Centrocampo Inter: le idee di Mancini vanno in più direzioni

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12 luglio 2015, 17:31
Kovacic Mancini

In casa Inter sono anni che non si ha un gruppo ben assortito di centrocampisti: sarà questo l’anno giusto per la rinascita? Roberto Mancini ha in mente la sua batteria in mezzo al campo, ma alla fine il mercato è vincolato da alcuni parametri, che la società nerazzurra deve seguire per forza di cose. Ecco il quadro della situazione

RESTRIZIONI CAUSA LISTA – Il DG Marco Fassone in settimana ha confermato che a centrocampo l’Inter inserirà “solo” sei giocatori nella “Lista dei 25“, per il semplice fatto che: «Non possiamo inserire più di sei centrocampisti». Come analizzato nei giorni scorsi, qualche certezza sui sei centrocampisti c’è già, ma il resto sarà una conseguenza del mercato e, soprattutto, delle scelte tattiche del tecnico Roberto Mancini. Saranno decisive, quindi, sia le uscite numeriche sia le entrate economiche affinché l’Inter possa concretizzare le ultime mosse di mercato, per regalare a Mancini la batteria di centrocampo pensata per la stagione 2015/2016. Poi sarà compito del tecnico di Jesi far fruttare al massimo il lavoro svolto dalla società, anche perché è obiettivo comune quello di accontentarsi a vicenda per raggiungere quanto prefissato a inizio stagione, tenendo conto della restrizione dettata dalle nuove norme della FIGC: si avrà un numero limitato di giocatori, pertanto si ricercherà concretezza.

PRIMA IL MODULO – Dalle prime indicazioni – non solo a parole, ma anche in campo -, di Mancini, l’Inter di quest’anno partirà da un modulo di base (il 4-3-3) che prevede tre centrocampisti in campo contemporaneamente. Avere tre titolari in mezzo al campo conferma la teoria di Fassone sui sei centrocampisti, visto che gli altri tre saranno le rispettive riserve, o meglio, i compagni di reparto con cui lottare per una maglia da titolare. Molto spesso, però, l’Inter giocherà con due soli giocatori davanti alla difesa, perché Mancini non rinuncerà alla sua idea offensiva basata sul 4-2-3-1: il ruolo del trequartista, dunque, sarà ancora presente nella rosa nerazzurra, ecco perché nella lista ci sarà spazio anche un settimo centrocampista, che potremmo definire “jolly offensivo“. Nel ruolo di trequartista, comunque, potrebbe essere impiegato anche il più offensivo dei tre centrocampisti in mezzo al campo, così come il più difensivo degli attaccanti, ovvero la seconda punta che nelle prossime ore il DS Piero Ausilio dovrebbe regalare al tecnico jesino (per la cronaca, la trattativa più calda resta quella relativa a Stevan Jovetic, anche se il sogno di Mancini è e resterà Mohamed Salah, ndr).

POI IL MERCATO IN ENTRATA… – In quest’ottica, fare una lista dei papabili sette è molto più facile. Oltre al jolly offensivo, Mancini ha bisogno di due schermi davanti alla difesa, due mezzali di quantità e due mezzali di qualità in modo che in mezzo al campo non manchino interdizione, costruzione e inserimenti: l’obiettivo è quello di non subire gol, ma non dovranno mancare neanche le reti segnate. Nella rosa attuale è presente un solo interditore puro, Gary Medel, che Mancini dovrebbe panchinare per regalarsi un mediano che abbia fisico, piedi e visione di gioco migliori rispetto al prezioso cileno. E’ qui che verrà fatto il principale investimento in entrata: chiesto Felipe Melo, poi bocciato dalla società, l’attenzione adesso è spostata completamente su Mario Suarez, ma viste le richieste economiche dell’Atletico Madrid, ritenute eccessive, non è detto che non possa arrivare un nome a sorpresa. Inoltre, pur avendo confermato a gran voce Medel, se arrivasse davvero un’offerta importante, il “Pitbull” potrebbe essere sacrificato sul mercato. Al momento la sua riserva è il giovane Assane Gnoukouri, ancora troppo acerbo per rientrare da protagonista nella sestetto di Mancini, ma le qualità e il talento non gli mancano di certo. Una volta acquistato il titolare, l’ivoriano potrebbe essere prestato a un club satellite affinché trovi minutaggio e faccia esperienza.

…E QUELLO IN USCITA – Detto dei due vertici bassi del centrocampo, una precisazione va fatta sugli interni: gli ultimi arrivati, Marcelo Brozovic nella sessione invernale e Geoffrey Kondogbia in questa, garantiscono la quantità necessaria chiesta da Mancini, mentre a Mateo Kovacic va il compito di offrire quella qualità che è insita nel suo talento, ma che ancora non è riuscito a sprigionare completamente e costantemente. Manca, dunque, l’ultimo centrocampista che completi il sestetto e anche qui entra in gioco il mercato, ma in uscita: Fredy Guarin è l’indiziato principale a lasciare la rosa nerazzurra. Con il colombiano, però, lascerebbero l’Inter anche assist e gol, che il “Giaguaro” ha sempre garantito nonostante alti e bassi. Ecco perché l’Inter dovrebbe fare un ulteriore sforzo sul mercato, regalandosi un centrocampista che sia bravo negli inserimenti e nel battere a rete. Il mercato, al momento, non offre grossi nomi, ma da settimane si parla di Ondrej Duda, considerato in patria come l’erede di Marik Hamsik, che da dieci anni rappresenta il centrocampista ideale nell’idea tattica di Mancini. Lo slovacco classe ’95, però, è un giocatore ancora più offensivo del napoletano ed essendo abituato a giocare prevalentemente sulla trequarti, potrebbe completare il reparto nerazzurro come jolly offensivo, ruolo oggi occupato da Hernanes, che Mancini preferisce da trequartista anziché da mezzala. Ceduto Guarin, quindi, ci sarebbe da sistemare la situazione Hernanes: se il brasiliano partisse, oltre a Duda potrebbe arrivare un nome a sorpresa per il centrocampo dell’Inter; se il brasiliano rimanesse, l’affare Duda si complicherebbe ulteriormente, riaprendo le porte dell’Inter anche a Gnoukouri, qualora non ci fossero abbastanza fondi per completare altre trattative in entrata. Bisogna ricordare, però, che Mancini stima Guarin e quest’ultimo sembra rifiutare le prime proposte di cessione, quindi senza la sua partenza non ci sarebbe alcun innesto extra.

I SETTE CENTROCAMPISTI – Ricapitolando, il centrocampo dell’Inter 2015/2016 dovrebbe essere formato da: il titolare richiesto da Mancini (Mario Suarez o un altro nuovo acquisto su questa tipologia) e Gary Medel davanti alla difesa; Geoffrey Kondogbia e Marcelo Brozovic a dare quantità; Mateo Kovacic e uno tra Fredy Guarin e il suo sostituto (che all’occorrenza potrebbe diventare Hernanes) a dare qualità; Hernanes (o Ondrej Duda) come jolly offensivo. Resta in stand by Assane Gnoukouri, che potrebbe tornare utile come riserva del vertice basso di centrocampo se le trattative in uscita non andrebbero a buon fine, bloccando di fatto quelle in entrata sia a livello economico sia a livello numerico. Sempre ricordando che, alla base di queste scelte di mercato, c’è la ferma decisione di Mancini di non rinunciare a Kovacic, che viene messo al centro del progetto Inter e dovrà prendere finalmente sulle sue spalle questa squadra. Se la società avesse sacrificato il croato classe ’94 sul mercato, probabilmente la rosa sarebbe stata completata in meno tempo, avendo a disposizione del denaro cash da reinvestire, ma in questi casi è meglio non velocizzare i tempi per non andare incontro a rischiose scelte dettate dalla fretta.