L’Inter di Spalletti vola: arroganza, Rudiger e VAR per vincere

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22 agosto 2017, 18:00
IIC

La vittoria sulla Fiorentina ha dato fiducia all’ambiente nerazzurro, ma non è tutto oro quello che luccica. Riparte ufficialmente la stagione e, dopo un anno di pausa, torna – con la sua prima puntata – la rubrica ironica di Inter-News.it, il cui titolo prende spunto dall’hashtag lanciato dall’Inter prima dell’inizio dell’estate: #InterIsComic

LA PARTITA – Inizia nel migliore dei modi la stagione dell’Inter che, dopo il mercato da sogno gentilmente offerto da Suning, si presenta in campo con la formazione titolare voluta fortemente da Spalletti grazie ai 250 milioni di euro di budget messi arrogantemente a disposizione di Sabatini e dell’aiutante di Sabatini, l’Ausilio di Sabatini: Sczcesny in porta; Danilo, Manolas, Rudiger e Ricardo Rodriguez in difesa; Vidal e Strootman a centrocampo; Di Maria, Nainggolan e Sanchez sulla trequarti; uno a caso che non sia Totti in attacco. Apre le marcature proprio la doppietta del centravanti (rigore e gol di testa su cross di Sanchez), poi è proprio Sanchez a chiudere la pratica Fiorentina su cross di Pastore, appena subentrato a Strootman. La vera nota positiva, però, è la prestazione della difesa, con Szczezsznzvabélui – il portiere polacco – che mantiene la porta imbattuta anche grazie alla prestazione fenomenale di Rudiger, voluto a tutti i costi a fronte di una spesa pari a 35 milioni, strappandolo all’ex tecnico nerazzurro Conte. Un difensore centrale tedesco di colore così forte non si vedeva dall’estate del 1972, quando Beckenbauer si addormentò sotto il sole durante le sue vacanze a Formentera. Solo panchina, invece, per il portierone Padelli, diventato inutile dopo la cessione di Kondogbia, unico top player capace di fargli gol. Inutilizzato anche il brasiliano Dalbert, la cui trattativa con il Nizza non è ancora conclusa: le parti sono vicinissime, le prossime 48 ore saranno decisive, le due società sono praticamente allo scambio dei documenti, ma non sanno cosa scrivere. Dopo il preliminare di ritorno contro il Napoli dovrebbe sbloccarsi questa situazione, intanto l’Inter valuta le alternative: piacciono Criscito dello Zenit, Lahm del Bayern, Candela della Roma e il rinnovo di Nagatomo fino al 2034.

POLEMICA VAR – Nonostante il netto risultato in favore dell’Inter, il debutto stagionale ha lasciato qualche strascico di polemiche in casa viola. In particolare, alla dirigenza della Fiorentina non è piaciuta la gestione del VAR da parte dell’arbitro Tagliavento, che ha usufruito della tecnologia per dare il rigore all’Inter, ma non per darlo alla squadra gigliata. Tragicomica la comunicazione degli assistenti VAR in occasione del contatto tra Miranda e Simeone Jr, figlio dell’ormai ex allenatore dell’Inter pre-Spalletti: «E’ rigore netto», «no no, scusa, non è rigore netto», «è rigore lordo, occhio», «forse è un rigorino, si può dare o non si può dare», «è fallo fuori area», «non è neanche fallo», «anzi no, il fallo c’è, ma non è avvenuto a San Siro», «oh Tagliave’, ma si dice il VAR o la VAR?», «scusa, stavamo guardando Crotone-Milan, Cutrone sontuoso». In evidente stato confusionario, Tagliavento ha optato per il non-rigore, evitando così il tuffo di Handanovic per parare l’ennesimo tiro dal dischetto della sua carriera, finora ricca di soddisfazioni. Le accuse della Fiorentina sono sacrosante, sarebbe più corretto parlare di 3-1 finale. Non solo Fiorentina però, anche l’Inter ha qualcosa da ridire sulla gestione del VAR: nel primo tempo, quando Candreva ha deciso di andare sul fondo, rientrare, fintare, contro-fintare e poi crossare per l’uomo invisibile, Spalletti ha chiesto di riguardare attentamente l’azione sul monitor per quantificare l’inutilità della sua ala destra ai fini del gioco del calcio. Concessione non accordata da Tagliavento, che si è così giustificato: «Giochi ancora con D’Ambrosio titolare, ma dove vuoi andare?». Cancelo scalpita, ma non è ancora chiuso. E Vecino deve presentarsi, appena ci sarà un po’ di tempo libero.

ENTRA GABIGOL – Il debutto stagionale dell’Inter ha fatto segnare anche uno straordinario record per San Siro, gremito da ben 51.752 spettatori paganti. Gli altri sono entrati scavalcando i tornelli, alcuni spacciandosi per Santon e Berni. Tra questi, anche Giangiorgio, ex compagno di classe del bambino Filippo prima che cambiasse scuola a causa degli sfottò da parte di un gruppetto che faceva il tifo per il Novara nella stagione con in panchina Gasperini-Ranieri-Stramaccioni. Giangiorgio è l’ultimo dei romantici, l’unico tra oltre 52 mila persone a chiedersi quando sarebbe entrato Gabigol. Giangiorgio è allo stadio con il papà, che ha smesso di seguire l’Inter nel 2010. Al 45′ si alza per la prima volta la lavagnetta del quarto uomo: «Sta entrando Gabigol?». «No, c’è scritto 2. Starà entrando Cordoba» risponde il padre. Giangiorgio annuisce, dubbioso. Al 55′ stessa scena: «Entra Gabigol?». «No, c’è scritto 2419, secondo me sta entrando Emre Mor» ipotizza il genitore. Stessa cosa al 63′, quando Borja Valero esce tra gli applausi: «Tocca a Gabigol?». «No, è uno con la maglia numero 10, questo secondo me è un calciatore». La scena va avanti fino al 90′, quando si alza la lavagnetta con il 4: «Finalmente sta entrando, Zanetti» anticipa il padre. E’ il recupero. Giangiorgio capisce che Gabigol non sarebbe mai entrato e abbandona il “Giuseppe Meazza” triste per la sconfitta, nonostante il 3-0 ottenuto dai compagni di Gabigol. Tornando a casa, il padre prova a rincuorarlo: «Chissà se la prossima volta con il VAR possiamo far entrare Gabriel Barbosa mentre l’arbitro fa finta di disegnare un rettangolo in aria… oppure si chiama Gabriel Varbosa?». In attesa di scoprirlo, la potenza di Suning fa questo effetto: l’Inter non è più Gabigol-dipendente adesso, grazie Spalletti. #InterIsComic