Pancev:”Bagnoli non da Inter, tanti flop perché si giocava male”

Articolo di
9 ottobre 2016, 11:08
darko pancev

La “Gazzetta dello Sport” in vista della partita tra Italia e Macedonia ha intervistato Darko Pancev, nato a Skopje. L’ex attaccante ha parlato anche della sua infelice esperienza all’Inter.

INTER E MILAN AI CINESI – «Non me lo sarei mai aspettato. Ma da voi il calcio fa parte delle cose importanti, perciò gli inve­stimenti dall’estero devono esse­re i benvenuti. Certo, a patto che mantengano tale o facciano cre­scere l’entusiasmo».

UN ERRORE SCEGLIERE L’INTER- «Ora sarebbe facile dire che ho sbagliato a scegliere l’Inter. Per come sono andate le cose, piut­tosto, mi sento sollevato dal non essere stato l’unico a fare quello sbaglio. E pensare che avevo rifiutato offerte da Real, Barça, Manchester United…».

IL RAPPORTO CON BAGNOLI – «Non era male come allenato­re, ma non era da Inter. Però è stata tutta la situazione intorno a me che mi ha portato alla disperazione per non riusci­re a dare il meglio».

GLI ITALIANI SPINGEVANO PER SCHILLACI – «È una leggenda ben nota. Io posso dire solo due cose: che con Totò avevo un buon rapporto, e che se avessi giocato le sue parti­te avrei segnato di più».

PANCEV NON CORRE – «A differenza degli altri un cen­travanti deve correre in certi momenti, al massimo della velo­cità, per arrivare sul pallone. Ma all’epoca i tifosi dell’Inter si en­tusiasmavano per un tackle o per una palla recuperata perché in quella squadra non esistevano i passaggi. Sa qual è stato il pro­blema alla fine? Che gli scout dell’Inter erano venuti a vedermi almeno dieci volte, io invece non avevo mai visto come giocava l’Inter».

POCHI MESI CON MORATTI – «Io sono arrivato che c’era ancora Pellegrini e mi spiace che Moratti invece di parlarmi di persona mi man­dava altre persone».

LE PRESE IN GIRO DEI TIFOSI – «Ma no, gli sfottò dei tifosi non mi facevano male. Io i tifosi li capisco, arriva­vo come un top player e le attese erano grandi. Ma pensi a She­vchenko al Chelsea, a Henry alla Juve, allo stesso Sammer all’In­ter… anche loro hanno avuto i miei stessi guai».

TANTI FLOP IN QUELLA INTER – «Giocavamo male. Ricordo an­cora di quando, dopo una partita con la Reggiana, Bergkamp si confidò con me: “Darko, mi tro­vo male in campo”. E io: “Chiaro, qui segniamo solo con le puni­zioni di Sosa”. Lui e Sammer poi hanno trovato la loro fortuna, io invece sono stato testardo, trop­po orgoglioso e convinto delle mie capacità, ho detto no a Fer­guson e al Manchester United e all’Inter ci ho rimesso la carrie­ra».

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Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo, nasce a Milano e si costruisce negli anni una passione per il calcio equamente divisa tra razionalità e passione. La parte più calda sta in Sudamerica, l’unico tifo è per l’inter.