Bergkamp: “Scelsi Inter e non Juve! Deluso da Sosa. Moratti…”

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26 settembre 2017, 16:23
Bergkamp

Dennis Bergkamp ha rilasciato una lunga intervista a Four Four Two in cui racconta della sua avventura all’Inter: l’ex attaccante nerazzurro, attualmente all’Ajax in veste di dirigente del settore giovanile e vice-allenatore, smentisce qualsiasi tipo di litigio con i suoi compagni di allora ma ammette di esser rimasto deluso da Ruben Botta. Di seguito le dichiarazioni dell’olandese

PROMESSE INCOSTANTI – L’ex attaccante dell’Inter, Dennis Bergkamp, racconta di come approdò in nerazzurro e del rapporto con i suoi compagni di squadra: «Johan Cruijff mi disse di non andare all’Inter? Non me l’ha mai detto con tante parole, ma lui voleva che mi unissi al Barcellona. Mi diceva di non andare in nessun’altra squadra che non fosse il Barcellona. Ho sempre avuto la sensazione di poter finire in Italia, che ai tempi era il più grande campionato. Non volevo andare al Milan perché Gullit, Van Basten e Rijkaard erano andati lì. Quindi potevo scegliere tra Juventus e Inter. Abbiamo ricevuto sensazioni migliori dai dirigenti dell’Inter. Hanno fatto molte promesse, che poi si sono rivelate incostanti. Mi hanno detto: “Giocheremo più offensivi”. Lo hanno fatto, ma solo per il primo mese! Non era quello che speravo. Ma l’Italia serviva per il mio sviluppo. Lì ho imparato a essere più professionale, ho imparato a giocare contro due o tre difensori e con giocatori che erano lì per se stessi piuttosto che per la squadra. Problemi con i miei compagni all’Inter? In realtà ci andavo d’accordo. C’erano alcuni giocatori che stavano lì da 10 o 15 anni, ragazzi come Bergomi, Ferri e Battistini e sono stati tutti veramente simpatici con me. Ho avuto un buon rapporto anche con Nicola Berti. È un bravo ragazzo. Non ho mai avuto problemi con nessuno. L’unica che mi ha deluso è stato Ruben Sosa: avremmo potuto fare più di ogni altro in campo, perché eravamo i due attaccanti. Non è mai scattata la scintilla in campo, ma fuori non abbiamo avuto problemi».

MEDIA E MORATTI – L’attuale dirigente e vice-allenatore dell’Ajax, parla poi del suo difficile rapporto con la stampa italiana e dell’affetto per Massimo Moratti: «La stampa italiana? I giornalisti si aspettavano che parlassi con loro ogni giorno! Io ho detto: “Se c’è una partita di domenica, naturalmente il lunedì parlerò del match ma non intendo parlare di nuovo martedì e mercoledì, quindi parlerò con i media due volte una settimana, che è molto rispetto all’Inghilterra, e ancor più rispetto all’Olanda”. Ma erano arrabbiati. Volevano che io parlassi tutto il tempo e ho detto no. Ho bisogno anche della mia vita privata, e in Inghilterra la stampa lo rispetta. I tabloid inglesi mi hanno criticato in un primo momento quando non ho segnato nei miei primi sette o otto match. Giusto. Non mi importa se mi martellano sul calcio. Ma in Italia hanno fatto storie ridicole. Una volta mi sono fatto un taglio di capelli e mi hanno detto che i miei capelli erano caduti! Massimo Moratti ha detto che non potevo fare più di 10 gol? Sono sorpreso di sentire questo, perché mi sono trovato veramente bene con lui, ama il calcio e gli è dispiaciuto vedermi andare via. Alla fine del mio secondo anno all’Inter, ha detto: “Ci saranno dei cambiamenti, per favore rimani”. Ho deciso che non volevo più aspettare. Ma non c’erano risentimenti».