Clamoroso: Melo si risveglia e crede che l’Inter giochi bene!

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7 dicembre 2015, 00:00
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Sedicesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la vittoria interna contro il Genoa di Gian Piero Gasperini. Ennesimo 1-0 per l’Inter, che esce nuovamente vittoriosa dal proprio stadio in inferiorità numerica. Prima dell’Inter, però, a uscire anzitempo da San Siro è Felipe Melo, che dopo essersi scontrato con Gary Medel crede di essere Renato Pozzetto e che l’Inter sia in vetta meritatamente

SOLITA INTER – Cambiano gli avversari, ma non cambia né l’Inter né il risultato finale: è il canovaccio della stagione 2015/16 e non ci si riesce a disintossicare. L’Inter vince con il minimo sforzo? Tac. L’Inter vince per l’ottava volta per 1-0? Tac. L’Inter segna su calcio da fermo? Tac. E su papere del portiere altrui? Tac. Mancini manda in campo l’ennesima nuova formazione? Tac. Mancini utilizza un nuovo modulo? Tac. L’Inter scende in campo con un capitano diverso? Tac. Kondogbia non gioca e l’Inter a tratti fa bene? Tac. L’Inter finisce la partita in dieci contro undici? Tac. Mancini si infuria con l’arbitro per l’espulsione e per altre decisioni? Tac. L’allenatore avversario sostiene che l’Inter ha vinto immeritatamente e la sua squadra ha fatto meglio? Tac. L’Inter è fortunata? Tac. La difesa dell’Inter non subisce gol? Tac. Handanovic non viene praticamente mai chiamato in causa? Tac. Inter culona con o senza jella scarogna? Tac. Icardi rimane in panchina e si arrabbia? Tac. Carrizo rimane in panchina e non dice nulla? Tac. Berni rimane in panchina e nessuno se ne accorge? Tac. Montoya rimane in panchina e… chi è Montoya? Taac tac, tac tac.

CASO ICARDI – Nonostante la vittoria e il primato in classifica ritrovato (Mattia Destro chieda scusa a tutta Napoli, grazie), in casa Inter non si placano le voci che vedrebbero Mauro Icardi ai ferri corti con Roberto Mancini e tutta la dirigenza nerazzurra. In principio era mal di pancia: Icardi voleva la Champions League, ma si è accontentato del ricco rinnovo di contratto. Poi è arrivato il mal di testa: Icardi voleva segnare di mattina, ma alla fine non ha disdegnato i gol serali con la sua Wanda. Infine è giunto il mal di Jovetic: Icardi non voleva l’Amaro Montenegro, ma soprattutto non era interessato al sapore vero né all’antico vaso che doveva essere portato in salvo. Dopo Inter-Genoa si apre un altro, forse l’ultimo, capitolo sul male di vivere (in nerazzurro) di Icardi: il mal di culo (scusate, mal di sedere). Si, avete capito bene: Icardi può pure accettare di non giocare, ma proprio non sopporta di star seduto in panchina, che dev’essere veramente scomoda. Questo motivo ha mandato su tutte le furie l’argentino, che ha accusato Mancini di non aver cura del lato B del buon Maurito. Intanto è già partito il totoscommesse sul prossimo mal di Icardi: alcuni hanno deciso di puntare sul mal di denti, altri semplicemente su Mal di “Furia cavallo del West”. I più colti, invece, sul mal di Montale: “Spesso il male di vivere ho incontrato, era una panchina a Milano…”.

GASPERINI RECRIMINA – La vittoria dell’Inter non va giù a molti, in particolare a Gian Piero Gasperini. L’ex tecnico dell’Inter, tornato di gran carriera sulla panchina del Genoa, si sofferma soprattutto sull’immeritata vittoria nerazzurra piuttosto che sottolineare la sconfitta del suo Grifone. Perché? Semplice: Gasperini ancora non ha digerito il fatto che l’Inter non l’ha invitato alla festa del Centenario, avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 marzo 2008. In quel periodo, infatti, Gasperini fece le migliori cose della sua carriera passata sulla panchina dell’Inter: allenare un’altra squadra. Una volta passato da Milano, invece, il suo score è riuscito a entrare nella leggenda, senza possibilità che ne esca: 5 partite, di cui 4 perse (malamente). Ah, ovviamente l’altra non fu vinta, ma solo pareggiata (immeritatamente). Eppure, siccome il Genoa ha giocato meglio dell’Inter, è giusto ammetterlo: se Gasperini allenasse l’Inter e Mancini il Genoa, i nerazzurri sarebbero primi a quota 46 punti, forti di 99 gol fatti e giusto un paio subiti (quelli del solito Gonzalo Higuain). Si, ne siamo certi ed è anche questo il motivo per cui Mancini si è infuriato a fine partita: il tecnico jesino sa che è così. E non c’è arbitro Piero Giacomelli che tenga: fuorigioco inesistente, gol annullato, espulsione contro, forse anche un rigore non dato e cos’altro ancora? No, caro Mancio: i numeri deve darli il Gasp, non tu! In tarda serata è prevista l’estrazione sulla ruota di Grugliasco (TO).

FELIPE POZZETTO – Tra gli sconfitti, ma per motivi di altro genere, figura Felipe Melo. Il centrocampista viene messo KO dal compagno di reparto Gary Medel, che già in settimana era salito alle cronache per il vergognoso litigio con Yuto Nagatomo. Lo scontro con il cileno condiziona così la partita e la vita di Melo. Arrivato presso la clinica Humanitas di Rozzano, il dottor Piero Volpi predispone immediatamente una tac d’urgenza per lui, che dichiara di non ricordare nulla, neanche come si fa male agli avversari. Tac di qua, tac di là: una volta ripresa coscienza, Melo credeva di essere diventato Renato Pozzetto. Immedesimandosi ne “Il ragazzo di campagna”, il numero 83 nerazzurro si è diretto nell’area relax per scrivermi questo articolo e lasciare qualche dichiarazione: «Ecco qua! Classifica ribaltabile, taac… modulo rotante, taac… posto per Icardi e Montoya che non giocano, taac… fuorigioco di un metro inesistente… taac tac, tac tac… piatto di Ljajic, Inter extra strong, Pallone d’Oro, taac… Scudetto cartonato, taac… tre punti pronto uso, calcio champagne, taac… novantadue minuti d’applausi, taac, tac. Ah, questo si che è calcio… taac…». E’ un Melo cambiato, dunque, tant’è che la disavventura di Icardi (fortunatamente conclusasi senza problemi, ndr) sembra non essere stata una sua idea: Icardi è stato rapinato da un altro clan, non quello di Melo. Pertanto, diamo il benvenuto a questo nuovo Melo: finalmente buono! Forse…