Domenghini: “Doping all’Inter? Non ho visto niente. Herrera…”

Articolo di
5 aprile 2017, 14:47

Lunga intervista al Guerin Sportivo di Angelo Domenghini durante la quale l’ex attaccante ha parlato non solo dei tanti successi raccolti con la Grande Inter ma anche delle accuse di doping nei confronti di Helenio Herrera.

L’INTER – «Era la Grande Inter quella lì. L’anno prima aveva vinto la Coppa dei Campioni battendo il Real Madrid. Lo scudetto le era sfuggito solo allo spareggio contro il Bologna. Io all’inizio giocavo di punta. Nel mio primo anno segnai nove gol. Lo spogliatoio? Era quello di una grande squadra. Su tutti Armando Picchi, il capitano carismatico, un gran signore. Poi Luisito Suarez, professionista esemplare, da lui ho imparato molto. Quindi Giacinto Facchetti, con cui abbiamo condiviso i viaggi da casa alla Pinetina, una volta con la sua auto, una volta con la mia. E che duelli durante gli allenamenti. Facevamo dei testa a testa a mille all’ora. Se riuscivi a scappare, dopo tre falcate ti aveva ripreso. Un grande terzino».

HERRERA – «Un tecnico all’avanguardia con una incredibile capacità di convincimento. Con lui diventavi forte e grande per forza. I ritiri? Li inventò lui, era fissato. Le accuse di doping? Non dico nulla perché non ho visto nulla. C’erano le pastiglie rosse del micoren, quelle sì, ma erano lecite. Poi io, come altri, talvolta ho fatto la cazzata di sciogliere l’aspirina nella Coca Cola. Il mio doping vero era un altro: i caffè e, soprattutto le sigarette. Ho sempre fumato».

RIMPIANTO – «Cinque stagioni, due scudetti, una Coppa dei Campioni, due Intercontinentali. In campionato 50 reti in poco più di 130 partite. Ho giocato di punta, quindi da ala destra. Puntavo l’uomo in modo largo e poi affondavo il colpo. Mi ha penalizzato la regola degli stranieri: in campo internazionale ne potevano giocare tre, invece dei due ammessi per il campionato. Così ad uscire spesso toccava a me. Ma non è questo il rammarico maggiore. L’essere stato costantemente sottovalutato. Durante e anche dopo la carriera. Se parli della Grande Inter vengono fuori i nomi di Mazzola, Corso, Suarez, Picchi. Poi qualcuno si ricorda anche del sottoscritto».