Crespo: “Inter troppo forte: non ce n’era per nessuno!”

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7 dicembre 2015, 22:44
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Hernan Crespo ha parlato a lungo anche della sua esperienza nerazzurra in occasione del format “Inter Legends”, in onda su “Inter Channel”. L’ex attaccante della Beneamata parla degli scudetti vinti, a partire da quello del 2006: l’Inter ha dominato la Serie A per diversi anni

IL PRIMO TROFEO: LA SUPERCOPPA«Non dovevo giocare quella partita, ero arrivato a fine mercato. Mi allenavo da poco dopo il Mondiale in Germania, non ero in forma. Ero in panchina, perdevamo 3-0 e Mancini comincia a guardarmi. Segna Vieira e Mancini mi fa entrare. Tornavo all’Inter dopo un passato milanista, non lo sai come la gente la può prendere. Io avevo una grande rabbia dentro: “Non posso tornare perdendo una coppa”, pensai. Non ero in grado di giocare ma avevo una voglia pazzesca. Deki Stankovic mette un cross e faccio il 2-3. Avevamo tutti rabbia, sogni, idee in comune con la gente dell’Inter. Con quel gol si rialzò San Siro e io mi gasai tantissimo e pensai: possiamo fare una stagione pazzesca!»

IL TRIONFO DEL 2006 «Volevo tornare in Italia dal Chelsea perché ero arrivato sempre secondo dietro la Juventus. Mi infastidiva questa situazione. Mi chiamò il mio procuratore e mi disse che Manciini mi voleva all’Inter. Volevo festeggiare lo scudetto sul campo. Volevo tornare all’Inter e concludere quello che si era aperto un paio d’anni prima. Il derby? Facemmo una parita da Inter. Eravamo nettamente superiori, andammo sul 4-1, ma venne espulso Marco Materazzi e Vieira si fece male. Eravamo in nove, alla fine giocammo in 9 contro 11. Potevamo fare 5-6 gol al Milan e invece fummo costretti a soffrire fino all’ultimo secondo. Il rivale non era il Milan, ma la Roma e vincemmo a Roma con un mio gol e facemmo subito capire che non ce n’era per nessuno fin dall’inizio del campionato. Non ce n’era per nessuno: non ci bastava vincere, volevamo stravincere! Avevamo una fame pazzesca ed è per quello che facemmo le 17 vittorie consecutive».

LO SCUDETTO DEL 2008«E’ stato scudetto difficile soprattutto per come è andata la stagione: più che festeggiare è stato un sollievo. Entrò Ibrahimovic e risolse la pratica, ma proprio Ibra dopo Liverpool non c’era più stato! Arrivammo al Tardini e mi ricordo la faccia della gente: se non vincete vi ammazziamo, non possiamo perdere. E’ stato più un sollievo che una festa…».