L’Inter fa Benevento, ma non Beneventuno. Derby già decisivo

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3 ottobre 2017, 12:00
ISC5

Il campionato italiano è arrivato paradossalmente al suo primo giro di boa, che permette di fare un bilancio iniziale: l’Inter è l’unica squadra di vertice a meritarsi titoli sulla crisi (che c’è o comunque arriverà) e dopo la sosta ci sarà sùbito il derby verità contro il Milan. Ecco la quinta puntata della rubrica ironica di Inter-News.it: #InterIsComic

BENEVENTO, NON BENE21 – Senza girarci troppo intorno, basta snocciolare qualche dato per capire che la stagione dell’Inter è iniziata tra i malumori e questa condizione negativa è destinata a protrarsi fino allo scoppio definitivo della crisi. Con l’immeritata e sofferta vittoria in casa del fanalino di coda Benevento (7 partite in Serie A, 8 sconfitte e 0.05 di quota salvezza), l’Inter raggiunge quota 19 punti in classifica. Avete letto bene: 19 punti, non 21. Diciannove come la Juventus (derubata a Bergamo dal VAR e da un regolamento non aggiornato, invertendo il gol di Caldara la partita sarebbe finita 1-3 per gli ospiti), non 21 come il Napoli (vittorioso contro il Cagliari senza inscenare un infortunio di Milik). Ciò che pesa dopo sette giornate, dunque, sono i due punti persi a Bologna, dove l’1-1 è arrivato solo grazie a un VARgognoso rigore segnato da Icardi per goffo stramazzamento di Eder in area. Dove vuole arrivare quest’Inter senza vincere in casa delle piccole? A fine stagione questi due punti peseranno come un macigno causando l’uscita dall’Europa che conta. Così è deciso dagli addetti ai lavori, ma soprattutto dai tifosi: l’Inter è scarsa sì, a tratti indegna dopo un mercato deludente, ma doveva fare 21 punti su 21. Dopo Benevento di bene c’è poco, io di-vento pessimista.

QUANDO ENTRA KARAMOH? – Della trasferta di Benevento di positivo c’è ben poco oltre i tre punti che rimandano la crisi e la doppietta di Brozovic, che segna due gol in tre minuti senza sapere come. Finora in tre minuti Brozovic era capace solo di prepararsi una cena a base di Pizza Regina surgelata e 4 Salti in Padella Findus, rigorosamente versione discount. Il centrocampista croato torna a essere #EpicBrozo solo per farsi beffa dei tifosi creduloni, che tra due settimane torneranno a insultarlo per il suo ricorrente male di vivere misto a indolenza. Ma questa è un’altra storia. Il vero dramma si è vissuto tra spalti e divani, dove tutti invocavano l’ingresso in campo di Karamoh. Al 51′ si alza la prima lavagnetta: esce Candreva, perfetto, staffetta logica. E invece entra Joao Mario a fare il “finto Karamoh” sulla destra. Al 78′ seconda occasione: esce Borja Valero, ma ovviamente è il turno di Gagliardini. All’85’ l’ultima chance: Karamoh si sta riscaldando ormai da tre ore, ha la febbre a 40°, ma alla fine entra Dalbert al posto di Nagatomo. Il pugno nello stomaco per i tifosi interisti è così doloroso che, alla domanda «che ha fatto l’Inter contro il Benevento?», alcuni hanno risposto: «Karamoh non ha giocato». Ridateci Karagol.

DERBY ULTIMA SPIAGGIA – Se Atene piange, Sparta non ride. Il proverbio può essere esteso al calcio milanese di oggi. Se l’Inter piange, il Milan non ride. Sì perché, a leggere alcuni giornali e seguire determinate trasmissioni TV, quella dell’Inter è “una situazione favorevole perché vince giocando male, quindi non potrà durare”, mentre quella del Milan è “una situazione sfortunata da cui esce sconfitta a testa alta, sicuramente tornerà grande”. Teoria interessante. Come a dire: Montella forse non mangia il panettone, ma Spalletti non può permettersi nemmeno uvetta e canditi. Il derby è appena dopo la sosta: l’Inter ci arriva con sette punti in più in classifica, il Milan ci arriva senza Chalano, Calanho, Calhanho, Chalhanh… il centrocampista turco, espulso contro la Roma, tra l’altro con una giustificazione niente male: «Non ricordavo di essere ammonito». Neanche io ricordo tutte le cazzate che dico, però almeno evito di farlo sapere in giro così. Per molti Inter-Milan sarà il derby della verità: chi vince diventerà la principale candidata al quarto posto, il pareggio potrebbe annullare entrambe, favorendo le romane. Però, c’è sempre un però. Se l’Inter perdesse, la settimana successiva verrebbe annientata dal Napoli. Se il Milan perdesse, Montella non sarebbe in discussione. Tutto molto bello, l’esatto opposto del VAR e di Karamoh in panchina. Aiuto!