Gresko: “Addio calcio, mi sono dato al teatro”

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14 luglio 2015, 12:34
gresko

La “Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva una vecchia “indimenticabile” conoscenza del mondo nerazzurro: Vratislav Gresko. L’ex terzino interista, conosciuto da tutti per gli errori commessi il 5 Maggio 2002, rivela le sue passioni e i suoi ricordi.

PRESENTE – “Fra un paio di settimane compirò 38 anni e ho dato tutto quello che potevo. Penso sia giunto il momento di lasciare spazio alle nuove generazioni. Ho terminato la carriera nel FO ZP Sport Podbrezova in una città di 5 mila abitanti. Qui ha sede la Zeleziarne Podbrezova, una delle più antiche e importanti acciaierie dell’Europa Centrale. Qualche anno fa la compagnia ha deciso di investire nella squadra di calcio locale e io ho sposato il progetto. In quattro stagioni due promozioni, e al primo anno in Superliga ci siamo salvati“.

LA CARRIERA – “Poteva andare peggio, così come meglio. Ho sofferto vari infortuni al ginocchio, che mi hanno limitato. Eppure ho detto la mia in Serie A, in Premier e Bundesliga e giocato le coppe internazionali. Ho diviso lo spogliatoio con campioni come Vieri, Zanetti e Ronaldo, Ballack, Vidal e Hamsik, quindi non posso lamentarmi. Oggi mi rimangono solo bei ricordi e straordinarie amicizie”.

NAUFRAGIO – “Tutti noi volevamo quel titolo, e la delusione di conseguenza fu grande. Sinceramente, però, trovo poco sensato parlare di un fatto avvenuto quindici anni fa: la vita va avanti e arrivano sempre nuove sfide. Quello non fu l’unico campionato che persi all’ultimo. Successe altre due volte: a inizio carriera, quando vestivo la maglia dell’Inter Bratislava, e poi in Germania con il Bayer Leverkusen. Anche allora furono commessi errori che compromisero il risultato. Eppure io non ho mai dato la colpa a nessuno, sarebbe troppo comodo. Ho sempre cercato di trarre insegnamenti da tutto ciò che il campo mi ha riservato. Nello sport a qualcuno spetta la sconfitta. La differenza è quanto sei bravo dopo a rialzarti”.

PASSIONE PER L’INTER – “Mi notò durante gli Europei Under 21 del 2000, lui era il c.t. dell’Italia e io giocavo sulla fascia per la Slovacchia. Feci una grande partita e numerose società mi contattarono. Va detto che allora giocavo già al Leverkusen, non ero l’ultimo arrivato.Passato nerazzurro?  Da me sentirete solo belle parole, l’Inter e la famiglia Moratti sono nel mio cuore. Sono orgoglioso di avere giocato nell’Inter. In Italia, nonostante siano passati anni, ho ancora tanti amici: da Di Biagio, che ho incontrato quando è venuto in Slovacchia con gli azzurrini, fino a capitan Zanetti e Toldo”.

NUOVA VITA – “È una passione che coltivo da anni, ma sempre nel tempo libero. Il teatro è un grande spettacolo, come il calcio. E come in campo, servono impegno e dedizione. Anni fa ho deciso di aprire uno spazio nella mia città, le cose vanno molto bene. In questi giorni stiamo rinnovando tutti gli spazi e a dicembre procederemo con la nuova inaugurazione. Ruolo preferito sul palco? Non scherziamo. Nel mio teatro recitano solo attori veri, i professionisti. Io organizzo il programma, faccio i calendari e mi occupo di marketing. Qua mi fermo”.