Ahahah, Inter: Mancini dà i numeri!

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16 dicembre 2015, 12:00
Mancini

Un’altra partita è andata, ma adesso c’è da preparare l’ultima ufficiale del 2015: Inter-Lazio non si può fallire. Intanto i tifosi dell’Inter possono continuare a (sor)ridere, perché Roberto Mancini sta dando letteralmente i numeri ed è uno spasso, perché tutti gli vanno dietro… ma nessuno riesce a decodificarlo! Prometto di fare un elenco da uno a dieci per spiegarvi questa mia affermazione

0 – Come i gol che troppo spesso sub.. non subisce l’Inter. Ad Handanovic è già successo per undici volte in Campionato, ieri è stato il debutto di Carrizo in Tim Cup. Ah già, Berni è recordman indiscusso: ha subito zero reti in diciassette partite!

1 – Come la posizione in classifica dell’Inter. Eh si, perché l’Inter in Campionato è prima. Questo significa che davanti non ha nessuno, per ora. E significa anche che tutte le altre sono dietro, per ora. E a noi va benissimo così, per ora. Non abbiamo fretta!

2 – Come le partite perse dall’Inter finora. Che poi è curioso, perché sono solo due le squadre che hanno sconfitto i nerazzurri: la Fiorentina prima, il Napoli dopo. Certo, si potrebbero elencare tutte le sconfitte nel precampionato, ma sarebbero troppe da ricordare!

3 – Come i punti che si ottengono quando si vince una partita, in Campionato eh. Infatti non è il caso di ieri, anche se comunque sono arrivati proprio tre gol. Ne sarebbe bastato uno: sarebbe stato l’ennesimo 1-0, il primo in Tim Cup… abbiamo perso un’occasione buona, peccato!

4 – Come il raggiungimento del primo obiettivo stagionale. No, non il quarto posto. Sto parlando dei quarti di Coppa Italia, che non saranno un successone esagerato, soprattutto dopo aver battuto una squadra di Serie B. Infatti il Milan li ha raggiunti battendo ai supplementari il Crotone, il Genoa batt… ehm, complimenti all’Alessandria!

5 – Come i terzini che ieri sera sono scesi in campo contro il Cagliari. Mancini li ha usati senza parsimonia: prima Montoya (a destra), D’Ambrosio (centro-destra), Juan Jesus (centro-sinistra; fonte: Carrizo) e Nagatomo (a sinistra), poi Dodò (idem). E in panchina c’erano Santon e Telles!

6 – Come i punti che separano l’Inter capolista dalla Juventus campione d’Italia. Che non saranno tanti, ma, dopo sedici partite e uno scontro diretto finito a reti inviolate… a San Siro, dovrebbero far riflettere qualcuno. E non su quanto è decisivo Pogba!

7 – Come il numero di maglia di Kondogbia, che è tornato ieri. Ed è tornato bene. E non gliene frega niente a nessuno, perché si giocava contro il Cagliari. Perché è stato pagato 30 milioni, forse 35. Perché non è forte come Pogba, che ne vale almeno il quadruplo!

8 – Come le ipotesi, anzi le previsioni, fatte dagli addetti alle probabili formazioni dell’Inter. Si gioca a tre o forse a quattro, dietro. A due o a tre, in mezzo. A un, due, tre… stella, avanti! E poi Mancini sceglie sempre la nona formazione, quella inaspettata: che spasso!

9 – Come i titolari che ha fatto acquistare quest’estate Mancini. Perché parliamoci chiaro: solo Handanovic e Medel hanno il posto assicurato, tutti gli altri (da Santon a Icardi, passando per Guarin e Brozovic) rischiano di finire in panchina a ogni partita. Che rivoluzione!

10 – Come gli stranieri ieri in campo dal primo minuto con la maglia dell’Inter. Li ricordo tutti: Carrizo, Juan Jesus, Montoya, Nagatomo, Medel, Kondogbia, Brozovic, Biabiany, Palacio, Manaj e D’Amb… ah no, D’Ambrosio è italiano, mannaggia!

11 – Come… come cosa? Mi ero ripromesso di fare un elenco solo di dieci numeri e già con lo zero sono a undici… quindi non sono credibile e chiudo come ho aperto, ovvero sgarrando. Ah ecco, ora ricordo: 11 – Come i punti che separano Inter e Milan al momento. Ma perché nessuno conteggia i derby amichevoli?