Inter Triplete, resta Santon: 10 out con Milito, 14 altrove – GdS

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13 novembre 2016, 17:57
Champions 2010

L’addio di Milito al calcio lo fa entrare di diritto nel “club degli 11″… ritirati illustri. Dell’Inter schiacciasassi 2009/10 – come analizzato da Carlo Morizio per la versione online della “Gazzetta dello Sport” – è rimasto in nerazzurro solo Santon, mentre sono 14 i giocatori in attività altrove e con fortune diverse

MILITO DICE STOP, RESISTE SOLO SANTON – “Un altro pezzo storico del Triplete ha salutato nella serata di sabato. Diego Milito ha dato l’addio, toccante, al mondo del calcio, all’età di trentasette anni. Ma in quanti dei giocatori che hanno fatto parte di quella magica stagione nerazzurra, conclusasi il 22 maggio 2010 con la vittoria della Champions League contro il Bayern Monaco, sono ancora in attività? E che fine hanno fatto gli altri? Sei anni e mezzo: in un lasso di tempo limitato come la carriera di un calciatore, sono un’eternità. E infatti di quell’Inter stellare non è più rimasto nulla, se non un giocatore (Davide Santon)”.

TRIPLETISTI ANCORA IN ATTIVITA’ – “Dei veri protagonisti di quella cavalcata trionfale è ancora in attività (e ad alti livelli) Thiago Motta, che però saltò la finale per immolare la sua causa nella tiratissima semifinale di ritorno contro il Barcellona. Adesso al Paris Saint-Germain è titolare fisso in mediana. Resiste anche Wesley Sneijder, emigrato in Turchia nel 2013, al Galatasaray. L’olandese quella Champions la visse da protagonista assoluto: tre gol, tanti assist, come quello sontuoso in finale per Milito. Parabola simile alla sua quella di Esteban Cambiasso, faro insostituibile di José Mourinho. Nel 2014 un anno al Leicester, poi l’esperienza in Grecia all’Olympiacos, dove continua oggi a 36 anni. Un anno in più rispetto a Samuel Eto’o, che dopo tanto peregrinare è terzultimo in Turchia, con l’Antalyaspor. Contro di lui, in campionato, c’è Ricardo Quaresma, che però all’Inter non aveva inciso come previsto. A 37 anni compiuti va avanti anche Julio Cesar, strepitoso nell’annata del Triplete. Adesso si gioca il posto al Benfica, anche se nel mese di ottobre non è mai sceso in campo. Diversa è invece la storia di Maicon, che si è allenato ancora con la Roma lo scorso mese, pur risultando tra gli svincolati, e di Sulley Muntari, anche lui senza squadra dopo un’esperienza in Arabia Saudita. E ancor più differente è quella di Mario Balotelli: nel 2010 era un ventenne che sembrava destinato a spaccare il mondo. Dopo aver viaggiato tra Inghilterra e Italia, è adesso alla ricerca di una seconda opportunità al Nizza, dove al momento guida la Ligue 1. Sempre all’estero continua Marko Arnautovic, reduce dalla stagione più prolifica della sua carriera, con lo Stoke City. L’unico superstite in nerazzurro è come detto in precedenza Santon: un altro (ex) giovane che sta ancora cercando di mantenere le più rosee premesse di quando era ragazzino. Sempre in Italia c’è Goran Pandev: per lui sei presenze stagionali al Genoa. Non luminosa invece la parabola McDonald Mariga, che oggi milita in Serie B, con la maglia del Latina. Peggio di lui se la passa sicuramente Amantino Mancini, che dopo lo scandalo e la condanna per stupro nel 2011 gioca nelle categorie inferiori brasiliane. Un altro brasiliano è Lucio, che ora milita al Goa, in India, allenato da un certo Zico”.

RITIRATI E “REINTEGRATI” NEL CALCIO – “Nella lista degli ex calciatori figurano tanti altri nomi illustri. A partire ovviamente da Javier Zanetti, che ha appeso gli scarpini al chiodo rimanendo però ovviamente all’Inter, di cui è vicepresidente. Sempre in casa sono rimasti Walter Samuel, che farà parte del team di Stefano Pioli, e Francesco Toldo, ambasciatore nerazzurro per Inter Campus. Dopo essere stato Team Manager, ha invece cambiato strada nel 2014 Ivan Cordoba, che si è dedicato agli studi di management alla Bocconi, diventando nel frattempo anche direttore sportivo. Dopo aver seguito Andrea Stramaccioni all’Udinese e successivamente aver ricoperto il ruolo di Team Manager in nerazzurro, a giugno ha salutato anche Dejan Stankovic, che aveva lasciato il calcio nell’estate del 2013. Un anno prima rispetto a Cristian Chivu, che ha deciso di occuparsi di altro a Bucarest, magari per rientrare un giorno nel mondo del calcio. Solo dirigenti o calciatori? No, perché alcuni hanno scelto di donare anima e corpo alla panchina. Il caso più celebre è quello di Patrick Vieira, che dopo un’esperienza nelle giovanili del Manchester City è andato ad allenare negli USA, dove con i suoi New York Fc sono stati eliminati dai playoff della MLS, per ‘colpa’ delle magie di Sebastian Giovinco. Seduto a bordo campo c’è anche Marco Materazzi, che in India allena il Chennaiyin. Non solo prime squadre però: David Suazo ha infatti voluto tornare al Cagliari e giocarsi le sue carte partendo dalla gavetta. Prima i giovanissimi, ora la ‘promozione’ tra gli Under 17, sempre del club sardo. In Turchia, ma con mansioni diversi, prova la carriera da allenatore dei portieri Paolo Orlandoni, lo storico terzo portiere di quell’Inter che vinse tutto. Una squadra che a sei anni di distanza è un ricordo lontano”.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.