Sky: Sensi, ieri prestazione da cinque ma ci sono le attenuanti

Articolo di
16 novembre 2015, 13:56

Il giornalista di Sky Sport Christian Giordano ha analizzato la prestazione del giovane talento Stefano Sensi che ieri sera sembra aver pagato la forte attenzione mediatica derivata dall’annunciata presenza in tribuna di Roberto Mancini e dei dirigenti di diversi top club, arrivati a Cesena appositamente per lui.

PARTITA DA CINQUE – «Non bastavano in tribuna Mancini ed Ausilio dell’Inter, l’osservatore Maiorino del Milan, il DS del Napoli Giuntoli, il capo scout del Chelsea più emissari del Southampton e del Valladolid; no, ci si è messo in settimana pure Mijatovic: “Se continua così, sicuramente arriverà ad essere un giocatore importante”. Invece è stata una partita da 5 in tutti i ‘sensi’ quella del numero cinque del Cesena che forse meritava un rigore ma che invece è stato battuto in casa dal Bari per 2-0 con due gol nati proprio da errori del regista».

LE ATTENUANTI – «L’allenatore Drago per lui stravede ma non gli lesina ramanzine: “Non deve farsi distrarre dal mercato” gli ha detto dopo la sconfitta di Latina. Stavolta però per il ventenne di Urbino, che quel numero lo indossa perché è nato il 5 agosto del ’95 e in famiglia i Sensi sono cinque, le attenuanti non mancano: senza cinque nazionali e con gli uomini a contati Sensi è sceso in campo pur avendo giocato tutti i 90 minuti con l’Under-20 giovedì».

SULLE ORME DI XAVI – «Con il Bari ha toccato pochi palloni per uno che gioca col e da 5 (inteso come numero di maglia solitamente assegnato ad un centrocampista ndr), da volante alla sudamericana davanti alla difesa come i suoi modelli Pirlo e Verratti, con Xavi come idolo, non solo per la statura, insieme a Juninho Pernanbucano. A Drago in pre-campionato era bastata mezz’ora per telefonare al DS Foschi e bloccarne il prestito; due anni in Lega Pro al San Marino e 2 gol in 13 presenze alla prima stagione in B hanno fatto intravedere il suo talento ma adesso sta al piccoletto dimostrare di poter diventare grande, anche con tutti gli occhi addosso».