passata stagione: Mauro Icardi [vivaio nazionale]. Al suo fianco, però, Rodrigo Palacio scalerà nel ruolo di riserva della seconda punta titolare (anzi, probabilmente agirà spesso e volentieri sulla fascia, dove Mancini lo preferisce per il suo impegno in fase di ripiego), che l’Inter sta cercando sul mercato inglese: Mancini sogna Mohamed Salah, ma la trattativa più calda sembra esser quella legata a Stevan Jovetic (tra l’altro prodotto del vivaio nazionale, essendo cresciuto nella Fiorentina). Nelle ultime ore l’Inter è alla ricerca anche di un vice-Icardi, ma sarà solo l’ultimo pensiero di Ausilio, dopo aver piazzato George Puscas: tutti gli indizi portano a John Guidetti, ma alla fine a decidere saranno Mancini&Co. Nel reparto avanzato, infine, rientra l’ala offensiva: oggi c’è Xherdan Shaqiri, che dopo aver rifiutato lo Stoke City è in attesa di nuove offerte (anche se preferirebbe convincere Mancini a dargli un’altra occasione), ma nei prossimi giorni si attendono novità anche su questo fronte. Come riserva, invece, ci sarà Jonathan Biabiany [vivaio giovanile], che completa parzialmente l’annoso problema della lista.

RESOCONTO DELLA LISTA – Ricapitolando, c’è ancora molto da lavorare per dare l’assetto definitivo all’Inter. I quattro prodotti del vivaio nazionale saranno i seguenti: Berni, Ranocchia, D’Ambrosio e Icardi. I quattro prodotti del vivaio giovanile, invece, potrebbero non raggiungere il numero massimo, riducendo la lista da 25 a 24 elementi: ne faranno parte Andreolli, Santon (o Dimarco) e Biabiany. Bisogna valutare la questione Under 21, per capire se è possibile inserire fuori lista qualche elemento di primo livello (tipo il 21enne Kovacic o, in caso di arrivo, il classe ’95 Duda), visto che la normativa non è ancora chiara sotto questo punto di vista, in quanto si vuole favorire la formazione nazionale, sfavorendo invece l’acquisto di talenti stranieri in tenera età.

RESOCONTO DELLA ROSA – Andando nel dettaglio, i tre portieri: Handanovic, Carrizo e Berni. In difesa, i quattro centrali: Ranocchia, Andreolli, Miranda e Murillo; il jolly difensivo: Juan Jesus (o Zukanovic); i quattro terzini: Montoya, D’Ambrosio, Santon (o Dimarco) e uno fra Nagatomo e Dodò (o un nuovo acquisto titolare). A centrocampo, i cinque arretrati: Medel (o Felipe Melo), Kondogbia, Brozovic, Kovacic e Guarin (o un nuovo acquisto); i due centrocampisti avanzati: Hernanes (o Duda) e l’ala tattica da acquistare (Perisic). In attacco, i quattro di movimento: Biabiany, Shaqiri (o eventualmente il suo sostituto), Palacio e il top player che arriverà (uno tra Jovetic e Salah); e i due centravanti: Icardi e il suo vice (sognando Guidetti).

DUBBI E ALTERNATIVE – Resta, dunque, un grosso dubbio per ogni reparto. In difesa il triangolo Juan Jesus-Zukanovic-Santon determinerà gli ultimi acquisti e le cessioni illustri (Vidic e Nagatomo su tutti). A centrocampo, qualora Mancini decidesse di puntare esclusivamente sul 4-3-3, potrebbe esserci un giocatore in più (il tecnico jesino vuole almeno un nuovo acquisto in mezzo, ma piazzare sia Guarin sia Hernanes è complicatissimo), togliendolo al reparto offensivo: otto centrocampisti e cinque attaccanti, quindi. In attacco, dunque, ruota tutto attorno a Shaqiri e al vice-Icardi: ceduto lo svizzero, Mancini ne aspetta almeno tre (Perisic, Salah/Jovetic e il centravanti di riserva), perché Biabiany non può dare garanzie. Ma qualora la lista fosse ridotta a 24 elementi, un attaccante rischierebbe di restare fuori e non potrà essere il francese (iscritto come prodotto del vivaio giovanile). Considerati sicuri del posto i due nuovi acquisti attesi, Shaqiri diventerebbe realmente un esubero da non poter rimpiazzare numericamente, a meno che non si rinunciasse al centravanti vice-Icardi. Oppure, entrando nel campo dell’irrealtà, Ausilio dovrebbe intavolare una trattativa per un vice-Icardi che sia anche prodotto del vivaio dell’Inter. I nomi? Mario Balotelli o Mattia Destro: irreale e assurdo, quindi…

SITUAZIONE ATTUALE – Andando a compilare oggi la lista da consegnare alla FIGC, Mancini avrebbe ben pochi motivi per sorridere: Handanovic, Carrizo e Berni (VN1); Ranocchia (VN2), Andreolli (VG1), Miranda e Murillo; Juan Jesus; Montoya, D’Ambrosio (VN3), Santon (VG2) e Dimarco (VG3); Medel, Kondogbia, Brozovic, Kovacic e Guarin; Hernanes e Dodò (riciclato come ala tattica a sinistra); Biabiany (VG4), Shaqiri, Palacio e Nagatomo (che trova posto solo a causa della carenza di attaccanti); Icardi (VN4) e Puscas. Sarebbe dunque una rosa di 24 elementi più il giovane Dimarco, ma nella lista figurano giocatori lontani dal progetto Inter e l’incognita Biabiany. In pratica, Vidic è escluso in partenza. Il centrale serbo, comunque, è in buona compagnia: per permettere l’approdo in nerazzurro agli ultimi innesti richiesti da Mancini, sulla lista dei partenti ci sono anche almeno due tra Juan Jesus, Nagatomo e Dodò in difesa, e almeno uno tra Guarin ed Hernanes a centrocampo, senza dimenticare i “già ceduti” Santon e Shaqiri, a cui si aggiungono una marea di giovani ed esuberi di rientro. Tra questi: Bardi e Di Gennaro (portieri); Donkor (difensore, prossimo al Bari); Gnoukouri, Krhin, Taider (centrocampisti) e Schelotto (esterno, vicino al rientro al ChievoVerona); Camara (ala, vicino al Bari) e Puscas (attaccante). Insomma, in bocca al lupo al DS Piero Ausilio!