Caldirola: “Cresciuto tanto grazie all’Inter. Mou spettacolare”

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23 settembre 2016, 13:56
Caldirola

Il difensore del Weder Brema Luca Caldirola è tornato nuovamente sulla sua esperienza all’Inter, club nel quale è cresciuto facendo tutta la trafila delle giovanili, nel corso di un’intervista concessa al sito “Stop and Goal”.

L’INTER – «E’ stato bellissimo. Ho giocato nelle giovanili dell’Inter dai 7 ai 20 anni, crescere in uno dei club migliori al mondo ti insegna tanto sia come giocatore che come uomo. Sono stati anni bellissimi in cui ho vinto a livello giovanile da capitano. Inoltre, ho avuto anche la fortuna di stare in prima squadra: a quel tempo era già tanto entrare nello spogliatoio e cambiarsi di fianco a campioni come Milito, Eto’o, Sneijder etc. Se oggi sono arrivato a giocare in Bundesliga il merito è anche del settore giovanile nerazzurro».

MOURINHO – «E’ spettacolare, per me è il numero uno. E’ veramente una persona fenomenale, ti parla e ti chiede come stai anche se sei giovane e non sei ancora nessuno. Qualche anno fa abbiamo fatto un’amichevole contro il Chelsea e lui è venuto apposta nello spogliatoio per salutarmi. Io sono rimasto di sasso perché non potevo immaginare che si ricordava ancora di un ragazzo di 18 anni in mezzo a tutti quei campioni. Lui è così, è speciale».

MATERAZZI – «Il mio modello è sempre stato Nesta, però stando nell’Inter cercavo sempre di osservare attentamente Materazzi: in ogni allenamento si allenava sempre come un disgraziato (ride, ndr). Ricordo una volta che durante la pausa per le nazionali venne ad allenarsi con la Primavera e lo fece come se dovesse giocare la finale di Coppa del Mondo. Questa cosa mi ha sbalordito. Tra l’altro siamo rimasti anche in contatto, ancora oggi ci sentiamo e questa cosa mi fa tanto piacere».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.