Adem Ljajic, la calamita di palloni

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20 dicembre 2015, 00:00
ljajic

Adem Ljajic è stato tra i principali protagonisti degli ultimi mesi in nerazzurro. La sua esplosione è coincisa con una crescita generale della squadra, ma soprattutto il serbo si è rivelato un fattore indispensabile per una svolta nel gioco. I numeri rivelano la sua centralità nella manovra dell’Inter.

Da quando Adem Ljajic ha iniziato a ingranare l’Inter ha cambiato marcia. Sembra ormai passato un secolo, ma prima che il serbo si ritagliasse il suo posto in squadra l’Inter ha vissuto un periodo di crisi: sconfitta con la Fiorentina e tre pareggi consecutivi contro Juventus, Sampdoria e Palermo, con tre soli gol fatti e sei subiti. Proprio a Palermo è di fatto iniziata la stagione nerazzurra di Ljajic, e da quel momento sono arrivate solo vittorie a parte lo stop a Napoli. In sette partite i gol fatti sono diventati sedici e quelli subiti due, con il ragazzo di Novi Pazar titolare cinque volte.

Che proprio l’attaccante ex Roma abbia recitato un ruolo da protagonista con gol e assist, ma anche corsa e sacrificio è cosa nota. Meno pubblicizzato è l’impatto generale di Ljajic sulla manovra dell’Inter. Non il classico attaccante esterno un po’ svagato che attende la palla per cercare la giocata, ma un motore della manovra sempre al centro del gioco. I numeri dei passaggi tentati ed effettuati, presi da FourFourTwo, parlano chiaro.

Ljajic quando è andato in campo da titolare è stato regolarmente tra i migliori giocatori dell’Inter per passaggi effettuati e tentati.
A Bologna, ancora in rodaggio, è stato il nono nella classifica di squadra, ma si è consolato con l’assist decisivo. Contro la Roma, quando ha convinto tutti di poter avere un posto fisso, è salito fino al primo posto. Col Frosinone è stato terzo, poi quarto contro Napoli e Genoa e di nuovo primo contro l’Udinese. Una centralità che permane al variare di avversari e situazioni tattiche. Tutto questo con una percentuale di passaggi riusciti vicina all’88%.

Va sottolineato che comunemente queste classifiche sono dominate da difensori centrali, centrocampisti che giostrano davanti alla difesa o terzini. Questo perchè i dati vengono gonfiati spesso dal possesso palla difensivo, col pallone che gira orizzontalmente nel reparto arretrato. Ljajic, chiaramente, non è un difensore, e questo lo rende un elemento anomalo. Una posizione così alta in classifica malgrado il ruolo per il serbo è spiegata dal fatto che è regolarmente il migliore della squadra per passaggi effettuati in zona d’attacco. Solo contro il Bologna è stato superato da un compagno (Brozovic, che però ha effettuato 17 passaggi su 23 contro uno score da 13/13 di Ljajic), in tutte le altre partite è risultato il migliore, quindi il più coinvolto.

Questa caratteristica del serbo di calamitare il pallone trova conferma in altri due dati: contro il Verona a San Siro, nel suo esordio in maglia nerazzurra, Ljajic non giocò una gara memorabile, ma comunque in soli cinquantasette minuti risultò l’ottavo giocatore con più passaggi; contro il Palermo entrò a gara in corsa e in soli dodici minuti arrivò quasi a pareggiare i passaggi di Icardi, in campo per settantotto.

Se cercate un elemento nell’Inter fondamentale nello sviluppo della manovra, guardate ad Adem Ljajic