Luisito Suarez: “La Grande Inter e Herrera, che ricordi!”

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2 maggio 2015, 08:14
Suarez

Seconda parte della chiacchierata di Nicola Cecere, inviato della “Gazzetta dello Sport”, con Luisito Suarez in occasione del suo 80esimo compleanno. I ricordi della Grande Inter e della sua vita dopo il calcio sono al centro di questa parte dell’intervista:

LA GRANDE INTER – «Deportivo La Coruña e poi Barcellona con scudetti e coppe ma non quella dei Campioni persa contro il Benfica. L’incontro con Helenio Herrera che mi volle poi a Milano. Herrera era già un allenatore proiettato nel futuro e la sua Inter poteva contare oltre che su un gruppo di giocatori bravissimi anche su un presidente eccezionale e su un fine intenditore di calcio qual Italo Allodi», inizia Suarez.

COESIONE – «I ritiri erano molto lunghi e si giocava a biliardo e a carte. Stando tanto assieme una squadra può far leva anche sulla forza della coesione, sulla volontà comune di arrivare a certi traguardi. Nel nostro ciclo incise parecchio. Ero tra i più esperti e solo una volta apostrofai il giovane Mazzola, paralizzato dall’emozione prima della finale di Vienna: “Noi andiamo a giocare contro il Real, se vieni anche tu spicciati che si comincia”», prosegue Suarez.

FINE CARRIERA – «Ho smesso di giocare a 38 anni dopo tre stagioni nella Sampdoria. Ero in parola per avviare il settore giovanile ma la società dovette rinunciare. Iniziai ad allenare al Genoa, su proposta del presidente Fossati. Avrei dovuto restare con i giovani, come dimostra il mio successo con l’Under spagnola. Non ero portato per allenare una squadra di calciatori affermati: certe cose che ai miei occhi sembravano facili, non capivo come potessero essere difficili per loro. Dalla vita ho avuto molto più di quello che sognavo da bambino», conclude Suarez.

Auguri grande Campione!