22/05/2010, Madrid, Triplete: Paolo e Giuseppe ricordano…

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22 maggio 2015, 10:06
triplete

Paolo e Giuseppe, i nostri due amici interisti, oggi ricordano il 22 maggio di cinque anni fa come tanti tifosi nerazzurri sparsi in tutto il mondo. Una notte indimenticabile che ha lasciato il segno nel popolo nerazzurro: la conquista del “Triplete”, impresa mai riuscita ad una squadra italiana. Dopo cinque anni ci si interroga su cosa sia rimasto in casa Inter:

PAOLO – Ovviamente Paolo era a Madrid, quella notte. E che notte! Sacrifici, denaro risparmiato per acquistare il tanto desiderato pacchetto comprensivo di volo e biglietto per il Bernabeu. Un’occasione da non perdere per un tifoso nerazzurro “doc” come lui. L’atmosfera dello stadio, l’adrenalina della partita, la gioia per aver visto il raddoppio di Milito sotto i suoi occhi, la coppa sollevata da Pupi Zanetti in un tripudio di emozioni e pianti liberatori. E’ Triplete! Una squadra leggendaria, troppo forte e troppo completa per non centrare l’obbiettivo. Paolo ora vive di ricordi e di aneddoti. Sembra passata una vita intera eppure sono solamente 5 anni. Anni di delusione e di caduta in basso. Dicono che sia in atto la rinascita ma Paolo vuole vedere prima di credere. Ha sentito tante parole in questi anni da non fidarsi più. Lui sa una cosa sola: l’abbonamento a San Siro continua a sottoscriverlo con la speranza che sia l’anno buono…ogni volta lo spera! Alla società chiederebbe solo questo: di crederci come ci crede lui. Di metterci davvero un po’ più di grinta anche sul mercato, di essere più “cattiva” in tutti i sensi. Quell’Inter feroce e determinata Paolo ce l’ha ancora negli occhi e nella mente. Vuole rivedere presto un capitano nerazzurro sollevare un trofeo. Lui fa la sua parte…ora tocca all’Inter!

GIUSEPPE – Fino all’ultimo incerto se partecipare alla trasferta di Madrid, Giuseppe alla fine aveva deciso di restare a casa a vedere la storica finale con amici. Se ne pente ancora amaramente, si pente di aver ragionato troppo e non avere dato retta all’istinto. Si è perso una notte difficilmente ripetibile a breve, una notte di passione consumata su un divano a Milano invece che sugli spalti di Madrid. Pensare che un suo amico, invece, aveva trovato il biglietto all’ultimo tentativo e voleva portarlo con lui! Pazienza. Giuseppe in questi anni si è comportato in maniera molto critica nei riguardi della società Inter. Resta l’amore incondizionato ma è diminuita la passione. Troppe delusioni che difficilmente è riuscito a metabolizzare, troppa la gioia di quella notte per poter sopportare la caduta vertiginosa di questi anni. Dalla passione si è passati al freddo calcolo, dall’imprenditore milanese al magnate indonesiano, dal marketing totalmente assente al marketing onnipresente: Giuseppe fatica a comprendere tutto così in fretta. Non ha più rinnovato l’abbonamento allo stadio (per la verità ha smesso di farlo quando Josè se ne è andato) ma segue ogni gara dallo stesso divano della finale di Madrid. Spera non tanto in una nuova coppa a breve quanto ad un progetto finalmente serio e credibile. Vuole vedere giocatori fieri di indossare la maglia che fu di Giacinto e vuole vedere un allenatore capace di far “sputare sangue” ai suoi ragazzi come solo a Mourinho ha visto fare. Questo basta e avanza a Giuseppe per tornare a sognare un altro Triplete…almeno per ora!