Crespo: “Ibra? All’Inter mi rispettava, ecco perché. Mourinho…”

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1 agosto 2016, 19:36
Crespo Ibrahimovic

Hernan Crespo ha rilasciato una lunga intervista al Guardian: l’ex attaccante racconta il suo rapporto con José Mourinho e Zlatan Ibrahimovic, che si apprestano a vivere una nuova avventura insieme al Manchester United dopo quella vissuta all’Inter

RE ZLATAN – «Ho giocato con Ibrahimovic nel 2008-09 ed era un campione diverso da quello che vediamo ora. Ai tempi, lui era molto impulsivo: un campione fantastico che poteva decidere i giochi da solo, ma ancora troppo giovane per capire l’importanza del gruppo. Io lo ricordo insieme a Mourinho alla fine della stagione, quando avevamo vinto lo scudetto ed erano felicissimi: si abbracciarono sorridendo, due leader che si stavano liberando dalla tensione accumulata durante la stagione. È stata una sensazione speciale. Il mio rapporto con Zlatan era speciale. Stavamo giocando Cagliari-Inter e le cose non andavano: Zlatan era veramente arrabbiato con tutti noi. Quando venne da me per dirmi qualcosa io gli risposi: “Mantieni la calma Zlatan. Io non sono un ragazzo giovane, io sono Hernán Crespo”. E da quel momento abbiamo avuto un rapporto fantastico, pieno di rispetto. Ibrahimovic mi ha fatto capire che ammirava la carriera che ho avuto, da giocatore più anziano con più esperienza di lui. Siamo sempre stati buoni amici e non c’era mancanza di rispetto. Zlatan mi ha sempre fatto segnare molti gol – quattro o cinque – nelle partite di allenamento e poi, la domenica, in campionato, ha sempre segnato lui. Gli dissi: “Se mi avessi sempre passato la palla come fai in allenamento, sarei capocannoniere!”».

SPECIAL ONE – «Il mio rapporto con José è stato fantastico, troppo. Lui mi adorava. Lo avevo già avuto al Chelsea e ho sempre detto che sarebbe stato perfetto per l’Inter. E poi è arrivato e ha vinto tutto. Sono stato molto contento quando è venuto all’Inter, lui sapeva che ero un giocatore “facile” da gestire: non mi sono mai lamentato, nemmeno quando sono finito in panchina. Ho sempre dato tutto, sia per 90 che per 5 minuti. E in allenamento non mi sono mai fermato. Per me, lui è davvero lo “Special One”. Anche quando non giochi lui ti sostiene e ti fa sentire importante. Con me era davvero fantastico. C’è stato un episodio in particolare che mi ha fatto capire il motivo per cui è tanto amato da tutti i suoi giocatori. Era il mio ultimo anno all’Inter e avevamo vinto lo scudetto in anticipo, per cui non c’era pressione. Era l’ultima partita, Inter-Atalanta a San Siro e il club mi ha fatto sapere che non avrebbe rinnovato il mio contratto. Considerando la mia età (33) andava anche bene. Ma avevo ancora voglia di contribuire. Non mi aspettavo nulla, ma improvvisamente Mourinho è venuto da me e mi ha detto: “Hernán, ti sto mettendo in campo. Sei pronto?”. Non me lo aspettavo: ho fatto anche un assist a Zlatan che ha segnato con un colpo di tacco! Ibra è venuto a dirmi che è stato fantastico e Mourinho era molto emozionato».