Inter come il Real: estromessa dalla Coppa Italia? Ausilio saluta

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17 dicembre 2015, 00:00
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Diciottesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, prima Tim Cup Edition dopo la vittoria contro il Cagliari. Vittoria netta sul campo, ma subito macchiata dalla violazione del regolamento: arriva la squalifica? Intanto Mancini si lamenta ancora e scoppia il caso Carrizo: anche per questo Ausilio medita l’addio

INTER ESTROMESSA – Questa volta l’Inter l’ha combinata veramente grossa. Potrebbe essere il punto più basso della ultracentenaria storia nerazzurra, superando addirittura quell’umiliante 9-1 del 1961 contro la sfavillante (soprattutto a livello morale) Juventus di Omar Sivori. Non bastano i tre gol del “Giuseppe Meazza” all’Inter, che vede ribaltare il 3-0 guadagnato sul campo: 0-3 e Cagliari ai quarti di finale. Proprio come avvenuto qualche settimana fa al Real Madrid in Coppa del Re, l’Inter ha infranto il regolamento della competizione: Rafa Benitez ha fatto giocare lo squalificato Denis Cheryshev contro il Cadice, Roberto Mancini ha fatto giocare lo spagnolo Martin Montoya contro il Cagliari. Come da regolamento redatto e ufficializzato da Giampiero Mughini, infatti, in Coppa Italia devono giocare almeno due italiani, pena l’annichilimento: il primo c’era (Danilo D’Ambrosio), ma Mancini ha dimenticato di far giocare il secondo (Davide Santon). Dopo il ricorso del Cagliari, dunque, l’Inter verrà estromessa dalla Coppa nazionale italiana per averla giocata senza italiani. Ma c’è di più, in campo sono andati molti picchiatori slavi. Da qui la decisione della FIGC: dalla stagione 2016/17 l’Inter giocherà la Coppa Ex Jugoslavia, meglio nota Zing Cup. Per l’occasione, il capitano diventerà d’ufficio Marcelo Brozovic, ormai noto come #EpicBrozo, ma ancora per poco. Presto si parlerà di #EpicSpacoBotiliaAmazoFamilia, vedrete.

MANCINI LAMENTOSO – Al termine della partita, Roberto Mancini si è presentato davanti alle telecamere per il quotidiano scontro con la stampa. Questa volta l’obiettivo delle sue invettive è sponsor automobilistico dell’Inter, colpevole di non avergli messo a disposizione una vettura competitiva. Alla precisa domanda del suo concessionario di fiducia, Mancini ha risposto stizzito: “Mi avete dato una Ferrari? No, una 500! L’ultimo modello però, quella grossa. Che fa ancora più schifo delle precedenti, bravi!”. Il tecnico jesino, come di consueto, ha mandato in crisi chiunque prima, durante e dopo la partita: nello specifico, gli addetti alle analisi tattiche. Secondo alcuni l’Inter ha giocato con la difesa a tre, secondo altri con quella a quattro, Tizio vota per la retroguardia a cinque, Caio per quella a sei, ma come al solito è Sempronio ad avere sempre ragione: “Ha giocato con la difesa a zero, non c’era un centrale in campo!”. E così è stato, visto che quel folle di Mancini ha fatto giocare solo terzini. Ma ha avuto fortuna ancora una volta, dando i numeri ancora prima di dare il via alla stagione delle Tombola. Molto probabilmente, questo modus operandi farà vincere un premio ambitissimo a Mancini: il “Tapiro d’Oro” gentilmente offerto dal simpaticissimo Valerio Staffelli. Dopo aver premiato Mauro Icardi per essersi fatto derubare, perché non premiare Mancini per il fattore C?

CARRIZO ESPLODE – In “Mixed Zone” non è passato inosservato neanche lo sfogo di Juan Pablo Carrizo, che attacca tutti in ordine di importanza. Prima è il turno di Mancini, che non lo fa giocare mai. Poi tocca a Danilo D’Ambrosio e Juan Jesus, che vengono definiti dal portiere argentino al pari di due brocchi (non Cristian, due peggiori) che non meritano assolutamente la maglia dell’Inter. A differenza di Joao Miranda e Jeison Murillo, che invece vengono esaltati perché “sanno difendere, sanno sempre quello che devono fare, anche durante il barbecue: il loro asado è ottimo!”. Infine, è il turno di Samir Handanovic, portiere titolare a cui Carrizo fa da vice. Il numero 30 dell’Inter non ha peli sulla lingua – anche perché, con tutti i peli che ha sul corpo, anche sulla lingua? No, dai -, e si scontra con la dura realtà: “Handanovic gioca sempre per via del nome, se mi chiamassi Carrizic…”. Ah, chiosa finale per Jonathan Calleri, che viene ufficializzato come se fosse lui il DS dell’Inter, ma subito stroncato: “Non lo conosco, ma so che sta per arrivare all’Inter. Anche Botta era entusiasta di arrivare qui, poi…”. Insomma, l’estremo difensore argentino per un attimo, dopo una presenza, si è sentito uno e trino: portiere, allenatore e direttore sportivo. E forse il caso di rivedere il suo ruolo in squadra, adeguandogli il contratto con nuove mansioni?

AUSILIO INGLESE – In seguito a tutte queste polemiche, il nome del Direttore Sportivo nerazzurro, Piero Ausilio, è finito nell’occhio del ciclone: l’ex spalla destra (il braccio non era utilizzato in quegli anni, ndr) di Marco Branca ha un piede e mezzo fuori dall’Inter. Ricevuta l’offerta del Tottenham (ingaggio da 2 milioni di sterline all’anno più vitto, alloggio, fish&chips e un Lamela al giorno che toglie il medico di torno), Ausilio è stato immediatamente contattato dal Presidente dell’Inter, Erick Thohir, che gli ha dato il benservito. L’accusa nei suoi confronti è di quelle pesanti, come testimoniato dal telegramma inviatogli da Giacarta: “Hai costruito una squadra troppo forte, concreta e futuribile quest’estate, qui si rischia di far bene anche per i prossimi anni! Le nostre dirette avversarie non sono ancora pronte a questo avvenimento e la stampa nemmeno. Mi spiace, ma devo sollevarti dall’incarico. Grazie di tutto, un abbraccio. E salutami Marco (Fassone) e Walter (Mazzarri). ET”. Ermetica l’immediata risposta di Ausilio, tramite WhatsApp: “Obbedisco”. Solo che Thohir non ha WhatsApp e il messaggio è stato letto da Massimo Moratti, che per convincerlo a restare gli ha già offerto il 30% delle sue quote: cosa farà Ausilio? A breve sapremo: pochi giorni ancora e scoppierà la #CrisiInter più totale. Una #EpicCrisiInter.