Giuseppe Meazza: il più grande calciatore italiano di tutti i tempi!

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25 dicembre 2014, 08:58
Meazza

«Grandi giocatori esistevano già al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario». Così Gianni Brera descrive Giuseppe Meazza, il più grande calciatore italiano di tutti i tempi.

INIZI – Nasce a Milano il 23 agosto 1910 nel quartiere di Porta Vittoria ed inizia a giocare a calcio già all’età di sei anni con un gruppo di bambini da lui chiamati “i maestri campionesi”, inseguendo una palla di stracci. Viene scoperto per caso da un osservatore dell’Inter e debutta in prima squadra non ancora diciannovenne. A vent’anni è già in Nazionale per la gara a Roma contro la Svizzera, realizzando le prime due reti. Meazza poteva giocare in ogni ruolo alternandosi a Schiavio e a Piola. Poteva segnare in qualunque situazione…persino tirare un calcio di rigore mentre gli stavano cascando i pantaloni.

NAZIONALE – Grazie a Meazza l’Italia vince per la prima volta in casa dei maestri ungheresi nel 1930, fa tremare l’Inghilterra superba ed altezzosa a casa sua con una doppietta che li ridimensiona non poco, è sempre Meazza a guidare la Nazionale alla vittoria del suo primo Mondiale nel 1934 contro la Cecoslovacchia.

INTER – Meazza ha fatto la storia anche dell’Inter. Scartato dal Milan perché considerato “mingherlino”, entra nelle giovanili neroazzurre a quattordici anni su insistenza di Fulvio Bernardini. Da allora gioca per quattordici stagioni in maglia neroazzurra conquistando due scudetti e vincendo più volte la classifica cannonieri.

TALENTO STRAORDINARIO – Giuseppe Meazza è stato davvero uno dei più grandi talenti in assoluto. Era nato soltanto per giocare a calcio e riuscì ad arrivare a tutti i traguardi che un calciatore professionista dell’epoca poteva sognare. Entusiasmava gli spettatori di tutto il mondo allo stesso modo in cui umiliava difensori e portieri. Tranne uno, la sua bestia nera: Ricardo Zamora, il mitico potere spagnolo con capacità ipnotiche sui calci di rigore. Un campione irripetibile, Meazza il “balilla”.

VITA PRIVATA – Fuori dal campo era un personaggio particolare, tipico per certi versi degli anni ‘30-‘40: gran giocatore d’azzardo, fenomenale donnaiolo, perfetto ballerino di tango! Inconfondibile con la sua testa sempre lucida di brillantina, era capace di dormire un paio d’ore e poi entrare in campo e divorarsi difese e portieri. Un talento incredibile.

Al termine della carriera sportiva cercò di insegnare il mestiere ai giovani senza grande successo. Evidentemente si può trasmettere una normale idea di calcio ma non un talento puro come il suo. Fu quindi un allenatore mediocre senza talento, un onesto mestierante che stava pin piano cadendo dal suo trono. E’ morto nel 1979 in solitudine, preda di ricordi e di tristezza. Se qualcuno gli domandava un parere su qualche suo pupillo rispondeva sempre: “E’ bravo ma lento…”. Non sapeva proprio parlare male di nessuno, Giuseppe Meazza detto il Balilla. Uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport! Milano ha voluto ricordarlo in eterno dedicandogli lo stadio di San Siro che da quel giorno del 1979 porta il suo nome.