Jovetic, quanti “nemici” all’Inter! Tutti i segnali portano all’addio

Articolo di
23 agosto 2016, 21:32
Jovetic

Il futuro di Jovetic è sempre più distante da quello dell’Inter, sebbene al momento non ci siano trattative in corso per ipotizzare una precisa destinazione in caso di cessione: ecco quattro segnali che fanno pensare all’attaccante montenegrino come un esubero nell’attuale rosa nerazzurra

LA LISTA – La rosa attuale dell’Inter presenta 28 elementi, di cui quattro Under 21, quindi si può parlare tranquillamente di 24 giocatori da iscrivere nella famosa Lista UEFA da 22 elementi (in cui verrà escluso il terzo portiere Tommaso Berni, 23° elemento in rosa), mentre nella Lista FIGC da 25 elementi non ci sono problemi per ora. L’Inter dovrà rispettare alcuni paletti, ovvero l’iscrizione di giocatori cresciuti nel proprio vivaio e giocatori cresciuti nel vivaio nazionale italiano. Proprio Stevan Jovetic, essendo cresciuto nella Fiorentina, torna utile per occupare uno dei quattro slot nazionali, ma dopo la conferma di Eder la sua presenza è addirittura eccessiva: Danilo D’Ambrosio, Antonio Candreva e Mauro Icardi hanno già prenotato i primi tre slot, il quarto per ora se lo prende Eder. Essendoci carenza numerica sia in difesa (da non dimenticare l’italiano Andrea Ranocchia) sia a centrocampo (Marcelo Brozovic potrebbe andar via), a restare fuori molto probabilmente sarà un attaccante. L’Inter al momento ha 7 attaccanti in rosa, tra cui tre ali e tre punte più Jovetic: è proprio la conferma di Eder a dare il benservito a Jovetic.

IL RUOLO – L’Inter negli ultimi mesi ha condotto una campagna di rafforzamento incentrata su un assetto tattico chiaro: il 4-2-3-1, su cui Roberto Mancini stava insistendo e che ancora oggi sembra la via più adatta per questa rosa. Il mercato ha già portato Candreva e sicuramente non smuoverà Ivan Perisic, entrambi destinati a giocare al fianco di capitan Icardi. La speranza di Jovetic era quella di impossessarsi del ruolo alle spalle di Icardi, ovvero tornare a fare la seconda punta libera di svariare sulla trequarti. Questo lavoro, però, salvo sorprese spetterà a Ever Banega, finora fiore all’occhiello del mercato nerazzurro: i due hanno già fatto staffetta in amichevole contro il Celtic, contro cui Banega ha ben impressionato da “dieci”, mentre Jovetic ha sofferto. Jovetic può giocare al posto di Banega quando l’Inter necessiterà di un uomo più pericoloso in zona gol, quindi di un attaccante in più a discapito di un difensore-centrocampista, ma Banega non perderà mai il posto da titolare: in quel caso retrocederebbe sulla mediana in qualità di regista-mezzala. La presenza di Jovetic nella rosa dell’Inter per ora è quella della riserva tattica: può sostituire il trequartista (o eventualmente la prima punta) partendo dalla panchina, ma la presenza di Banega sulla trequarti gli chiude le porte della titolarità.

IL MODULO – Nonostante le prove di 4-2-3-1, arrivano sempre più conferme sull’idea di Frank de Boer di provare a basare la sua nuova Inter sul modulo a lui più congeniale: si prospetta il 4-4-3 all’olandese anche per l’Inter, che ha praticamente l’undici titolare già fatto, mercato permettendo. Nel tridente offensivo non c’è spazio per Jovetic, che sulle fasce può giocare, ma sarebbe sprecato a livello tecnico e inadatto a livello tattico, come già dimostrato nella passata stagione. Come attaccante centrale ha già dimostrato di poter dare una mano alla manovra offensiva, ma de Boer è stato chiaro sulla titolarità indiscussa di Icardi nel proprio progetto e il gruppo Suning, considerando il ricco rinnovo promesso al centravanti argentino, non può che concordare con il tecnico olandese. Non a caso, Jovetic non è stato utilizzato contro il ChievoVerona – de Boer gli ha preferito Eder dal 1′ e Rodrigo Palacio a partita in corso -, proprio evitare di dover riscattare il montenegrino dal Manchester City, dato che gli accordi prevedono il riscatto obbligato alla prima presenza stagionale. Per Jovetic vale il discorso precedente: può tornare utilissimo come alternativa, ma l’assetto tattico previsto da de Boer non gli concede nessuna chance dal primo minuto.

IL NUMERO – L’ultimo segnale, che è senza alcun dubbio quello meno interessante e valido ai fini della scelta dell’Inter in ottica cessione di Jovetic, è quello legato al numero di maglia. Dopo l’addio di Mateo Kovacic la scelta di Jovetic è ricaduta sul numero 10, abbandonando il “suo” storico 35. Lo stesso numero 10 è il numero che l’Inter avrebbe promesso a Joao Mario, il grande colpo che il gruppo Suning vorrebbe regalare ai tifosi nerazzurri. Alt: non esiste nessuna equazione che all’arrivo di Joao Mario faccia causare la cessione di Jovetic per liberare il numero 10, dato che il portoghese – non ancora acquistato, nonostante l’estenuante trattativa – potrebbe tranquillamente prendere un numero qualsiasi pur di approdare all’Inter. E’ un dato di fatto, però, che nel calcio del business e del merchandising, anche la vendita delle maglie vuole la sua parte: la nuova Inter cinese può presentarsi con il nuovo numero 10 Joao Mario, di conseguenza il “vecchio” Jovetic rischia di essere rottamato. L’Inter cerca un acquirente per Jovetic: serve un club che possa garantire il riscatto del cartellino dell’attaccante montenegrino al Manchester City, ma il tempo stringe. Non è da escludere una permanenza forzata e una rivalutazione tecnico-tattica di Jovetic da parte di de Boer.