Dalla Fiorentina al Genoa via Napoli: cosa aspettarsi dall’Inter?

Articolo di
5 dicembre 2015, 00:00
Mancini Ljajic Telles

L’Inter è reduce dalla difficile partita contro il Napoli, una sfida molto attesa conclusasi con la vittoria della squadra di Sarri e conseguente sorpasso in classifica ai danni proprio degli uomini di Mancini. Dunque seconda sconfitta in campionato per i nerazzurri che – alla luce di quanto si è visto al ′San Paolo′ – non hanno motivo di preoccuparsi eccessivamente, ma sono sicuramente chiamati a una prova convincente contro il Genoa di Gasperini. Vediamo perché

BICCHIERE MEZZO PIENO – Ci sono sconfitte e sconfitte nel calcio, molte lasciano l’amaro in bocca per giorni altre invece sono paradossalmente ″confortanti″. Ovviamente non fa mai piacere perdere punti e prima posizione in classifica, ma la sconfitta di Napoli ha fornito una diversa prospettiva. Per capire meglio il concetto prendiamo come esempio l’altra disfatta ottenuta finora dall’Inter di Mancini, quella contro la Fiorentina di Sousa. Una serata che più storta non poteva andare: l’infortunio dell’ultimo minuto occorso a Jovetic, il rigore contro dopo appena tre minuti, le amnesie di Handanovic, il rosso a Miranda. Un vero e proprio disastro. All’indomani di quella sconfitta c’era spazio solo per perplessità e preoccupazioni. Perché si era vista un’Inter passiva fin dai primi minuti, schierata male in campo, confusa, in preda al panico e all’insofferenza del suo allenatore, autore di svariate scelte tecniche alquanto discutibili. Diverso il caso di Napoli-Inter, in cui è maturata una sconfitta per buona parte immeritata. Così come contro la Viola anche in questo caso la squadra nerazzurra è andata sotto dopo appena due minuti, è rimasta in inferiorità numerica e Mancini ha sbagliato alcune scelte iniziali. La differenza però sta nello spirito e nella reazione che l’Inter ha dimostrato contro i partenopei, una squadra mai doma e un allenatore capace di ridisegnarla nel miglior modo possibile. Tanto da sfiorare il pareggio più di una volta, contro quella che al momento è indubbiamente la squadra più forte del campionato. Segnali confortanti appunto, che hanno dimostrato la forza di una squadra con del potenziale non indifferente e capace di giocare anche un buon calcio – a differenza di quanto sostenuto da più parti. Ora però è tempo di conferme per i nerazzurri, che devono dimostrare le qualità messe in mostra a Napoli fin dal prossimo impegno casalingo contro il Genoa dell’ex nerazzurro Gasperini. Impegno che non deve trarre in inganno.

CONTINUARE A CORRERE – Quello che ha maggiormente stupito dell’Inter vista al ′San Paolo’ è la capacità di correre e sacrificarsi anche dei giocatori più offensivi, segno che le direttive di Mancini a riguardo sono molto chiare (capito Icardi?). Spesso e volentieri i nerazzurri giocano contro squadre che corrono il doppio di loro, dunque la condizione atletica è fondamentale. In campo deve scendere chi sta dimostrando di essere più in forma in questo momento, anche a scapito di panchine eccellenti. Ma questo non dovrebbe essere un problema, dato che il tecnico nerazzurro ha dato ampiamente prova di poter fare a meno di chiunque (a parte pochi elementi). L’asticella deve rimanere sempre alta, perché l’Inter si trova in ottima posizione, a un solo punto di distanza dal Napoli, ma dietro è in atto una vera e propria bagarre. La Fiorentina ha leggermente frenato ma rimane lì, la Roma non può perdere ancora terreno e farà di tutto affinché non accada, la Juventus è in netta ripresa ed è sempre un’avversaria temibile. E poi ci sono Sassuolo e Milan, che possono ricoprire il ruolo di squadre ″disturbatrici″ del gruppetto in testa. Questo campionato si sta dimostrando più difficile e aperto del previsto, per questo non bisogna cullarsi sui tanti elogi ricevuti dopo la coraggiosa prestazione di Napoli. E non bisogna assolutamente sottovalutare il Genoa, che negli anni si è sempre dimostrato avversario ostico per chiunque.

DUBBI E CERTEZZE – Alla vigilia di ogni nuova sfida di campionato la domanda è sempre la stessa: Mancini con quale formazione deciderà di scendere in campo? Si fanno sempre molte ipotesi, poi prontamente smentite dalle scelte del tecnico, ma qualche buona indicazione è stata fornita proprio dalla partita di Napoli. Prima di tutto una certezza: Ljajic. Il giocatore serbo non può sedersi in panchina, sta troppo bene sia mentalmente che fisicamente. È stato il trascinatore dei nerazzurri contro gli uomini di Sarri, non solo ha segnato la rete (la prima in maglia nerazzurra) che ha accorciato le distanze ma ha dato prova di sapersi sacrificare per il bene della squadra. Segnali positivi, che non possono essere ignorati da Mancini, e nemmeno da Gasperini. Sembra infatti che il tecnico dei rossoblu consideri il numero 22 nerazzurro il pericolo principale in questo momento, tanto da studiare il miglior modo possibile per contenere il suo imprevedibile estro. Poi ci sono altri due nomi che meriterebbero una conferma per quanto messo in mostra, stiamo parlando di Telles e Brozovic. Il terzino brasiliano è entrato solo nel secondo tempo della sfida contro il Napoli – subentrando a un impalpabile Icardi -, ma ha dimostrato di meritare forse qualcosina in più. Corsa e piede non gli mancano, doveva migliorare in fase difensiva e a quanto pare lo sta facendo. Brozovic già contro il Frosinone e – prima ancora – con la sua Nazionale aveva fatto vedere il suo ottimo stato di forma. Cosa che non è mancata nemmeno a Napoli, dove è salito in cattedra piano piano ma quando lo ha fatto non è passato inosservato. A differenza dei suoi compagni di reparto il croato può garantire disciplina tattica, duttilità e inserimenti in area – caratteristiche da non sottovalutare. Per quanto riguarda i dubbi sono pressoché gli stessi di sempre: Icardi e Guarin. Il primo sembra essere al momento poco incline ai movimenti dei compagni di reparto, che si cercano e si trovano più di quanto faccia lui. E con Jovetic che scalpita, forte anche del suo feeling immediato con Ljajic, esiste il rischio che Mancini contro il Genoa rinunci al suo numero 9. Il centrocampista colombiano ha giocato male contro il Napoli, un solo tiro che ha sfiorato la traversa e dopo molta confusione e qualche nervosismo di troppo. Anche lui dunque non può essere certo di una maglia da titolare, considerando anche l’ottimo momento del sopra citato Brozovic e l’importanza che hanno sia Melo che Medel per questa Inter.

ASPETTATIVECosa aspettarsi dunque dall’Inter impegnata a ′San Siro′ contro il Genoa? Dire semplicemente i tre punti è riduttivo, visto che per rimanere in alto quello deve essere l’obiettivo principale, come confermano anche le parole del mister nell’abituale conferenza stampa che precede la partita. Quello che maggiormente ci si aspetta dall’Inter post-Napoli è la conferma sul piano del gioco. Le feroci critiche rivolte alla qualità della manovra nerazzurra cozzano clamorosamente con i complimenti e gli elogi ricevuti dopo la prestazione di lunedì sera, e dimostrano lo scarso equilibrio di giudizio dei cosiddetti esperti. Perché l’Inter non era uno squadrone invincibile prima e non lo è adesso, così come non era pessima prima e ancor meno lo è ora. Però la crescita di alcuni elementi e della coesione di squadra è innegabile, per cui essendo un gruppo in fase di costruzione ci sta aspettarsi un graduale miglioramento su tutti gli aspetti. Ecco, l’Inter è chiamata a dimostrare che la sconfitta di Napoli non ha minato le certezze che c’erano prima e che la consapevolezza di essere un gruppo tosto non sta solo nell’ultima mezz’ora di una partita quasi riacciuffata all’ultimo respiro, ma nello spirito e nella voglia di rimanere in alto di tutta la squadra.