Moggi: “Ronaldo-Juve? Troppo! Ma che voleva l’Inter nel ’98?”

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23 settembre 2016, 09:09
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Luciano Moggi – prima di parlare di Inter-Juventus e dare la bomba su Moratti – durante l’ospitata negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia si diverte a parlare di Ronaldo, che ha appena compiuto 40 anni: non manca un riferimento al famoso rigore del ’98, avendo anche Iuliano al suo fianco

FENOMENO “DI TROPPO” – Tra i tanti colpi fatti in sede di mercato, il più grande di tutti è proprio sfuggito a Luciano Moggi, che la butta sull’ironia: «E’ il compleanno di Ronaldo? Chi? Quello bravo? Quello che sta al Real Madrid non li compie gli anni? (ride, ndr) Faccio gli auguri a Ronaldo, che è stato anche un gran giocatore: se fosse stato professionalmente meglio, magari starebbe ancora giocando. Mi sono fatto sfuggire il Fenomeno? Cristiano Ronaldo l’avevo comprato, il Ronaldo brasiliano era troppo bravo per noi, probabilmente non ci serviva. Quella Juventus era una squadra di bravi: c’erano tutti i capitani delle varie nazionali, con lui avremmo avuto troppi galli nel pollaio. In realtà non ho mai pensato a Ronaldo: costava 10 miliardi a quei tempi, era un ragazzino. Quando valuti un ragazzo di 16 anni è sempre particolare come cosa, mi sembrava un prezzo troppo alto pur apprezzando le qualità del giocatore».

IL RIGORE DEL ’98 – «Mark Iuliano conosce bene Ronaldo… Ricordo anche l’allenatore (Gigi Simoni, ndr) e tutte le sceneggiate… Ma non ho capito: se avessero dato il rigore all’Inter e lo avesse anche segnato, cosa avrebbero fatto? Sarebbe stato comunque 1-1, no? E la Juventus sarebbe rimasta comunque prima in classifica, quindi non vedo nulla di grave. Dopo lo scontro con Ronaldo, Iuliano non poteva che restare con noi per tanti anni: ha dimostrato di avere fisico per reggere l’urto! (ride, ndr)».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.