Cruz ricorda l’Italia: “Paese meraviglioso, mi ha trattato bene”

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13 giugno 2015, 20:38
cruz

L’ex attaccante dell’Inter ha concesso un’intervista a un giornale argentino in cui ha parlato della Copa America e anche della sua carriera in Italia che lo ha visto protagonista per 10 anni nel nostro paese vestendo le maglie di Inter Bologna e Lazio.

Julio Ricardo Cruz, el jardinero, è un nome che rievoca sicuramente bei ricordi per i tifosi interisti. L’attaccante argentino è sempre stato molto amato dalla tifoseria nerazzurra per il suo carattere umile e la sua estrema professionalità, per i suoi tanti gol nei derby e contro la Juventus e per il suo talento che lo portava a essere decisivo nonostante partisse spesso dalla panchina. L’ex attaccante argentino ha concesso un’intervista al giornale argentino diariopopular e tra i tanti temi toccati c’è stato anche il passato italiano: “Mi sono abituato alla vita italiana, ci sono stato 10 anni e ho anche imparato la lingua: l’italiano è stato facile, è abbastanza simile allo spagnolo”.

TRATTATO CON RISPETTO- Tra i ricordi che Cruz ha del nostro paese non c’è soltanto la lingua, ma anche il grande rispetto che il nostro paese ha sempre mostrato nei suoi riguardi, un rispetto che era condiviso anche dai tifosi rivali del Milan: “Mi hanno sempre trattato con rispetto. Ho giocato tanti anni nell’Inter, però i tifosi del Milan mi trattavano con un grande affetto nonostante la rivalità. Ho chiuso la carriera giocando con la Lazio e mi hanno trattato come se fossi stato in casa mia, a Bologna dove ho cominciato successe lo stesso”.

CONTENTO DEL RITORNO IN ARGENTINA- Chiusa la carriera vestendo la maglia della Lazio, il jardinero è tornato nella sua Argentina, una scelta di cui non si è pentito: “Sono felice di essere tornato in Argentina; l’Italia è meravigliosa e chi dice di no sta mentendo, però io volevo tornare nel mio paese e sono tornato”

IL FUTURO- A differenza di tanti ex calciatori, Julio Ricardo Cruz per il momento non ha intrapreso una nuova carriera come allenatore, dirigente od osservatore. Interpellato al riguardo dai giornalisti del Diariopopular, l’ex nerazzurro si è concesso una battuta: “Con tutti i calciatori che si ritirano ogni anno pensate a quanti tecnici ci sarebbero”.