Mandorlini: “Inter, solo ricordi belli! L’anno dei record nacque…”

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14 novembre 2016, 23:05
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Andrea Mandorlini è stato ospite di “Memorabilia” su “Inter Channel”: l’ex difensore dell’Inter parla dei suoi anni in nerazzurro, dello Scudetto dei Record e dell’attuale situazione del campionato italiano di Serie A. Di seguito le sue dichiarazioni

DA GIOCATORE AD ALLENATORE – «Qualcuno me l’aveva predetto tempo fa, mi reputo fortunato per aver potuto vestire questi colori che per me sono importanti. Sono sempre stato interista e ho avuto la fortuna di poterci giocare, senza però mai riuscire a batterla da allenatore. Tanti errori commessi da giocatore, con l’esperienza di oggi da allenatore non si farebbero. L’esperienza è importante, conosci tante cose però fare l’allenatore è diverso e responsabilizzante verso tutto l’ambiente». Prima dell’Inter, l’esperienza nel settore giovanile del Torino e poi l’esordio con l’Ascoli: «Tre anni con Mazzone mi hanno formato sia dal punto di vista sportivo che umano. Grazie a lui poi ho trovato i miei colori. Lo ringrazio ogni volta che lo incontro per questo. Tra l’84 ed il ’91 in Serie A c’erano i giocatori migliori al mondo. Io avevo 24 anni, giocavo per una delle più grandi squadre del mondo e per questo i ricordi sono solamente belli. Lo Scudetto dei Record, la Coppa UEFA e la Supercoppa sono sicuramente tra i migliori, in anni fondamentali per la mia carriera».

DUTTILITÀ E L’ANNO DEI RECORDMandorlini inizia da libero, ma negli anni dell’Inter ricopre diversi ruoli: «Ho avuto tutte le maglie tranne la 9 e quella del portiere, per il resto li ho messi tutti. Compreso il 10 a San Siro. L’anno dei Record iniziò con un’estate un po’ turbolenta perché giravano alcuni nomi per sostituirmi. Trapattoni però ha creduto in me, avevo fatto bene alcune partite nel ruolo di libero ed ero comunque supportato da grandissimi giocatori. Abbiamo perso in Coppa Italia con la Fiorentina e dopo una riunione in Pinetina nacque quella stagione unica. Il campionato italiano oggi è molto difficile, magari non spettacolare ma tatticamente è tra i più complessi. Nelle mie squadre ho sempre cercato di proporre un’idea di gioco aggressiva, cercando di giocarci la partita anche contro le grandi».

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Viviana Campiti

Viviana Campiti

Nata e cresciuta in Calabria, dove si laurea in Scienze dell'Educazione. Amante del calcio in tutte le sue forme, dalla Terza Categoria alla Serie A. Interista per predisposizione naturale e onestà intellettuale. Pazza come Maicon, passionale come Stankovic, fedele come Zanetti. Nel tempo libero ama il cinema, ma soprattutto scrivere.