Marazzina: “Io nerazzurro da sempre. Domani vince l’Inter”

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2 maggio 2015, 13:10
Chievo Marazzina

Massimo Marazzina indossò la maglia del Chievo Verona dal 1996 al 2002 (con un intermezzo alla Reggina). L’ex attaccante clivense si è sempre dichiarato interista (è cresciuto calcisticamente nella Primavera) anche se in passato ha sempre punito i nerazzurri. 

BRUTTI RICORDI – Inter-Chievo Verona riporta alla mente dei tifosi nerazzurri dei momenti terribili. Nella stagione 2001-2002 l’Inter perse lo scudetto anche per colpa dei clivensi, raccogliendo solo un punto in due partite. Soprattutto nella gara di ritorno al “Bentegodi”, complice una sbandata difensiva di Sorondo, il Chievo pareggiò a pochi minuti dalla fine con Corradi. Quei gialloblu sono molto diversi dagli attuali allenati da Maran. Era un calcio che era una favola con Gigi Del Neri in panchina, Corini regista, Eriberto e Manfredini sulle fasce e il tandem offensivo Corradi-Marazzina. Proprio quest’ultimo punì i nerazzurri quel 15 Dicembre del 2001, quando il Chievo espugnò San Siro. L’ex bomber ha appeso le scarpe al chiodo da un bel po’ e ricorda, su TGGialloblu.it, il suo passato e le gare contro l’Inter.

CHIEVO DA SCUDETTO – “Si ci credevamo: non ci mancava nulla e giocavamo bene. Però naturalmente sapevamo che sarebbe stato molto difficile. Primo, perché altre squadre erano obiettivamente più forti, secondo: c’erano anche altri interessi che poi dovevano subentrare. Era un’utopia: però abbiamo rimediato un bel piazzamento Uefa. Fu senza ombra di dubbio un campionato strepitoso, fu tutto meritato”.

INTERISTA DENTRO – “È una delle note più storiche e più piacevoli della mia carriera. Segno e il Chievo vince 2-1 a San Siro contro la “mia” Inter in rimonta. Quella partita rientra nei 3-4 flash che ti saltano alla mente in un’intera carriera. Marazzina interista? Onestamente sì. Sono nato vicino a Milano, da bambino ero tifoso interista e poi ho avuto la grande fortuna di indossare quella maglia. Poi con l’andare del tempo il calcio diventa una professione e un po’ perdi la passione per la tua squadra. Però se devo provare simpatia per una squadra, la provo senz’altro per l’Inter”.

PRONOSTICI – Dove possono arrivare i nerazzurri? Tutti cambiano l’idea di una squadra da una domenica all’altra. Prima l’Inter era una squadra di morti, mentre adesso sono tutti fenomeni. L’Inter in generale ha una buona qualità, sicuramente non è l‘Inter del Triplete, adesso è chiaro che si mantenga un basso profilo. Però un quarto-quinto posto credo sia alla portata. Un pronostico? Il Chievo è in una bellissima posizione perché può giocare con la mente sgombra visto che è già salvo. Però penso che alla fine l’Inter riuscirà a portare a casa i tre punti”.