E. Mor, da Terim a Ibra. Spalletti lo vuole: ecco perché – GDM

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6 agosto 2017, 17:19
Emre Mor

L’Inter ha le mani su Emre Mor, astro nascente del calcio turco cercato in Italia anche da Roma e Fiorentina: il club nerazzurro però sembra aver messo la freccia, superando in un solo colpo tutte le pretendenti. “GianlucaDiMarzio.com” ha sfornato un’interessante descrizione del talento classe ’97 del Borussia Dortmund, che Luciano Spalletti sembra apprezzare molto

DA TERIM A IBRAHIMOVIC – “Appena l’ho visto ho pensato: non è un giocatore normale. È straordinario. Parola di Fatih Terim, uno che di calcio turco se ne intende. Quello “straordinario” è Emre Mor, il nuovo obiettivo dell’Inter, sempre più probabile acquisto del club nerazzurro. Emre è senza dubbio un ragazzo con un background particolare, diverso quantomeno. Partiamo dal principio: papà turco, mamma macedone, ma lui è nato (nel 1997) e cresciuto in Danimarca. A Copenaghen, Bronshoj, un quartiere difficile. E forse non è un caso se uno dei suoi idoli è Ibrahimovic, nato al di là del ponte Øresund che collega Copenaghen a Malmo, la città natale di Zlatan. Anche lui figlio di una famiglia di immigrati, anche lui cresciuto in un quartiere ghetto. Emre Mor è la risorsa del calcio danese per il futuro, ci sperano in tanti. Con la Nazionale fa tutta la trafila delle under ma poi prima di fare il salto… arriva Terim. Sì proprio lui. L’Imperatore turco lo ha seguito e lo vuole portare nella sua nazionale. Ci vogliono però i documenti per farlo giocare con la Turchia e ovviamente la firma del padre, che arriva da un luogo insolito. Un carcere, dove si trova in seguito ad un incidente d’auto. In Danimarca non tutti la prendono bene, l’allenatore del Nordsjaelland Kasper Hjulmand la definisce una tragedia per il calcio danese“.

TALENTO DA GESTIRE – “Perché lo vuole Spalletti? Mor è un esterno mancino che gioca principalmente sulla fascia destra. È molto rapido sia di gamba che di testa e vuole sempre provare la giocata d’effetto, una caratteristica che dovrà essere “domata” da Spalletti nel caso arrivasse. Può essere un’alternativa ad Antonio Candreva, visto che, al contrario dell’ex attaccante della Lazio, è mancino. Alto 1,69 cm, gioca sulla fascia destra ed è veloce. I paragoni si sprecano, potenzialmente potrebbe ricordare un Messi (che è il suo idolo), quando era agli inizi, o Salah. In realtà, Mor è semplicemente Mor. Dovrà crescere, tanto, ma in fretta, perché si sa che San Siro non è una stadio che perdona facilmente, anche se a volte si innamora dei giovani talenti e li sa aspettare (Gabigol insegna). Dipenderà da lui e dal lavoro di Spalletti, che dovrà centellinare il talento del turco-danese, saper capire quando sarà pronto. E “gestire il talento” è un concetto molto caro all’allenatore di Certaldo”.