Inter, retroscena su Spalletti: lo scelse Tavecchio! Suning trema

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21 novembre 2017, 21:23
ISC8

L’Inter torna alla vittoria, scavalcando nuovamente la Juventus e piazzandosi al secondo posto dietro la capolista Napoli, ma l’ultima settimana è stata caratterizzata soprattutto dalle polemiche Inter-Nazionali, che non smettono di tacere: c’è del marcio, dappertutto. Ecco l’ottava puntata della rubrica ironica di Inter-News.it: #InterIsComic

SEGNA E VINCE SOLO ICARDI – La 13a giornata di Serie A ha sentenziato – ammesso che ce ne fosse ancora bisogno – che l’Inter vince solo se segna Icardi: la doppietta nel 2-0 sull’Atalanta non dà scampo a chi vorrebbe dire il contrario. Alcuni studi hanno dimostrato che, senza i gol di Icardi, l’Inter avrebbe pressoché gli stessi punti del Benevento. Lo stesso studio afferma anche che, con i gol di Icardi, il Benevento avrebbe più punti del Milan, ma quelli li ha anche la Sampdoria con una partita in meno e senza Icardi, quindi non è una statistica da tenere in considerazione, neppure per la lotta salvezza. Nonostante i suoi gol, l’attenzione si sposta di nuovo sulla vita privata di Icardi: polemica sull’elicottero atterrato ad Appiano Gentile, neanche fosse sul set di “Mission Impossible XVII – Karamoh fantasma”; polemica sulla moglie Wanda, sempre abbondante nell’immortalarsi pubblicamente; polemica sulla prestazione a San Siro contro la Svezia. Ah no, quella è un’altra storia. Sarebbe curioso leggere le stesse cose su Santon: dove sarebbe l’Inter senza di lui? Ma soprattutto, cosa farebbe lo Chef della Pinetina senza di lui? Sicuramente più frittate, visto che ha schiacciato sulle teste altrui più uova e farina che shampoo e balsamo. C’è del marcio da qualche parte, chissà se è l’ultimo uovo che ha permesso a Santon di tornare in campo da titolare.

TAVECCHIO DIETRO SPALLETTI – La parola Svezia rimanda in Russia. O meglio, manda gli svedesi in Russia, non gli italiani. E ciò permette di aprire un nuovo capitolo che vede come protagonista Tavecchio, ormai ex Presidente della FIGC (Facciamo Incazzare Gente Chetifaperlanazionale). Nelle ultime ore Tavecchio ha ammesso di non aver scelto Ventura come CT (Causa Tragedia): «Lo ha scelto Lippi, ma non quello che faceva “Mai dire Gol”». Lippi nega: «Ha la memoria corta, il CT lo ha scelto Tavecchio». Interviene Malagò: «Confermo, Ventura ha la memoria corta». Al Zheimer non è di aiuto: «Quando si gioca Italia-Svezia? Segna Montella». Ventura replica: «Da Pittarosso trovate tutte le scarpe che volete, venite a trovarci in negozio!». E’ Simona (Montella ride, ndr). Tocca ad Abete: «Io voglio Ancelotti, così mi fa l’Albero di Natale». Montella ride ancora, Di Natale si candida per la panchina della Nazionale. A quel punto Tavecchio svela un retroscena più nerazzurro che azzurro: «Ma quali Ausilio e Sabatini, monsieur? Spalletti lo scelsi io, moi, Carlo Tavecchio, chapeau! Je suis Charles, vous le vou liberté, égalité, venturamannaggiatté avec moi?». E lascia la sala stampa sbattendo la porta, ormai non più difesa da Buffon né da un portiere di Serie D. C’è del marcio in Danimarca, figuriamoci in Svezia.

SUNING PIU’ LI CHE QUI – Tralasciando i deliri azzurri, la notizia più interessante dell’ultima settimana riguarda le proprietà cinesi. Anzi, la proprietà cinese del Milan. Il primo dubbio sui nuovi proprietari rossoneri sono nati quando tutta la dirigenza asiatica ha ammesso di votare per il Movimento 5 Stelle, chiedendo anche l’aumento dell’assegno in favore della Signora Lario. Qualche altro dubbio è nato dopo l’acquisto di Borini, presentato dai cinesi come il Giaccherini italiano, sorvolando sul fatto che anche Borini è italiano, ma soprattutto sorvolando sul fatto che è un calciatore. Poi c’è stato il caso Bonucci, presentato come il Borini della difesa. In sèguito si è creato un caos sul fondo Elliot, che prevede che il Milan potrebbe iscriversi al prossimo campionato solo se il figlio Billy diventasse un ballerino di danza classica. Infine, notizia recentissima, la vicenda legata alle inesistenti miniere cinesi della Famiglia Li, che si giustifica: «Le miniere non sono Li, ma Qui». Si è scoperto, quindi, che il proprietario del Milan è Yonghong Qui, ma la domanda che si è posta la stampa italiana nelle ultime ore è una sola: allora chi c’è dietro il gruppo Suning? Qualcuno ipotizza Moratti, altri addirittura Berlusconi, qualcuno opta per Borini. Nel dubbio, riflettori puntati sulla famiglia Zhang: c’è del marcio in Danimarca, ma anche in Cina non scherzano.