Era ora: Inter non più prima e di nuovo bella! E Jovetic va via

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6 ottobre 2015, 00:00
crisi inter

Quinto appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, che questa volta spazia sui quattro argomenti principali della settimana: la perdita della vetta, il caso Jovetic, il ruolo di Perisic e il prepotente ritorno in corsa della Juventus, prossima avversaria dell’Inter in campionato. I tifosi nerazzurri fanno bene a far salire la propria ansia

INTER BELLABoom di titoli nelle ultime ore, non solo in edicola. La notizia del giorno, anzi del mese, va data a chiare lettere: l’Inter non è più prima in classifica! Se fino a domenica c’era la Fiorentina a dar fastidio, adesso i viola sono andati a +2 sulla squadra nerazzurra. Un bel sospiro di sollievo per tutti. Quindi adesso l’excursus è quasi completato: si è passati da “Inter vincente, ma brutta” delle prime cinque giornate a “Inter perdente e brutta” della sesta, arrivando ora a “Inter non vincente” e automaticamente bella! Si perché, perdendo la vetta della classifica, l’Inter torna a essere bella. Ci si aspetta ora lo step finale, forse: “Inter perdente, magari va anche in Serie B”. Chi si era abituato ai piani alti deve tornare sulla terra: i sogni sono finiti. Dimenticate il Paradiso, ora è tempo dell’Inferno. La Lazio è a -1 e la Roma a -2: una sconfitta dell’Inter significherebbe quarto posto (forse insieme al Torino, fermo a -3) e quindi niente più zona Champions League. Altro che Scudetto! E poi ci sono il Napoli a -4 e la Juventus a -8. Non precisata, invece, la distanza dal Milan: c’è chi parla di 7 punti, ma non si è capito bene se a essere sopra siano i rossoneri o gli interisti. E avendo 16 punti l’Inter, con il Milan già a 23 il rischio è quello di dover già abbandonare anche la zona utile per tornare nella modesta Europa League.

ADDIO JOVETIC – Oltre agli evidenti problemi di campo (inutile citare il rigore vergognosamente invocato da Rey Manaj, che come confermato non c’era) e classifica, a tenere banco in casa Inter è senza alcun dubbio il caso Stevan Jovetic. Anche per quanto riguarda il montenegrino, si può parlare di climax ascendente o discendente in base ai punti di vista: tensione Jovetic; mistero Jovetic; caso Jovetic; bufera Jovetic; insomma, per farla breve, Jovetic contro Mancini e Mancini contro Jovetic. Perché di questo si tratta. Jovetic, infatti, ha preferito l’Amaro Montenegro all’Amaro Camatti, consigliatogli da Mancini per la trasferta genovese. Da qui è nato il caos che si è evoluto nelle ore successive: Mancini l’ha praticamente messo fuori rosa e molto probabilmente non solo non verrà riscattato a fine stagione, ma già a gennaio farà ritorno in Inghilterra. Il rapporto tra i due si è ormai incrinato ed è impossibile da recuperare. Questa tesi è confermata anche dalle parole di Mancini in conferenza stampa: “Jovetic sa quello che deve fare” o meglio “Jovetic faccia quello che vuole!”, com’è stato riportato da alcuni. Come a dire: “Non mi interessa più cosa fa questo rottame!”. Ci si avvia, dunque, verso un nuovo epilogo a tinte nerazzurre firmato Mancini: Jovetic è il Pablo Daniel Osvaldo del 2016 interista. Per le prossime teste calde in arrivo, un consiglio: mai mettersi contro Mancini. Buona fortuna, Jo-Jo!

RUOLO PERISIC – Se i casi nerazzurri sembravano finiti, qualcuno ha sottovalutato sicuramente quello legato a Ivan Perisic. Dopo il primo gol segnato dal croato, logicamente ci si sarebbe aspettata la fine della telenovela legata al ruolo preciso del numero 44 nerazzurro. E invece no! Vi pare possibile che il ruolo di Perisic sia questione di lana caprina? Illusi. Se l’Inter perde con Perisic più arretrato sulla fascia destra, è esclusivamente un’ala sinistra offensiva. Se l’Inter non vince con Perisic sulla fascia sinistra, è semplicemente un’ala, normale, generica, anche destra! Se Perisic segna partendo da sinistra, è chiaramente un’ala sinistra, anche se il gol lo ha realizzato nella fetta di campo destra. Perfino in politica c’è chi sostiene che Perisic sia più di sinistra che di destra, ma tanto alla fine il voto è segreto. Insomma, avete capito qualcosa? Io si: ovunque lo metta, Mancini sbaglia sempre e comunque il ruolo di Perisic. Che sicuramente non è un trequartista puro, anche se prima del suo arrivo erano tutti concordi sulla sua polivalenza e dunque duttilità a tutto campo. Ecco perché adesso il tecnico jesino ha un arduo compito in più da qui a fine stagione, se non verrà esonerato prima: far giocare Perisic nel ruolo giusto secondo i giornalisti. E il ruolo di Perisic come fa? Boh! Non c’è nessuno che lo sa, si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto, che con i denti punga, che molto spesso pianga…

PRESSING JUVENTUS – Ridendo e scherzando (ma anche no), siamo arrivati all’ottava giornata del campionato italiano di Serie A. Certo, in mezzo ci sarà la sosta per le nazionali, ma il 18 ottobre andrà in scena il primo attesissimo derby d’Italia stagionale: Inter-Juventus. L’Inter ci arriva con otto punti di vantaggio, ma senza italiani forti (fa discutere la convocazione di Davide Santon da parte del CT Antonio Conte, poi fortunatamente revocata), mentre la Juventus è forte dei clamorosi risultati ottenuti in Champions League e contro il Bologna (primo nella speciale classifica “E guardo il mondo da un oblò”). Per Roberto Mancini rischia di essere già l’ultima spiaggia: una sconfitta farebbe barcollare ancora di più la sua panchina e rimetterebbe la Juventus in carreggiata per lo Scudetto (portandosi “solo” a +5 sui bianconeri); un pareggio farebbe tornare lo storico virus di Mister X, conosciuto anche come “Morbo della pareggite” (pur mantenendo gli 8 punti di distanza); una vittoria, beh, porterebbe tutti a porsi due domande precise: ma qual è il ruolo di Perisic? E soprattutto, l’Amaro Montenegro ha davvero un sapore vero? Non ci resta che aspettare quasi due settimane per avere le risposte sperate e per capire se quest’Inter potrà mai diventare grande. Perché bella e vincente non lo sarà mai, per principio.

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