E’ arrivato Jovetic: l’acquisto perfetto per l’Inter, ecco perché

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27 luglio 2015, 11:22

L’annuncio è arrivato attraverso l’account Twitter ufficiale dell’Inter nel primo pomeriggio dell’ultima domenica di luglio. Una serie di cose mai accadute tutte insieme, evento più unico che raro: l’Inter annuncia un giocatore attraverso i social network (in realtà annuncia l’arrivo a Milano per le visite mediche, il resto è sottinteso); l’Inter definisce una trattativa di domenica (tra l’altro in concomitanza con un pre-partita, seppur amichevole). Sarà che ne valeva davvero la pena fare uno “strappo” alla tradizione vista la caratura del giocatore? Probabilmente si. Stevan Jovetic è pronto a vestirsi di nerazzurro: conosciamolo meglio, provando a spiegare perché è l’acquisto giusto per questa Inter

SULLE ORME DI PALACIO – Innanzitutto, perché acquistare Stevan Jovetic? Semplicissimo: l’Inter aveva bisogno di trovare un giocatore che prendesse il posto da titolare di Rodrigo Palacio. L’argentino, eccezionale nelle sue stagioni nerazzurre, arrivato alla soglia dei 33 anni non può dare più quelle garanzie fisiche di cui necessita l’importante ruolo di seconda punta nel tridente pensato da Roberto Mancini. Si potrebbe bloccare da un momento all’altro e l’Inter non poteva permettersi un’altra stagione senza alternative in zona gol: ecco perché la mossa più sensata era quella di acquistare un titolare importante, non l’ennesima riserva di contorno. I più critici penseranno che è folle puntare su un giocatore che negli ultimi anni ha mostrato proprio nella condizione fisica il suo punto debole, ma l’acquisto del montenegrino va aldilà di questo dettaglio: arriva per fare il titolare, ma se le cose dovessero mettersi male, l’Inter in panchina avrebbe Palacio che, da incognita si trasforma in certezza. Prendere “Jo-Jo” paradossalmente eleva anche la posizione del “Trenza”, che potrà dare un grandissimo contributo come alter-ego del montenegrino. Palacio, dunque, da oggi diventa ufficiosamente il vice-Jovetic, ma sia chiaro: prima di togliere il posto all’argentino, il montenegrino dovrà dimostrare di poter fare tutto quello che ha fatto finora Palacio. Oltre ai gol, servirà tanto impegno.

LA PERFEZIONE DI JOVETIC – Ma tornando all’acquisto di Jovetic, perché definirlo perfetto per questa Inter? Se solo si considerassero le condizioni economiche con le quali arriva, non si troverebbe un solo giocatore che gli sia superiore. Si parla di prestito oneroso biennale con obbligo di riscatto, ma a cifre relativamente basse per il valore del giocatore: 3 milioni nei primi due anni, poi 12 milioni nell’estate del 2017, per un totale di 15 milioni. A queste cifre chi si sarebbe mosso in direzione Milano? Se già un talento come Paulo Dybala è stato pagato dalla Juventus ben oltre il doppio, quasi il triplo considerando i bonus, perché illudersi di trovare di meglio sul mercato italiano o estero? A queste cifre un giocatore del talento di Jovetic è praticamente regalato ed è una fortuna per l’Inter che sia stato “bocciato” in fretta in Premier League: ricordate l’acquisto di Wesley Sneijder dal Real Madrid? Stesse cifre, stesse situazioni, stesso talento, stessa voglia di rivalsa per tornare protagonisti con la maglia dell’Inter. Inoltre, la bocciatura di Jovetic nel Manchester City è legata anche al suo “avversario” diretto nello spogliatoio e quindi per una maglia da titolare: Sergio Aguero. Difficile togliere il posto a un fuoriclasse come l’argentino, perché è chiaro che Jovetic ha davvero poco da invidiare a molti dei fuoriclasse che fanno le fortune dei propri club. Tolto appunto Aguero, con queste caratteristiche tecnico-tattiche solo l’acquisto di Marco Reus mi avrebbe fatto esaltare di più, ma si parla appunto di “fantamercato”. L’Inter di oggi non ha le possibilità economiche per portare a termine trattative che diano certezze immediate a livelli altissimi (Reus), quindi tra una mediocre certezza (Eder), una giovane scommessa costosa (Dybala) e una potenziale scommessa scontata (Jovetic), meglio quest’ultima senza dubbio.

LA SCOMMESSA DELL’INTER – Certo, Jovetic arriva da un’avventura abbastanza deludente con la maglia del Manchester City, visto e considerato che gli inglesi, per strapparlo alla Fiorentina, hanno sborsato una cifra pari praticamente al doppio di quanto l’Inter pagherà alla fine. Troppe panchine, tanti infortuni, pochi gol, zero fiducia. Si tratta, dunque, di una scommessa bella e buona. Ma perché non rischiare? Le panchine sono arrivate soprattutto per la forte concorrenza trovata al City, ma ogni volta che è sceso in campo ha mostrato il suo talento ed è andato in gol praticamente una volta su quattro (11 gol in 44 partite, ndr). Gli è mancata anche la fiducia del tecnico Manuel Pellegrini, non può ridursi tutto agli infortuni: Jovetic è un atleta e come tale ha bisogno di giocare il più possibile per trovare la forma migliore. Se usato con il contagocce, è più facile andare incontro a infortuni di tipo muscolare, perché è questo di cui si tratta. L’infortunio grave, che l’ha tenuto fermo per una stagione intera (2010/2011, ndr), l’ha subito a Firenze e l’ha condizionato solo fino al ritorno in campo, poi basta: sfatiamo il tabù di una fragilità, che se c’è, non dipende da gravi fattori “storici”. Jovetic ha solo bisogno di fiducia e quindi di giocare: è questo ciò che farà all’Inter. Sperando quindi che non si ritrovi a passare più tempo in infermeria che in campo (il rischio ovviamente c’è, ma se non ci fosse stato mai sarebbe arrivato all’Inter e soprattutto a queste cifre), senza gli impegni di coppa, dovrebbe garantire almeno la doppia cifra, quindi minimo dieci gol, ma con le giuste condizioni potrebbe spingersi sicuramente fino ai quindici. Senza dimenticare gli assist. Ci riuscirà?

PIACERE, STEVAN – Per quanto riguarda il profilo di giocatore, c’è veramente ben poco da raccontare ancora dopo quello che ha fatto vedere in Italia e in Europa con la maglia della Fiorentina, poi confermatosi a fasi alterne in Inghilterra con quella del City e ovviamente in giro per il Mondo con la casacca del Montenegro. Jovetic è un attaccante polivalente: dà il meglio di sé come seconda punta alle spalle di un centravanti (dovrebbe andare a nozze con Mauro Icardi), ma può spaziare su tutta la trequarti sia come rifinitore sia come ala defilata sulla fascia, preferibilmente sinistra, in modo da sfruttare il suo destro potente e preciso. Visto il suo fisico di tutto rispetto (circa 183 cm d’altezza, ndr), riesce a fare la differenza anche come prima punta: oggi sarebbe lui la prima scelta anche come vice-Icardi, con l’argentino out. Trattandosi di un classe ’89 di novembre, a 25 anni i suoi margini di miglioramento sono ancora tutti da considerare, ma già ora dispone di un bagaglio tecnico di tutto rispetto: segna e fa segnare, ha velocità e dribbling, salta e pressa l’uomo, inoltre si muove su tutto il fronte offensivo trovandosi spesso nel posto giusto al momento giusto. Controllo di palla delicato e tecnica sopraffina, uno spettacolo per gli occhi. Piede destro, come detto, potente e preciso sia in area di rigore sia dalla distanza, perché è cinico e fantasioso allo stesso tempo. Oltre a essere bravo con i piedi, il montenegrino riesce a rendersi pericoloso anche di testa, se si presentasse l’occasione giusta. Jovetic è un giocatore totale: non un attaccante qualsiasi, ma l’attaccante di cui l’Inter aveva bisogno. Ma adesso basta con i complimenti, a parlare sarà solo il campo. Benvenuto all’Inter, Jo-Jo!