15.10.17, Icardi non cambia. L’Inter scaccia i fantasmi al 90′

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16 ottobre 2017, 12:00
San Siro Inter

L’occhio del tifoso. Tifoso nerazzurro da quando sono nato, da 4 anni vivo a Milano e sono abbonato all’Inter. In questa rubrica provo a raccontare a voi lettori di “Inter-News.it” cosa accade in campo e sopratutto fuori in quei 90 e più minuti di gioco

AMARCORD – Ok, è la domenica del derby. Vivo a Milano da 4 anni e questa partita acquisisce sempre più importanza. Ore 18: salgo sul tram. Di fronte ho il mio fido compagno di avventure e un altro ragazzo con la sciarpa nerazzurra. Parla al telefono, ha l’accento napoletano. Subito penso a quando in solitaria attraversavo la penisola per vedere l’Inter. Ora sono a mezz’ora da San Siro. Mi ritengo fortunato.

GRAZIE SCIURA – Il viaggio continua. Sale una signora. Chiede se può sedersi accanto a me. Accetto. Vede la mia felpa dell’Inter ed esclama: «Stai andando allo stadio? Tranquillo, oggi vinciamo 1 a 0». Io sono scaramantico e faccio gli scongiuri del caso. Sorrido e mi limito a un «Speriamo signora, speriamo». Arriva il momento di cambiare tram. La sciura (signora in milanese, ndr) ancora più convinta ripete: «Rilassati. Vince l’Inter». In quel momento mi sono promesso di tornare in quel punto a ringraziare o meno (a seconda del risultato) la signora.

NIENTE DI PIÙ BELLO – Salgo sul 16: tram che porta a San Siro. È sempre pieno di gente con la maglia nerazzurra, oggi di più. Nessuno parla. C’è tensione, paura. Arriviamo a questa sfida a più 7 in classifica. «Non può perderne 3 di fila il Milan» penso. Ogni tanto qualcuno sussurra qualcosa. Tanti gli stranieri. San Siro si avvicina. Si intravede. Molti si sporgono per vederlo meglio, i loro occhi brillano. Guardo la scena e sorrido, poi ammiro lo stadio anche io: è bellissimo come sempre pronto a scrivere una nuova pagina di storia.

TUTTO PRONTO – Ok, bando alle ciance. Mi incammino verso la Curva Nord. Passo dopo passo aumenta l’attesa, sale la tensione. Un particolare però continua a saltare all’occhio derby dopo derby. Le due tifoserie passeggiano tranquillamente una vicina all’altra. Tutto tranquillo, amo questa città. È arrivato il momento; dopo il saluto ad alcuni amici fuori dalla Nord si entra. Gradone dopo gradone i cori si fanno sempre più forti. Sono le 19.30 circa, vorrei fossero le 20.45. Prendo posto, le squadre entrano in campo. L’Inter viene accolta così:

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PRIMO TEMPO – Passano i minuti. Poi, finalmente l’attesa è terminata. Le squadre sono pronte per iniziare. Ad accoglierle le splendide coreografie delle due curve e le bandierine azzurre nei settori arancio e rossi. Dopo “Pazza Inter” l’inno della Serie A si comincia. L’Inter parte bene. I nerazzurri ci credono, così come il pubblico. Al 28′ splendida azione sulla destra sull’asse Danilo D’AmbrosioAntonio Candreva, l’ex Lazio mette un gran pallone in mezzo e…DELIRIO. Mauro Icardi porta in vantaggio l’Inter. San Siro impazzisce. La Nord urla. Esultare per un gol dell’Inter in un derby è una delle cose che auguro a tutti gli interisti. Bene, ora si torna al match. L’Inter gioca, amministra bene. Continua l’incitamento e terminano i primi 45′ di gioco. 1-0 per noi, bene così.

SECONDO TEMPO – Inizia la ripresa. Il Milan parte meglio, segna il gol del pareggio: annullato. L’Inter sembra esser uscita dal campo. Aumenta la paura e i rossoneri trovano la rete del pareggio. Tornano ad aleggiare i fantasmi della passata stagione. I nerazzurri però non ci stanno e sfiorano il vantaggio con Matias Vecino. Palla fuori di un nulla. I tifosi nerazzurri si risvegliano, la squadra ci crede, Mauro Icardi strappa il pallone a Lucas Biglia a centrocampo; serve Ivan Perisic. Doppio passo, cross…DELIRIO. 2 a 1 ancora lui «El segna semper lü» Mauro Icardi. Inizio ad abbracciare i miei vicini, gente che scende di due-tre file. Gli incubi dei primi minuti della ripresa sembrano esser andati via. Intanto esce Antonio Candreva. Contro il Genoa, sostituito da Yann Karamoh, i fischi per lui non erano mancati. Oggi tutti in piedi. Quanta differenza può fare un derby giocato bene. L’Inter gestisce, sembra poter chiudere il match con qualche ripartenza, ma all’improssivo arriva il pareggio del Milan con una sfortunata autorete di Samir Handanovic. C’è rammarico, mi guardo intorno e penso: «Non può finire 2 a 2 per la terza volta di fila. Qualcuno la vince». Vecino sembra ascoltarmi, spacca in due centrocampo e difesa del Milan, serve Icardi, palla ad Eder e conclusione deviata in corner. Qualcuno urla il nome di Skriniar. Un suo gol nel derby sarebbe perfetto. Siamo all’89’, pallone in mezzo, Danilo D’Ambrosio cade giù: calcio di rigore. 

ATTIMI INTERMINABILI – Oddio. Dal dischetto andrà lui: Mauro Icardi. Non ci sono dubbi. Nella mente mi torna subito quel 31 gennaio 2016. Il Milan era in vantaggio per 1 a 0. Icardi appena entrato in campo si presentò dal dischetto. Spiazzò Gianluigi Donnarumma e colpì il palo. Risultato finale: 3-0 per i rossoneri. Molti non guardano. Io sì. L’argentino prende palla, trattiene il respiro e con lui tutti noi. Si ferma, calcia e…DELIRO. 3 a 2. Stesso angolo. Stessa porta. Ancora Donnarumma spiazzato, ma questa volta è la Milano nerazzurra a festeggiare.

ULTIMO RESPIRO – Gli ultimi minuti sono in apnea. Il Milan prova l’ultimo disperato assalto. Suso batte, ma la sua punizione è lunga, Samir Handanovic cattura il pallone. Tagliavento fischia la fine. Inter batte Milan 3 a 2. Delirio nerazzurro. Dalle casse dello stadio risuona “Pazza Inter”. I giocatori si abbracciano e poi mano a mano iniziano a correre verso la Curva. Si esulta. Mi volto e due ragazzi dietro di me sono seduti in lacrime. Stanno scaricando la tensione. Continuano a ripetersi: «Non si può soffrire sempre così». Lo stadio si svuota. Sono esausto, mi stendo su alcuni seggiolini e tirò un sospiro di sollievo: oggi alcuni fantasmi li abbiamo scacciati via. Avanti così!

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